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La Madonna della Consolazione: tra storia, leggenda e devozione

Pubblicato in CalabriaIgnota Domenica, 02 Settembre 2018 21:35

di Giusi Mauro. Se si chiede ad un reggino ‘doc’, quali siano le festività ‘sacre’ da rispettare vi risponderà –in ordine sparso: Natale, Capodanno (festa non sacra), Pasqua e Festa Madonna. Proprio quest’ultima, rappresenta per il popolo reggino, uno degli eventi più attesi di tutto l’anno. La devozione per “Maria Madre della Consolazione Avvocata del Popolo Reggino”, è una delle feste più importanti della provincia che si celebra solennemente in città dal sabato al martedì dopo la prima domenica che segue l’8 settembre di ogni anno. Reggio Calabria, da secoli, ha una profonda devozione per Maria Santissima, che venera, sotto il titolo della Consolazione.

Una devozione che è entrata nella storia non solo religiosa, ma anche civile della città che ha dato origine e forma a manifestazioni religiose e popolari che fanno parte ormai del patrimonio culturale del popolo reggino. Il culto della Madonna della Consolazione a Reggio, si fa risalire storicamente ad una famiglia genovese che tra la fine del 1400 e l’inizio del 1500 si trasferì nella nostra città portandovi un’immagine di questa Madonna, alla quale era molto devota. Per custodire questo quadro, fu costruita una cappella sulla collina detta “La Botte”, e i terziari francescani ne ebbero la custodia. Intorno al 1532 i frati Cappuccini di Vallettuccio si trasferirono a Reggio sulla collina dell’Eremo, a loro fu affidata la custodia della piccola effige della Madonna della Consolazione. Nel 1547 il nobile Camillo Diano, per una nuova chiesa del Convento, necessariamente più grande per l’aumentato numero dei Frati e per la devozione sempre crescente del popolo alla Madonna, offre il nuovo quadro, la cui realizzazione fu affidata al pittore Nicolò Andrea Capriolo, che in aggiunta all’immagine della Madonna, vi introduce le figure di San Francesco e Sant’Antonio, nelle quali presumibilmente sarebbero raffigurati i benefattori del Convento, rispettivamente, il Diano e il Mileto. Il quadro originario venne trattenuto dalla famiglia Diano e di questo si persero le tracce in occasione del suo trasferimento a Malta. Nel 1569 sorge la prima chiesa sulla collina dell’Eremo e il culto si diffonde.

La storia della nascita del culto e delle celebrazioni per l’Avvocata del Popolo, è un perfetto mix tra storia e leggenda. Per quanto riguarda la storia, la prima celebrazione nota della festa risale al 21 novembre 1592, conseguentemente al primo soccorso mariano al popolo di Reggio Calabria durante la peste che colpì Reggio Calabria e Messina nel 1576 e che si protrasse poi per molti anni. Negli anni successivi tante calamità minacciano la popolazione: terremoti, assalti dei Turchi, pestilenze gravissime, ma Reggio è sempre salvaguardata per la protezione di Maria che viene invocata con tanta fede e che, nei momenti di maggior pericolo viene portata in città, facendola scendere dal suo Eremo. A Maria il popolo si rivolge per chiedere aiuto e protezione in questa terra e di poter vivere sostenuti dalla Grazia divina per ottenere la salvezza eterna: in questo Maria è riconosciuta come Aiuto dei cristiani e Porto di salvezza eterna.

Fin qui la storia. Leggenda narra invece che un quadro della Madonna sarebbe stato ritrovato da un contadino mentre zappava la terra ed in seguito, la medesima effige avrebbe parlato ad un frate cappuccino in preghiera dinanzi ad esso per chiedere alla Vergine aiuto e protezione e far scampare dalla città la pestilenza. La Vergine che accordò tale favore alla popolazione reggina chiese al frate che si facesse da quel giorno in poi, ogni anno, una solenne processione di ringraziamento. Un rituale che segue ogni anno, ormai da secoli, lo stesso cerimoniale che non può essere modificato. Ogni anno, all’inizio dei festeggiamenti e fino alla domenica successiva al 21 novembre, l’immagine viene trasferita dalla Basilica dell’Eremo al Duomo di Reggio Calabria. Alla vigilia dell’inizio dei festeggiamenti molti fedeli si recano alla collina dell’Eremo, dove si trova il quadro della Madonna. Il giorno dopo, di sabato, il quadro viene portato a spalla, sulla pesante Vara dai pescatori, da volenterosi e dai numerosi portatori dalla Basilica dell’Eremo verso la Cattedrale, dove viene celebrata l’eucaristia e così si iniziano i festeggiamenti che si protraggono per ben quattro giorni consecutivi e che hanno termine con la processione del martedì. La leggenda vuole che il dipinto, trasportato più volte nel Duomo della città, riappariva miracolosamente presso il luogo dove era stata ritrovato e dove poi sarebbe sorta la Basilica dell'Eremo, nella quale il quadro viene ancora oggi custodito.


La scelta del periodo nel quale vengono celebrate le feste mariane risale ad un episodio del 1693, quando, Papa Innocenzo XI ordina che in tutta la Chiesa si celebri il nome di Maria nella Domenica successiva all’ 8 Settembre, festa della Natività della Vergine, Reggio sceglie quel giorno per festeggiare la Madonna della Consolazione, legando così il titolo speciale di Consolatrice al Santo Nome di Maria, e decide di prepararsi alla festività celebrando la Madonna nei sette sabati precedenti.E’ l’inizio della tradizione dei festeggiamenti di Settembre che dura fino ai giorni nostri. Si dovrà aspettare il 1752 quando la Sacra Congregazione dei Riti, con Decreto, confermerà il Patrocinio della Madonna della Consolazione a Reggio.

Rc 2 settembre 2018

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