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Sei qui: HomeATTUALITA'Ordine dei Medici di Reggio Calabria: riflessioni sullo stato della sanità calabrese

Ordine dei Medici di Reggio Calabria: riflessioni sullo stato della sanità calabrese

Pubblicato in ATTUALITA' Mercoledì, 17 Aprile 2019 09:00

Il paventato nuovo blocco del turnover della sanità calabrese, conseguenziale all’incremento del deficit rilevato dal Tavolo Adduce, potrebbe rappresentare il colpo di grazia per i livelli essenziali di assistenza nella nostra Regione. E’ necessario che i provvedimenti che verranno presi sulla testa dei calabresi, da parte del Governo, in tema di sanità, siano fatti con coscienza e cognizione di causa tenendo presente che il comparto è reduce da anni di pesanti sacrifici e gravose restrizioni che hanno ridotto all’osso gli organici in servizio nei vari presidi sanitari della Regione.

A tal fine riteniamo che sarebbe una scelta saggia e ponderata coinvolgere l’Ordine, prima di effettuare scelte così delicate in un sistema la cui fragilità è ormai plastica ed evidente. In questo quadro, sarebbe auspicabile una gestione del comparto che dia una continuità programmatica in grado di porsi e raggiungere degli obiettivi concretamente realizzabili e che mirino a garantire dei livelli essenziali di assistenza dignitosi ai cittadini calabresi. Piuttosto che pensare ad un nuovo blocco del turnover, infatti, occorre tener presente che l’auspicabile innesto di nuove risorse umane potrebbe migliorare i livelli di assistenza e bloccare i flussi di migrazione sanitaria che tanto pesano sul deficit.
Nessuno può dimenticare, peraltro, quello che ha vissuto e, purtroppo, sta ancora vivendo la sanità calabrese: sono stati chiusi interi ospedali e reparti, accorpate divisioni e ridotto drasticamente il numero dei posti letto, con un estenuante blocco del turnover, poi, per anni non è stato assunto personale, sia medico che paramedico, nel mentre, in tanti, sono stati posti in quiescenza e molti altri lo saranno a breve. Al contempo, non si è realizzata né la costruzione di nuovi ospedali, né si è provveduto ad organizzare l’assistenza sanitaria territoriale in modo tale che si possa avere un filtro all’afflusso incontrollato verso i nosocomi. Tutto ciò è rimasto fermo nell’ambito delle promesse e dei buoni propositi. Ancora, l’aumento dell’età media e, conseguentemente delle patologie mediche correlate al fenomeno, non fa altro che incrementare la richiesta di cure appropriate e, quindi, di posti letto che, di converso, la gestione sanitaria degli ultimi anni ha sensibilmente diminuito.
E se ancora oggi, la sanità calabrese rimane a galla, sia ben chiaro, lo si deve soprattutto all’abnegazione, alla professionalità ed allo spirito missionario con cui i pochi medici ed il personale sanitario si impegnano quotidianamente in corsia. Il resto è solo demagogia.
L’unica strada percorribile per uscire da questo tunnel interminabile è, a nostro avviso, quella di rimettere al centro della gestione della sanità il medico quale fulcro indispensabile nell’alleanza terapeutica per l’obiettivo fondamentale della tutela della salute pubblica e, quindi, di un nuovo rapporto medico-paziente.
Reggio Calabria 17.04.2019
OMCEO RC

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