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Scuola: persistono ataviche criticità nel pianeta disabilità

Pubblicato in ATTUALITA' Lunedì, 25 Marzo 2019 08:10

La scuola italiana è ai primi posti nel mondo per spirito di accoglienza e capacità di inclusione. Lo riconosce l’OCSE nei suoi abituali rapporti , confermando un primato del quale il nostro Paese deve sentirsi orgoglioso. Ciò si deve in gran parte, e occorre esserne sempre consapevoli, alla passione e alla competenza, spesso misconosciute, di chi nella scuola lavora ogni giorno. Ma è anche frutto di scelte culturali, politiche e legislative lontane nel tempo, la legge 820 del 1971 (introduzione del tempo pieno) e la 517 del 1977 (integrazione dei soggetti con disabilità), che hanno fatto del modello inclusivo la linea portante del nostro sistema scolastico.

Tuttavia il tema della disabilità continua ad essere uno dei più difficili da affrontare nel nostro sistema scolastico, nonostante l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità costituisca da tempo un punto di forza del nostro sistema educativo. Anche se esiste una normativa che esige la piena inclusione scolastica , sono evidenti e persistenti da tempo varie criticità di non poco conto, dalla insufficiente assistenza in classe alla presenza di barriere architettoniche,alla carente formazione degli insegnanti di sostegno, agli inadeguati e talvolta assenti servizi di supporto,che le varie indagini nazionali evidenziano impietosamente.

INCREMENTO CONTINUO DEGLI ALUNNI DISABILI ANCHE IN CALABRIA
Nel frattempo nelle scuole italiane aumenta di anno in anno il numero degli alunni disabili come fa notare il Ministero dell’Istruzione secondo cui in questo anno scolastico gli alunni disabili presenti negli istituti italiani di ogni ordine e grado statali sono 245.723, sul totale di una popolazione scolastica di 7.682.635 allievi, con un incremento di 11.065 unità rispetto all’anno precedente e concentrati per lo più nella scuola primaria 89.029.A seguire la secondaria di II grado con 68.437, la secondaria di I grado con 66.823 ed infine la scuola dell’infanzia con 21.434 .
Anche in Calabria si registra un incremento continuo . La nostra regione si colloca al decimo posto con 7.778 unità , su un totale di popolazione scolastica di 275.748 allievi, 384 scolari in più rispetto all’anno precedente; un incremento continuo come si può ben notare (erano 6.591 nel 2014/15; 6.457 nel 2013/14; 6.224 nel 2012/2013 ).
Nella nostra regione gli allievi in questione sono così distribuiti:nella scuola dell’infanzia 705, nella primaria 2.581, nella scuola media di primo grado 2.121, nelle scuole superiori 2.371.
Gli allievi portatori di handicap nelle scuole della provincia di Reggio Calabria sono in tutto 2.799 ,così distribuiti: 193 nelle scuole dell’infanzia,967 nella primaria, 828 nella media di primo grado, 811 nelle superiori.

AREA DEL SOSTEGNO: RAPPORTO DOCENTI/ALUNNI DISABILI
Ma, aumenta, al contempo, il contingente dei docenti di sostegno: questa figura è molto importante non solo per il processo formativo dell’alunno disabile, ma anche per promuovere il processo di inclusione scolastica. Sempre secondo dati ministeriali nell’anno in corso i posti di sostegno risultano in totale 141.412, di cui 41.332 in deroga.
In Calabria i posti di sostegno risultano 4.443, di cui 482 in deroga. Si prendono cura ogni giorno di bambini e ragazzi con i disturbi più disparati. Certo non tutti i numeri sono positivi, nel senso anche che troppo docenti, almeno il 40% del totale, sono ancora precari.
Tuttavia, come risulta dai dati del Miur, il rapporto medio è di 1:2 ,cioè di un insegnante specializzato per due alunni con disabilità ,in quest’anno scolastico, si è ridotto a 1:1,69.
Dal report sulla inclusione scolastica nel 2018, pubblicato dall’Istat a gennaio scorso, emerge una maggiore dotazione di insegnanti per il sostegno nelle regioni del Mezzogiorno (1,3 alunni per insegnante). A causa della carenza di insegnanti specializzati, si riscontra una grossa quota di insegnanti per il sostegno selezionata dalle liste curriculari (36%). Questo fenomeno è più frequente nelle regioni del Nord dove la quota sale al 49% mentre si riduce considerevolmente nel Mezzogiorno scendendo al 21%.
Dai dati emerge che, se nell’anno precedente il 33% dell’intera popolazione scolastica si é trovato con almeno un insegnante nuovo in classe, è andata ancora peggio agli alunni che fruiscono il sostegno, perché almeno 100.000 di loro (il 41%) hanno cambiato il docente, costringendo spesso e volentieri le famiglie a ricorrere ai giudici per il riconoscimento dei loro diritti.
In Calabria gli insegnanti di sostegno svolgono attività a tempo pieno all’interno dello stesso plesso scolastico nell’83,8% delle scuole dell’infanzia, nel 70,8% delle primarie, nel 66,9% delle medie inferiori e nel 70,8% delle superiori, pari quasi alla media totale nazionale del 71,7%.
Nel 7,9% delle scuole calabresi nessun insegnante ha frequentato un corso specifico sulle tecnologie educative, nel 45,1% delle scuole soltanto alcuni, mentre nei restanti casi (47,0%) tutti gli insegnanti hanno frequentato almeno un corso. Qui i dati sono più positivi evidenziando una maggiore partecipazione rispetto alla media nazionale.
Nel 13% delle scuole italiane nessun insegnante di sostegno ha frequentato un corso specifico sulle tecnologie educative, nel 61% delle scuole soltanto alcuni, mentre nei restanti casi (26%) tutti gli insegnanti hanno frequentato almeno un corso. In linea con il livello di formazione riscontrato si osserva uno scarso utilizzo della tecnologia da parte degli insegnanti per il sostegno: solo nella metà delle scuole italiane tutti gli insegnanti sono in grado di utilizzare la tecnologia a supporto della didattica inclusiva.
Invece si supera il dato medio nazionale in Calabria dove nel 55,5% delle scuole primarie, nel 59,8% delle scuole medie inferiori e nel 59,8% delle superiori gli insegnanti di sostegno utilizzano la tecnologia.

LE CRITICITA’ STRUTTURALI E INFRASTRUTTURALI
Il rapporto ISTAT fotografa ,poi, le criticità del pianeta disabilità dove si evidenzia che soltanto il 32% delle scuole in Italia risulta accessibile dal punto di vista fisico- strutturale.
Esistono tuttavia delle differenze consistenti fra Nord e Sud: nel primo caso i valori sono migliori superando la media nazionale (40%).Tale percentuale inizia a scendere nelle regioni del Centro (32%) e tocca i livelli più bassi nel Mezzogiorno (26%).
In Calabria la situazione è fortemente precaria: il 58,8% delle scuole non è accessibile per la presenza di barriere fisiche mentre il 74,7% non lo è per la presenza di barriere senso-percettive che portano la regione ad essere ultima nel Paese.
I dati mostrano come la barriera più diffusa nelle scuole italiane sia la mancanza di un ascensore o la presenza di un ascensore non adatto al trasporto delle persone con disabilità (63%). Meno frequenti sono le scuole sprovviste di bagni a norma (30%), rampe esterne (23%) o servo scala (21%).
Tuttavia negli ultimi cinque anni si è registrato un miglioramento nel livello di accessibilità per la riduzione delle barriere fisiche.
L’ISTAT pone il problema anche su altri ostacoli all’inclusione degli alunni disabili, e cioè gli strumenti informatici a supporto della didattica.
Una scuola su 4 risulta carente di postazioni. In Calabria le postazioni informatiche adattate all’integrazione sono presenti nel 73,1% delle scuole primarie, nel 77,3% delle medie inferiori e nell’80,2% delle superiori, pari alla media nazionale.
Il rapporto evidenzia ancora che la collocazione delle postazioni informatiche in classe in Calabria
é nella media dei vari ordini di scuola pari al 39,6%, inferiore alla media nazionale; mentre è superiore al dato nazionale per il posizionamento di tali strumentazioni in laboratori appositi. Il dato medio riferito ai tre ordini è del 62,6% a fronte della media italiana del 56,9%.
Nel report si evidenzia che, laddove vi è un maggior numero di docenti specializzati si rileva un numero minore di assistenti all’autonomia e alla comunicazione e viceversa. Sono circa 48mila, con un rapporto alunno/assistente pari al 5,1, ma nel Sud l’offerta è decisamente inferiore (6,5 alunni ogni assistente). In Calabria il rapporto è di 6,7.

IL DETTAGLIO DELLE TIPOLOGIE DI DISABILITA’
Entrando nel dettaglio delle tipologie di disabilità, occorre distinguere fra disabilità visiva, uditiva e psicofisica. La disabilità psicofisica si specifica in disabilità intellettiva, motoria e nella tipologia “altra disabilità”, all’interno della quale vengono considerati gli alunni con problemi psichiatrici precoci, con disturbi specifici di apprendimento - qualora certificati in conformità con altri disturbi - e con sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD). Per tutti gli ordini e gradi di scuola, la disabilità intellettiva rappresenta la tipologia più diffusa, contando il 65,3 % del totale degli alunni con disabilità, e il 27% si caratterizza per problemi psichiatrici,deficit attenzione,iperattività. Minori sono le percentuali degli alunni che hanno una forma di disabilità motoria, visiva o uditiva: gli alunni con disabilità motoria sono circa il 3,5% del totale, gli alunni con disabilità uditiva sono circa il 2,7% del totale e gli alunni con disabilità visiva si approssimano all’1,6 % del totale degli alunni con disabilità.
Analoga situazione è riscontrabile nella provincia di Reggio Calabria dove prevale la minorazione psicofisica.
Nell’infanzia i disabili psicofisici sono 188, più quattro della vista e uno dell’udito. Nella primaria i disabili psicofisici risultano 932, della vista 12 e 23 dell’udito. Nella secondaria di I grado gli allievi con minorazione psicofisica sono 797, dell’udito 18 e della vista 13.Anche nelle scuole superiori la prevalenza riguarda i disturbi psicofisici con 77 presenza,seguono i minorati dell’udito 18 e della vista 16.

RILEVANTI ANCHE I NUMERI RELATIVI AI DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO- DSA E BES
Sopravanzano anche nelle statistiche i dati relativi ai disturbi specifici dell’apprendimento.
Nelle scuole italiane sono 254.614 gli studenti con Disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa), cioè il 2,9% del totale degli iscritti allo scorso anno scolastico. La dislessia, ovvero la difficoltà legata alla lettura, è il disturbo più diffuso (oltre il 40% dei casi), seguito da disortografia e discalculia, che riguardano invece le capacità di scrittura e calcolo. Sono i dati che emergono dall’ultimo focus sugli alunni con Dsa nell’anno scolastico 2016/2017 pubblicato dal MIUR.
A livello territoriale, l’incidenza dei Dsa è maggiore nelle regioni del Nord-Ovest (4,5% di alunni) , seguite dalle quelle del Centro (3,5%), del Nord-Est (3,3%) e del Sud (1,4%).
I valori più elevati – sottolinea il ministero – si rintracciano in Liguria (4,9%), Valle d’Aosta (4,8%), Piemonte e Lombardia (entrambe 4,5%). La percentuali più bassa, invece, si rileva in Calabria (0,7%).
In effetti, dopo il ritardo mentale nella tipologia dei problemi degli alunni con disabilità risulta al secondo posto il disturbo specifico dell’apprendimento. Certo prima arriva la diagnosi anche in seconda e terza elementare meglio è per tutti.
Questa difficoltà, purtroppo, è sempre più spesso causa di diagnosi errate. In tutte le scuole elementari del Paese la dislessia viene diagnostica al 20% dei bambini che la frequentano, percentuale che non rispecchia la realtà e spesso i bambini si ritrovano dirottati su percorsi alternativi come portatori di una disabilità che non hanno.
Riconoscere, perciò, precocemente i DSA è fondamentale ma è necessaria una formazione specifica del personale coinvolto, che offra gli strumenti adeguati per cogliere i primi segnali e d’ effettuare gli interventi opportuni.
Il Miur ha introdotto negli ultimi anni il riconoscimento degli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES), ovvero degli individui che con continuità o temporaneamente manifestano esigenze didattiche particolari , dettate da cause fisiche , psicologiche ,sociali, fisiologiche o biologiche.
Tale riconoscimento estende a tutti gli studenti che presentano difficoltà nell’apprendimento, che non sono certificabili ma che comunque sussistono, il diritto a ricevere una didattica personalizzata, così come previsto dalla Legge 53/2003 e dalla D.M. del 27/12/2012. Si stima che in Italia siano un milione i ragazzi BES per i quali sono previsti modelli di intervento attraverso piani didattici individualizzati e una responsabilità congiunta di scuola e famiglia.

LA RIFORMA E LE ESIGENZE DI CAMBIAMENTO E INNOVAZIONE
Non c’è dubbio che bisogna riservare una più idonea attenzione su ciò che sarà il futuro profilo professionale dei docenti di sostegno strettamente legato all’ istituzione di nuove classi di concorso specifici. Questo potrà riequilibrare e armonizzare i percorsi formativi, che hanno consentito in questi ultimi anni l’acquisizione dell’abilitazione a questo insegnamento in maniera disomogenea e riduttiva rispetto al passato. Inoltre, potrebbe contribuire a rendere più razionale e più efficiente l’assegnazione degli incarichi al personale docente di sostegno specializzato e di conseguenza il mantenimento della continuità educativa e didattica.
Intanto, ormai, è conto alla rovescia per l’avvio dei corsi di specializzazione per il sostegno didattico agli alunni con disabilità nei vari ordini di scuola.
Le nuove date indicate dal Miur per lo svolgimento dei test preselettivi per l’accesso ai corsi sono il 15 ed il 16 aprile p.v.
Nella nostra regione l’Università della Calabria ha avuto assegnati 940 posti (250 per l’infanzia, 350 per la primaria, 150 per la secondaria di primo grado e 200 per le secondaria di secondo grado).
Presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria sono disponibili invece 200 posti (30 infanzia, 60 primaria, 60 media primo grado, 50 secondaria superiore).
Infine, è notizia di questo mese la proroga al primo settembre della riforma del sostegno disposta dall’Esecutivo con la speranza che sappia coniugare le esigenze di cambiamento e innovazione che il sistema scolastico necessita con la trentennale esperienza dell’integrazione scolastica.

25 Marzo 2019 Prof. Guido Leone

Già Dirigente tecnico USR Calabria

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