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Caso assunzioni alla Sorical, i sindacati presentano esposto alla Procura

Pubblicato in ATTUALITA' Giovedì, 28 Febbraio 2019 09:26

Reggio Calabria. "La Società è proprietaria di infrastrutture idriche e gestisce in parte il servizio idrico Calabrese; dall’estate del 2012 è sotto procedura di Commissariamento per insolvibilità. Tale commissariamento dura tuttora, per gli stessi motivi. A breve dovrà essere deciso il destino della Sorical, perché nel costituendo ciclo idrico integrato la nuova Autorità

Idrica Calabrese dovrà scegliere il Soggetto Gestore del Servizio Idrico e nella situazione attuale nulla fa pensare che la scelta possa ricadere su Sorical". Lo affermano Angelo Sposato Cgil, Santo Biondo Uil, Francesco Gatto Filctem e Gino Campana Uiltec. "Peraltro ciò può avvenire se viene deciso un servizio “in house”, senza ricorrere a gara di assegnazione. Rimane ancora da definire l’assetto societario in quanto il socio privato ha manifestato la volontà di cedere le quote. Con verbale d’intesa fra Regione Sorical e OOSS 23/3/2005, venne redatto elenco del personale da internalizzare e che a vario titolo lavorava sugli schemi idrici dei vari impianti calabresi, alle dipendenze di ditte esterne, e che – in servizio alla data del 22 luglio 2003 – potevano vantare diritto all’internalizzazione (di pari passo con l’acquisizione degli schemi idrici regionali), con un numero di risorse complessive che in fase di start-up fu definito in numero di 220. I colloqui di schillatura – dopo accertamento delle condizioni di servizio preesistenti – furono effettuati da soc. esterna Praxi. Dall’elenco del 23/3/2005 OO.SS./Sorical doveva quindi attingersi quale bacino preferenziale di lavoratori che per assegnazione di attività, esperienza ed anzianità, avesse lavorato con continuità ante luglio 2003; questo perché agli effetti pratici avevano diritto al lavoro nella nuova organizzazione idrica calabrese tutti i lavoratori preesistenti nelle vecchie gestioni territoriali. Solo la definizione del numero di risorse massimo deciso dalla costituenda Sorical, non ha consentito l’internalizzazione di tutti i lavoratori che erano partecipi della filiera organizzativa del Ciclo, riconducibile infine a Sorical". "Pertanto - continuano le segereterie regionali - tutti i lavoratori che dal 2005 sono entrati in Sorical senza alcuna procedura sono/sarebbero ricompresi nell’originario elenco. Ad oggi, nonostante le ripetute annose richieste sindacali, Sorical non ha inteso rendere pubblica una “pianta/dotazione organica” di riferimento della Società, per evincere quali fabbisogni per quali investimenti sono necessari alla conduzione d’impresa. CGIL ed UIL chiedono il rispetto di accordi e di norme, se fosse stata fatta un verifica preliminare, l’attenzione “mediatica” verso un gruppo di assunzioni – che per il sindacato sono sempre benvenute, ma alla condizione che venga assunto chi ha diritto, senza errori ed omissioni – sarebbe stata ben diversa. Dalla stampa dei giorni scorsi, abbiamo anche appreso che le assunzioni in Sorical sarebbero oltre 50 all’interno delle quali ci sarebbero nominativi che nulla hanno a che fare con le procedure richiamate, mentre dai vertici aziendali si continua a riferire di un numero nettamente inferiore. Non si può neppure disconoscere che le recenti dichiarazioni del dirigente regionalePallaria parlano di un futuro immediato (entro marzo 2019) affinchè Sorical si trasformi in Azienda totalmente pubblica, per cui le assunzioni di questi giorni assumono un aspetto quanto meno sospetto. In questa fase mettiamo da parte le questioni che attengono i rapporti interni tra Azienda ed Organizzazioni Sindacali, ma ci ripromettiamo di portare all’attenzione dell’opinione pubblica anche le tante incongruenze che si registrano in questa strana conduzione di un’azienda come Sorical. Non avendo potuto accedere ad una discussione preventiva, queste organizzazioni sindacali hanno avviato esposto a Procura della Repubblica e Corte dei Conti, perché una Società in liquidazione deve offrire garanzie sugli atti che compie". "Nel frattempo le relazioni industriali sono interrotte; ogni tentativo dei Commissari di condividere “colpe” cade nel vuoto; da tempo, della questione è formalmente investito il Presidente della Regione, sotto la cui autorità è stata emanata la legge per il riordino del Sistema Idrico Integrato, attesa da tempo da circa duemila lavoratori e da due milioni di cittadini. È stato rinnovato invito e ribadiamo ora la richiesta di intervento di Oliverio per affrontare compiutamente e senza intermediari il problema".

Reggio Calabria 28 febbraio 2019

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