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Non chiudete le scuole in Aspromonte: le riflessioni di Criaco, Bombino, Penna, Leone

Pubblicato in ATTUALITA' Giovedì, 20 Settembre 2018 18:35

Era stato il sindaco Penna per primo ad annunciare una nube grigia in un cielo limpido di promesse per la riapertura dell’anno scolastico, lunedì scorso. Roccaforte, presidio pre-Aspromontano di nome e di fatto, cedeva il suo futuro alla pianura e alla città: “la scuola a Roccaforte del Greco quest’anno cessa di vivere”. Sulla questione è intervenuto anche lo scrittore Gioacchino Criaco che come sempre nero su bianco nel suo post fotografa l’ultimo appello di una identità inevitabilmente sacrificata e destinata a scomparire: “Non chiudete le scuole in Aspromonte: APPELLATEVI, MOBILITATEVI, RESISTETE. Non ho mai fatto appelli, vi aderisco spesso, e non penso di scuotere chissà quali coscienze con le mie chiacchiere.

Ma a Roccaforte del Greco, uno dei pochi baluardi, insieme a Bova, Staiti, della Grecià calabrese, hanno chiuso la pluriclasse che permetteva a cinquanta ragazzini di andare a scuola e di restare e crescere in Aspromonte. Cinquanta figli di Mana Ji che saranno giornalmente deportati davanti allo Jonio, e che inevitabilmente si trascineranno dietro le famiglie, per un nuovo distacco che sarà definitivo. Fare cinquanta chilometri di tornanti montani, ogni giorno, si capisce che non sarà un'impresa di lunga durata. Ci sarà una resistenza breve e una resa, l'ennesima per i greci calabri. Un popolo lo si ammazza in molti modi, e gli aspromontani li hanno assaggiati tutti. Ci allontanano, ci disperdono e uccidono una cultura millenaria. Se resistere e combattere ha un senso, pretendere il mantenimento della scuola a Roccaforte, dovrebbe essere una di quelle cause nobili per cui è necessario battersi. E se uno volesse fare retorica ci sono migliaia di prebende a enti e persone inutili che potrebbero essere stornate a favore della scuola. Ma anche se non ci fosse un solo spreco, bisognerebbe spendere qualsiasi cifra perché gli aspromontanini continuino ad avere una scuola in montagna. Uno Stato padre non dovrebbe avere bisogno di appelli o stimoli per fare quello che è giusto. Ma la giustizia non frequenta rilievi troppo alti, non ama passeggiare sopra le nuvole. E ve l'ho già detto, cari sudici, che il destino non esiste, che tutto dipende dalle azioni responsabili. E in fondo gridare che la scuola di Roccaforte non deve chiudere non è neppure una grande impresa. Possiamo fare un favore grande a noi con un impegno esiguo. Resistere non può essere solo opposizione, è combattere”.

Sulla questione interviene oggi dalla sua pagina social il già presidente dell’Ente Parco Aspromonte, Giuseppe Bombino: “Ai due bracci della Croce, Roccaforte e Careri, se ne aggiunge un altro, Canolo, ché l'Aspromonte fa grandi tutte le cose. Così divengono 3 le scuole che non apriranno in Montagna, e i bimbi multipli di 30. È un tradimento programmato verso una intera generazione”. Chiosa Bombino il suo post citando Gesualdo Bufalino: Ci vorrà pure "un esercito di maestre elementari per vincere la mafia" … Ma ora, dateci almeno un'aula, in Aspromonte, ed il diritto di sederci dove le nostre Madri ci hanno fatto nascere. 

Leggi anche le riflessioni di Guido Leone Già Dirigente tecnico USR Calabria

e l'intervento del sindaco di Roccaforte del Greco, Domenico Penna

Rc 20 settembre 2018

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