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Sbarre: il quartiere che attraversa i due torrenti

Pubblicato in CalabriaIgnota Sabato, 13 Ottobre 2018 08:49

Oggi parliamo di uno dei quartieri della zona sud della città: Sbarre o in reggino ‘I Sbàrri’. Nato inizialmente come un quartiere esterno al nucleo urbano, è una striscia di edificato che si estende da nord a sud, principalmente seguendo l'asse di via Sbarre Centrali. Confina a nord con il torrente Calopinace, a sud con il torrente Sant'Agata, a ovest con il viale Calabria, a est con le linee di viale Europa e via Ciccarello. Dal punto di vista urbano, la zona di Sbarre è tutto fuorché omogenea. La zona contiene, infatti, sia edifici che risalgono ai primi anni del secolo -alcuni anche sopravvissuti al terremoto del 1908, principalmente concentrati lungo Sbarre Centrali- , che edifici di edilizia popolare sorti durante il boom edilizio degli anni settanta/ottanta.

Ne risulta una maglia urbana "regolare a tratti", poiché i vari interventi in gran parte di edilizia pubblica ma anche di privati, non hanno tenuto in gran considerazione un disegno di insieme. La viabilità generale della zona è infatti piuttosto caotica. L'arteria principale è rappresentata da via Sbarre Centrali, che si estende per circa 2 km, collegando le fiumare Calopinace e Sant'Agata. Per ciò che concerne il nome del quartiere, ‘Sbarre’, esso non ha assolutamente alcun collegamento con la presenza del Carcere di San Pietro collocazione che potrebbe erroneamente indurre a ritenere che il quartiere porti il nome delle "inferriate" tipiche delle celle delle prigioni e non esiste alcuna relazione neanche con l'utilizzo di "corpi contundenti" quali verghe o spranghe durante la Rivolta di Reggio del 1970. Il toponimo veniva usato già da prima della costruzione del carcere nel 1932. Più semplicemente, dovrebbe trattarsi della dialettizzazione femminile. "Le Sbarre" della voce latina di origine mediterranea "Barra" che indica degli "accumuli sabbiosi o detritici formati dalla corrente marina o dallo scorrere di fiumi o torrenti nei pressi di una foce". Il termine "barra" è stato adoperato per rendere l'idea di qualcosa che impedisce o rallenta il decorso, il libero scorrimento o il fluire di qualcosa o di qualcuno. In geografia si utilizza per qualsiasi agglomerato naturale o manufatto artificiale che ostacola il normale passaggio, rappresentando in concreto un effettivo "sbarramento".

Nel caso specifico, vista la collocazione tra le fiumare Calopinace e Sant'Agata, il nome troverebbe giustificazione dalla difficoltà di un tempo nel guadare questi corsi d'acqua per raggiungere le proprietà private o per il semplice attraversamento a causa della presenza di "formazioni arenose" lungo il loro corso e fino all'estuario o da resistenti "staccionate" costruite appositamente dall'uomo. L'espressione latina "Ex Barrae" da cui forse "Sbarre", con funzione privativa ad indicarne una peculiarità passata, sarebbe stata adottata nel periodo in cui l'attraversamento del Calopinace e del Sant'Agata non costituì più un problema e fu agevolato dalla realizzazione delle prime solide strutture per il transito o da percorsi sicuri e carrabili. Ma anche in questo caso si brancola sull’ipotetico, anche perché esistono ulteriori ipotesi. "Barra" , infatti, racchiude poi un secondo significato, il non meno trascurabile sinonimo di "difesa" o "riparo". Il termine attuale può aver attinto dal francese "Les Barres" o magari dal castigliano "Las Barras" nel periodo della presenza a Reggio degli Angioini o sotto il governo di Gioacchino Murat o durante la dominazione aragonese o spagnola. Non si può escludere una possibile forma vernacolare dell'espressione ispanica "Los Barrios" ("I Quartieri") ad identificare sommariamente una borgata reggina cresciuta frettolosamente oltre le mura urbiche e già per l'epoca spiccatamente popolare e caotica. "Le Sbarre" con il significato di "traverse o vicoli secondari" farebbe riferimento al suo primitivo impianto viario caratterizzato dalla mancanza assoluta di strade larghe ed ordinate, un'ubertosa area di campagna che era un susseguirsi continuo di sentieri tortuosi, mulattiere e cosi via, molte altre sono le ipotesi. Pare che il termine "Barra" risulti curiosamente presente con i medesimi significati di quelli italiani anche nella toponomastica di località del Portogallo, della Spagna, della Francia, del Brasile e dell'America Latina.

Rc 13 ottobre 2018

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