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Aspettando Gherardo Colombo, conclusi i seminari nelle scuole sui temi della giustizia

Pubblicato in ATTUALITA' Lunedì, 15 Maggio 2017 16:34

Reggio Calabria 15/05/2017 Gherardo Colombo, ex magistrato di Mani Pulite, ritorna a Reggio Calabria domani martedì 16 maggio ore 17.30, presso il Salone della Banca d’Italia di Reggio Calabria per un confronto con il Procuratore di Palmi, Ottavio Sferlazza, sui temi più controversi della giustizia italiana. L’iniziativa, promossa da “Quello che non ho”, “Magistratura Democratica” e “SulleRegole”, in collaborazione con Anpi, Longanesi, Libreria NuovAve, e SulleRegole, porta un tema di dibattito scottante in un territorio di frontiera, colmo di contraddizioni, come la città dello Stretto. E lo fa partendo dalle scuole.

In preparazione del dibattito, gli studenti del Liceo delle Scienze Umane e Linguistico “ Tommaso Gullì”, del Liceo scientifico “A. VOLTA” e del I.I.S “A. Righi” di Reggio Calabria si sono confrontati con gli organizzatori e con i magistrati sui temi della giustizia e dell’etica pubblica.
I seminari hanno avuto avvio nell’aula magna del Liceo delle Scienze Umane e Linguistico “ Tommaso Gullì” di Reggio Calabria, dove gli alunni delle classi quarte hanno interagito con il Magistrato Filippo Aragona, Francesco Alì (Quello che non ho) e Sandro Vitale (Anpi), riflettendo su un tema di grande attualità: che cos’è la giustizia?
Nell’ottica della tematica “Cittadinanza e Costituzione”, promossa dal Ministero, alla quale il Liceo lavora da anni, il Dirigente scolastico Alessandro De Santi ha ritenuto fondamentale pianificare un intervento che mettesse gli alunni a stretto contatto con i rappresentanti delle Istituzioni per promuovere l’importanza della cultura della legalità nella società civile.
“Un’ulteriore occasione di riflessione comune sulla problematica della giustizia, sul ruolo della cultura e dell’istruzione, quali strumenti di prevenzione” ha dichiarato la docente Margherita Tromba che ha introdotto i lavori.
L’incontro, intenso e partecipato, ha visto protagonisti i ragazzi che hanno dialogato con il Magistrato Filippo Aragona il quale ha svolto una relazione sui temi della giustizia ed ha risposto alle tantissime domande degli studenti coinvolti dalle sue argomentazioni. Precise, determinate, concrete, le risposte che hanno animato il piacevole momento di riflessione.
Il secondo seminario si è svolto nella Sala Convegni del Liceo “Alessandro Volta”.
Ospite d’eccezione, il procuratore di Palmi Ottavio Sferlazza è stato l’interlocutore degli studenti in un confronto introdotto da Francesco Alì (Quello Che non ho), che ha ribadito l’importanza che rivestono le questioni più controverse che riguardano il mondo del diritto.
I giovani hanno ascoltato il racconto dell’esperienza del magistrato, cresciuto sotto la guida di un maestro quale Paolo Borsellino, “Ho avuto l’onore e il privilegio di essere stato allievo di Borsellino”, come lo stesso Sferlazza ha dichiarato. Lo hanno, poi, sollecitato con domande e dubbi in un dibattito serrato e di ampio respiro in cui i ragazzi hanno potuto realmente fare esercizio di democrazia attiva e consapevole, secondo la filosofia e le scelte didattiche del Liceo Volta, come più volte ribadito dal Dirigente Scolastico Professoressa Angela Maria Palazzolo, in altre occasioni.
La conversazione, introdotta dalla prof.ssa Anna Borrello e conclusa dal presidente Anpi, Sandro Vitale, ha toccato molti temi.
Il procuratore ha ribadito, innanzitutto, che la presenza della magistratura nelle scuole deve essere sempre sentita come impegno morale e mai passerella mediatica. Tali incontri devono avere il compito di tener desta la memoria per evitare che avvenga quel pericoloso fenomeno di rimozione dei fatti che devono, invece, essere paradigma esemplare perché non avvengano più; indelebili, per esempio, dovranno essere i tragici eventi che hanno portato alla strage di Capaci e allo straordinario tributo di sangue che la Sicilia ha versato.
Ma Sferlazza ha parlato ai giovani, sollecitato anche dalle domande, dell’omertà come rifiuto di riconoscere legittimazione alle istituzioni, della solitudine che favorisce la delinquenza, delle libertà negative e positive, dell’eguaglianza nei diritti e del diritto all’eguaglianza, creando un intenso momento di commozione quando ha raccontato la storia della identificazione e della cattura dei killer del giudice ragazzino Rosario Livatino.
Il Presidente dell’Anpi Sandro Vitale ha voluto ricordare ai giovani il valore della nostra Costituzione, frutto della fatica lucida e intelligente di tanti uomini e donne e del sacrificio di tutti coloro che per la costruzione di una Italia repubblica democratica hanno dato la vita.
Il terzo ed ultimo seminario si è tenuto l’IIS “A. Righi”, dove il procuratore Sferlazza, con la partecipazione di Francesco Alì, Sandro Vitale e del dirigente scolastico Francesco Praticò, ha incontrato gli allievi delle quinte classi per discutere di legalità.
Sferlazza ha dichiarato di essere felice di parlare con i giovani di un tema “Che da secoli lacera e affascina la nostra coscienza civile: il conflitto che a volte, si produce da due forme di giustizia, quella del sentire umano e quella della legge positiva, cioè la legge dello Stato che ci chiede obbedienza anche quando ci sembra ingiusto”.
Il Procuratore di Palmi ha conquistato l’uditorio soprattutto quando ha ricordato Paolo Borsellino, le stragi di Capaci e di via D’Amelio, l’assassinio di Rocco Chinnici, quando ha rievocato la strage di Pizzolungo.
“Ho voluto ricordare le stragi - afferma - perché la memoria non deve essere un momento rievocativo o commemorativo ma deve servire soprattutto a respingere tutti i tentativi di negazionismo e a favorire un autentico processo di conoscenza che possa diventare coscienza civica per contrastare culturalmente il fenomeno mafioso. In questa prospettiva sono fermamente convinto che la scuola sia l’unico laboratorio culturale che possa concretamente promuovere la ricostruzione, la conservazione e la promozione di questa memoria collettiva e che possa favorire nei giovani la scelta irreversibile in favore di valori e principi in nome dei quali tanti servitori dello Stato, e non solo, hanno sacrificato la propria vita. Per questo credo che la nostra presenza nelle scuole sia una forma di “militanza” politica nella sua più nobile accezione”.
L’incontro ha fornito molti spunti per una riflessione critica, infatti numerosi sono stati gli interventi da parte di docenti e alunni.
Il dirigente scolastico Francesco Praticò, ha infine dichiarato che “L’educazione alla legalità va attuata attraverso percorsi di sensibilizzazione che possano contribuire a sviluppare nei giovani la capacità di sentirsi cittadini attivi chiamati, sia ad esercitare i propri diritti, ma anche a rispettare le regole della società a cui appartengono”
Il percorso proseguirà il 16 maggio alle ore 17:30 nel salone della Banca d’Italia, dove gli studenti assisteranno da protagonisti al dibattito sulla giustizia tra Gherardo Colombo e Ottavio Sferlazza.

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