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A palazzo Corrado Alvaro la visita del cardinale Ernest Simoni

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Finanziamento milionario per il convento di Sant'Ilarione. Belcastro: «Luogo di culto caro ai cauloniesi»»

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CalabriaIGnota: le sue origini leggendarie

Pubblicato in CalabriaIgnota Mercoledì, 16 Marzo 2016 09:24

Reggio Calabria 16/03/2016 - di Cristina Versaci. La Calabria ha conosciuto, nel corso dei secoli, diverse configurazioni socio-politiche; la piu' antica di queste e' rappresentata dagli Enotri, come testimonia Dionigi di Alicarnasso (I 11, 2-4; 12, 1), che ci riporta intorno al 1600 a.C. Non e' molto chiaro quali siano i limiti geografici di questo stanziamento. Una situazione molto antica si coglie nella contrapposizione in direzione Est - Ovest tra Enotri ed Ausoni,

formulata da Aristotele (Politica VII 10, 3), il quale istituisce un’antinomia tra le due popolazioni, i primi localizzati sulla fascia ionica e i secondi sulla fascia tirrenica. La presenza degli Ausoni lungo il Tirreno è suffragata da una serie di testimonianze: Strabone (VI 255), li ricorda come fondatori della città di Temesa, collocata presso la foce del fiume Savuto, che nasce in Sila; Catone (Origini III), per il centro Tauriano a Nord di Palmi, nomina gli Ausoni; da un frammento di Diodoro Siculo, il territorio di Reggio è di origine ausonia; Pindaro, poeticamente, colloca Locri in Ausonia. Una contrapposizione Nord- Sud, è testimoniata da Antioco di Siracusa e riportato da Dionisio di Alicarnasso (I 12, 3; I 73, 4) in cui si ricava il cambiamento di nome degli Enotri, a seguito dei regnanti eponimi: Itali, poi Morgeti e infine Siculi. Il regno di Italo occupava la sola zona meridionale della Calabria, fino ai golfi di S.Eufemia Lamezia e di Squillace. Siculo, per costituire il proprio regno divise il popolo e i Siculi, attraversarono lo stretto perché cacciati dagli Enotri, secondo quanto scritto da Antioco. È bene ricordare anche la presenza degli Iapigi in Calabria, dei quali Eforo ne fa i più antichi abitatori di Crotone. La figura di Italo merita qualche parola in più, descritto da diversi autori, che convergono nell’identificarlo come fondatore del primo nuovo assetto politico in Calabria, dopo la migrazione degli Enotri. Antioco di Siracusa lo menziona come un re buono e saggio, abile nell’uso della parola e della forza, con brama espansionistica. Più interessante la descrizione di Aristotele (Politica, VII 10, 2-3): “re degli Enotri, da lui questi presero in seguito il nome di Itali, come pure venne chiamata Italia la regione da loro abitata, quella propaggine delle coste europee delimitata a Nord dai golfi di S. Eufemia Lamezia e di Squillace […]. Di questo Italo dicono che abbia fatto degli Enotri, da nomadi che erano, degli agricoltori stabili e che abbia imposto loro nuove leggi […]”. La documentazione archeologica relativa proprio al XIV- XIII sec, sembra confermare uno stabilizzarsi ed un consolidarsi dell’insediamento in Calabria. Per completezza di avvenimenti: Antioco di Siracusa, narra che il successore di re Italo fu Morgete, il quale governò fin quando l’Italia (Calabria) non fu invasa dai Bruzi, che si stabilirono nella parte centro-settentrionale della regione ed elessero come capitale Cosenza. Il III sec. a. C. è quello di maggior potenza per i Bruzi, hanno monetazione propria, parlano osco e greco. Nei secoli II e III, si trovano varie magistrature uniche per Apulia, Calabria, Lucania e Bruzio; con Diocleziano compare un corrector Lucaniae et Brittiorum, che risiedeva in Reggio, detta metropoli della Brettia e in questa occasione l’ager metapontinus passò alla Calabria e Apulia; invece il Salernitano dalla Campania fu aggregato alla Lucania. Nel Medioevo il nome Calabria si trasferì dalla penisola salentina alla zona abitata dai Bruzi.

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