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Resta senza una via d'uscita la lunga agonia di Riace

Pubblicato in ATTUALITA' Giovedì, 09 Agosto 2018 14:52

A questo punto almeno in lontananza come in ogni film western che si rispetti, si sarebbe dovuto sentire il trombettista che suona la carica alla cavalleria, prossima a piombare sul villaggio per salvare i buoni dai “cattivi pellerossa”, prima dei titoli di coda. Di fatto nemmeno l’incontro di questa mattina in Prefettura ha spostato di un millimetro il baratro in cui si trova Riace. E storia insegna che la guerra la vince chi ha i rifornimenti. Riace, terra che regalò gratuitamente al mondo i primi (unici) due guerrieri migranti del tempo antico e solo fino a qualche settimana fa esempio riconosciuto oltreoceano con il suo modello di accoglienza, oggi di fatto collassa su se stessa senza finanze, nella silenziosa agonia programmata della sua fine.

A parte il governatore Mario Oliverio giunto sulla costa ionica reggina a pochi giorni dall’inizio dello sciopero della fame di Mimmo Lucano, di fatto nessuna soluzione sostenibile è stata attuata. Se errore vi fu, l’atteggiamento del buon padre di famiglia che reindirizza sulla retta via sembra essere stato scalzato da un gelido vento del nord che mal si concilia a queste latitudini. Strano destino o forse no. La storia impiegò due secoli a dire che i cattivi erano quelli della cavalleria e non i pellerossa. Ma forse anche lì sarà già troppo tardi. 

Rc 9 agosto 2018

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