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Allineati e coperti nella quiete prima della tempesta

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Dopo una settimana di “voci di corridoio” la città apprende dalla rete ribattendo una notizia apparsa su Gazzetta del Sud, che all’assessore Angela Marcianò sono...

Caso Marcianò, Minasi: “Inaccettabile che la gravidanza venga strumentalizzata per fini politici"

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Sulla vicenda del ritiro della delega di assessore ai lavori pubblici ad Angela Marcianò, riceviamo e pubblichiamo la riflessione di Tilde Minasi, ex consigliere regionale...

Reggina: i tifosi hanno scelto la maglia della squadra. Si ritorna al passato

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Ritorno al passato. Con 18.533 voti, il popolo amaranto ha scelto la storia e la tradizione: maglia amaranto con colletto e pantaloncini bianchi. Uno stile...

Angela Marcianò saluta e ringrazia la Città di Reggio

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Angela Marcianò sul suo profilo FB questa mattina scrive alla Città, ai suoi cittadini, per ringraziare quanti hanno sostenuto il suo percorso di impegno e...

Migranti, manifesto per una nuova Accoglienza

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Le realtà che hanno dato vita alla ‘Rete Restiamo Umani’ intendono presentare alla città di Reggio Calabria una visione del fenomeno migratorio che possa unire...

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Reggio Calabria 18/09/2016 – di Cristina Versaci. Il comune di Cariati, situato a metà strada tra Sibari e Crotone, ha origine molto antica: prima, colonia greca, poi, presidio romano, in seguito frequentata dai Bizantini, ai quali si attribuì la costruzione della cinta muraria; divenne contea con i Normanni e principato nel 1565.

Reggio Calabria 04/09/2016 – di Cristina Versaci. Il nome della nostra penisola ha origini molto antiche. Antioco di Siracusa (V secolo a.C.) narra che il nome Italia deriva da un potente re di stirpe enotria, Italo, il quale avrebbe iniziato ad annettere sotto il proprio dominio i territori meridionali della penisola compresi tra lo Stretto di Messina e i golfi di Squillace e Sant’Eufemia; fu lui stesso a chiamare questa regione Italìa. Dunque, in origine, la parola Italia designava quasi per esteso la regione Calabria. A partire dal II secolo a.C. si estendeva fino al fiume Arno e solo nei secoli successivi avrebbe compreso anche la Pianura Padana. Dati storici riportano che già dal I secolo a.C. Itali venivano chiamati i popoli che abitavano la Calabria e la Lucania e fin dall’antichità classica il nome Italia era collegato alla parola latina “vitulus”, in omaggio al vitello che si trovava in abbondanza in quelle terre. Il toro era anche un animale totemico in diverse zone della Calabria, come simbolo di forza.

Reggio Calabria 05/07/2016 – di Cristina Versaci. Una delle principali cause della colonizzazione greca in Italia meridionale è quella legata alla fertilità dei terreni lungo la fascia mediterranea. Importanti attestazioni epigrafiche, note come Tavole di Eraclea, ci permettono di avere un quadro omogeneo sulle aree adibite alla coltivazione, nel periodo compreso tra il IV e il III secolo a.C., oltre che darci notizia delle zone boscose e di quelle destinate all’allevamento. Sono le stesse iscrizioni su bronzo a fornirci informazioni anche sul tipo di coltivazioni predilette: cereali, vite e olivo.
Lo studio dell’alimentazione in Magna Grecia si basa su testi di autori che hanno raccolto nelle loro opere i cibi principali e le modalità per cucinarli. Il più noto autore in questo ambito è Archestrato di Gela, di cui abbiamo notizia per il tramite di Ateneo di Naucrati e della sua opera, i Deipnosofisti (I sofisti a banchetto).

Reggio Calabria 21/06/2016 – di Cristina Versaci. Il genere della novella in Grecia si distingue dalla favola esopica per i soggetti in essa presenti, non più animali ma tipi umani e prima ancora che genere letterario è paradigma di vita e costume. Le novelle divengono parte integrante delle opere storiche, non come semplici digressioni, ma spesso approfondimenti di tipo etnico e a tal proposito si ricordano le Storie di Erodoto, il quale, nel libro VI, introduce la figura molle e sfarzosa del sibarita Smindiride nella novella per la gara delle nozze di Agariste, figlia di Clistene, tiranno di Sicione. Ancora oggi, nel vocabolario italiano, “sibarita” segnala raffinatezza, lusso, per cui potente e sfarzosa doveva risultare Sibari agli occhi del mondo. Il personaggio divenne protagonista delle novelle sibaritiche e toccò ad Aristofane indicarne il valore per l’arguzia e la capacità di suscitare il riso. Nella “Vespe” la figura di Filocleone, per burlare i suoi avversari con serietà, narra due novelle sibaritiche: “Un uomo di Sibari precipitò dal carro e si spaccò la testa in modo piuttosto grave, poiché non era sufficientemente esperto di equitazione.

Reggio Calabria 11/05/2016 – di Cristina Versaci.Giovanni Pascoli, nel periodo in cui fu docente di Letteratura Latina presso l’Università di Messina, frequentò anche la città di Reggio, patria del latinista Diego Vitrioli, che tanto ammirò, da dedicargli lo scritto “Un poeta di lingua morta”, contenuto in Pensieri e Discorsi (1914). Vitrioli era stato il primo a vincere la medaglia d’oro, nel 1845, all’Accademia di Poesia Latina ad Amsterdam, con il poemetto “Xiphias”, che descriveva la caccia del pesce spada. Nella sua prolusione all’Accademia Peloritana, Pascoli, commemorò con questo discorso il latinista e Reggio che, ad imperitura memoria, ricorderà entrambi. Una stele su via Marina reca incisa una parte dello scritto pascoliano: “Questo mare è pieno di voci e questo cielo è pieno di visioni. Ululano ancora le Nereidi obliate in questo mare, e in questo cielo spesso ondeggiano pensili le città morte.

Reggio Calabria 02/05/2016 – di Cristina Versaci. Tra i poeti greci che cantarono l’amore, il piu' ardente secondo Cicerone, fu Ibico di Reggio, annoverato nel canone dei nove poeti lirici piu' grandi dell’antichita' e considerato il massimo poeta della Magna Grecia. Scarse sono le testimonianze biografiche sul suo conto, nativo di Reggio, secondo il Giraldi nella 50° Olimpiade, secondo Suida nella 54° Olimpiade, secondo Eusebio nella 60°; il rimando alle Olimpiadi e' dovuto all’uso di queste come unita' di misura del tempo nell’antica Grecia: si calcolava il numero dell’anno degli ultimi giochi olimpici, che si tenevano ogni quattro anni, e

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