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Centodieci anni dopo il Terremoto di Reggio e Messina: i reali, i russi e gli inglesi sullo Stretto

Pubblicato in CalabriaIgnota Domenica, 16 Dicembre 2018 15:52
Centodieci anni dopo il Terremoto di Reggio e Messina: i reali, i russi e gli inglesi sullo Stretto foto dall'archivio di Domenico Notaro

Reggio Calabria resta completamente isolata dopo la scossa di terremoto per via dell’interruzione della via ferroviaria da Lazzaro a Palami, via terra però iniziano ad arrivare i primi soccorsi. La Croce Rossa, volontari, medici e infermieri. Il porto rimasto fortemente danneggiato e di difficile accesso vede solo nel pomeriggio del 29 dicembre la Regia Nave Napoli guidata dall’ammiraglio Umberto Cagni, riuscire ad aprire un varco che permetterà poi alle altre, il piroscafo Sardegna, le navi da guerra Coatit e Marco Polo con cibo e medicine arrivare sul suolo reggino. L’Esercito riuscì ad organizzare per il giorno successivo il 30 la distribuzione dei viveri nei pressi del Fortino a Mare.

Anche Vittorio Emanuele III così come la Regina Elena in quelle ore videro coi propri occhi quanto era accaduto. Le immagini del disastro e le richieste di aiuto varcarono i confini italiani. L’opinione pubblica internazionale iniziò a muovere i primi passi in una gara di solidarietà oggi consegnata alle pagine della nostra storia. Da malta giungeva sullo Stretto la corazzata Exmouth della Marina britannica con 30mila coperte. Muovendosi avanti indietro lungo la costa della città di Reggio, affidava alle sue scialuppe il carico di prime necessità per i quartieri reggini. Da li a breve altre navi sarebbero giunte a dare manforte. (fine terza parte)

Rc 16 dicembre 2018

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