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Supporters Trust ViolaRC: "La Viola rinasce. Libera, identitaria, popolare"

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Lavoratori L.r 15/2008: "in nero per lo Stato e figli di un Dio minore"

Pubblicato in ATTUALITA' Sabato, 23 Marzo 2019 14:43

Riceviamo e pubblichiamo: Spett.le Redazione siamo un nutrito gruppo di lavoratori facenti parte delle 38 unità in utilizzo presso il Comune di Reggio Calabria da ben nove anni e appartenenti al bacino della L.r. 15/2008 "Piano di Reinserimento Occupazionale", formati, utilizzati e collocati in diversi settori, svolgiamo mansioni utili ed indispensabili vista la carenza organica in cui si trova l'ente (ispettori ambientali, archivisti, cura e manutenzione del verde).
La mole di lavoro non è per nulla indifferente, giornalmente ci sono gli ispettori ambientali che percorrendo svariati chilometri a piedi, sensibilizzano e danno informazioni ai cittadini e alle attività commerciali sul corretto svolgimento della raccolta differenziata,

effettuano segnalazioni agli organi competenti, sanzionano chi non rispetta le ordinanze comunali in materia di rifiuti, conduzione cani ed effettuano censimenti presso le utenze domestiche aiutando cosi l'ente a scoprire gli evasori (cosi come dichiarato ultimamente dal Sindaco e dall'Amministratore della Società Hermes nella recente conferenza stampa tenutasi a Palazzo San Giorgio), ci sono gli operai che in sinergia ad altri lavoratori curano il verde presso la Villa Comunale, il Campo Coni e alcune aree cimiteriali e gli archivisti che dislocati in vari settori (urbanistica, avvocatura civica, polizia municipale e le circoscrizioni, aiutano e velocizzano lo smaltimento delle pratiche, sistemano gli archivi ed effettuano relativo protocollo).
Purtroppo la nota dolente è che ci si ritrova a lavorare nel 2019 in nero per la pubblica amministrazione e non si capisce bene il motivo perché tra Regione Calabria ed Ente Utilizzatore dopo cosi tanto tempo e decine e decine di tavoli tecnici non si è trovato un accordo/soluzione per stilare un contratto di lavoro (così come è stato fatto per i 75 lavoratori di Vibo appartenenti alla stessa legge 15, per quelli della legge 28 e per alcuni lavoratori Lsu/Lpu che dopo anni e anni di sacrifici sono stati anche stabilizzati) che consenta di svolgere un'attività lavorativa degna, mettendo così fine alle varie assurdità che ad oggi sono in atto (recupero delle ore di ferie, della malattia, dei giorni di lutto, delle festività e mancanza di contributi previdenziali) il tutto pur essendo equiparati agli Lsu/Lpu e rientrati da anni a pieno titolo nella L.r. 1/2014 volta al superamento del precariato.
Si rimane molto rammaricati perché nonostante i vari appelli lanciati negli anni a tutte le forze politiche e alle sigle sindacali, ad oggi il problema è rimasto invariato e l'unica certezza è stata quella di portarsi dietro solo false promesse, aspettative e illusioni.
Solo una cosa rimane certa e certificata "Lavoratori al servizio dello Stato in nero e senza un futuro"
Figli di un Dio minore.

Rc 23 marzo 2019

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