unci banner

:: Evidenza

Il Comune di Palmi insignito del Premio Nazionale Trasparenza AIDR per i Comuni tra i 5001 e i 20000 abitanti

Il Comune di Palmi insignito del Premio Nazionale Trasparenza AIDR per i Comuni tra i 5001 e i 20000 abitanti

Il Comune di Palmi è stato insignito del premio trasparenza 2019, assegnato dall’AIDR (Italian Digital Revolution). L’Ente è stato scelto dal Comitato Tecnico – Scientifico nominato per la 2 ͣ edizione del “Premio Nazionale AIDR...

Nasce il movimento politico "Dieci Idee per la Calabria"

Nasce il movimento politico "Dieci Idee per la Calabria"

Il movimento “10 Idee per la Calabria” è un soggetto politico che vuole proporsi sulla scena calabrese, nella consapevolezza che la Calabria stia vivendo una condizione drammatica e soffrendo da troppo tempo l’assenza di una...

Falcomatà: “Bene proroga bilanci, adesso aspettiamo misure a sostegno delle finanze locali”

Falcomatà: “Bene proroga bilanci, adesso aspettiamo misure a sostegno delle finanze locali”

“La proroga della scadenza per l’approvazione dei bilanci di previsione per i Comuni in piano di riequilibrio è una buona notizia e rappresenta un segno positivo della volontà politica di risolvere le criticità intervenute a...

Parco dell’Aspromonte, nuova pubblicazione scientifica sugli Uccelli nidificanti

Parco dell’Aspromonte, nuova pubblicazione scientifica sugli Uccelli nidificanti

Dal Falco pecchiaiolo alla Tortora selvatica, dalla Balia dal collare al Verzellino: 66 specie censite, alcune di grande valore conservazionistico, per creare una check-list degli uccelli nidificanti nel Parco dell’Aspromonte, integrare la banca dati a...

Torna in riva allo Stretto l'attore Gennaro Calabrese con un live tutto da ridere

Torna in riva allo Stretto l'attore Gennaro Calabrese con un live tutto da ridere

Torna in riva allo Stretto nella sua città natale, l'attore comico e volto e voce di Alice Tv e radio Kiss Kiss, Gennaro Calabrese con l'esilarante spettacolo "Gennaro Calabrese show". Un imitatore inimitabile, espressione di...

compra calabria

Sei qui: HomeCALABRIA IGNOTA

CalabriaIgnota

Il Terremoto di Messina e Reggio Calabria del 1908 - Testo: Vito La Colla (Capitolo III)

IL MAREMOTO

Coloro che abitavano nella Palazzata, una monumentale cinta di edifici che costeggiava per un chilometro e mezzo la Marina, o che dimoravano nelle case che davano sul mare, corsero negli spazi liberi, e senza pericolo di crolli, vicino alle banchine. Si ritenevano, così, al sicuro. Ma ignoravano che lì si annidava un pericolo ancora maggiore, e forse più spietato. Ben presto il mare si ritirò di diversi metri, e subito dopo ondate spaventosamente alte si abbatterono sulle due coste, travolgendo tutto. A Messina scavalcarono il molo, su cui si ergeva una fortezza, trascinarono e sbatterono contro gli edifici barche e battelli di notevoli dimensioni, si avventarono contro le centinaia di poveretti, alcuni feriti gravemente, che si trovavano nei pressi della riva. E trascinarono poi tutto con sè, in mare aperto: tronchi, massi, cadaveri, persone vive, barili, relitti di imbarcazioni, travi, carretti, animali. Le onde erano alte parecchi metri, forse più di quattro, ed erano di una violenza inaudita. Nessuno poteva resistere loro.

di Vito La Colla - (Capitolo 1) La notte era limpida, il firmamento copriva il sonno di migliaia di uomini e donne, sullo Stretto di Messina. Era il 28 dicembre del 1908, 110 anni fa.
Quegli ultimi minuti prima dell'inferno erano anche gli ultimi minuti di vita di decine di migliaia di persone, di italiani, immersi nel sonno e in attesa della settimana che, loro pensavano, li avrebbe portati in un nuovo anno.
Le feste di Natale erano appena trascorse in letizia e in serenità. Lunedì 28 riaprivano le scuole - allora non c'erano le vacanze natalizie - e molti si apprestavano a ritornare nei loro paesi di residenza, dopo i brevi giorni passati con i parenti.

Una scossa sismica durata “appena” 37 o 40 secondi, divisa in tre fasi distinte, alle ore 5:20:27 locali pari a 7,1 della scala Richter (11° grado della scala Mercalli), seguito dopo circa cinque o dieci minuti da un maremoto le cui onde sulla costa calabrese raggiunsero un altezza massima oscillante tra i 6 e gli 11 metri circa nel tratto da Gallico Marina a Lazzaro, con un massimo all’incirca di 13 metri a Pellaro; un numero di morti stimati tra gli ottantamila e i centomila; la distruzione pressoché totale di Messina e Reggio Calabria e di altri centri piccoli e grandi tra le due sponde dello Stretto con la perdita irreparabile di un ingente patrimonio architettonico e artistico.

Reggio Calabria resta completamente isolata dopo la scossa di terremoto per via dell’interruzione della via ferroviaria da Lazzaro a Palami, via terra però iniziano ad arrivare i primi soccorsi. La Croce Rossa, volontari, medici e infermieri. Il porto rimasto fortemente danneggiato e di difficile accesso vede solo nel pomeriggio del 29 dicembre la Regia Nave Napoli guidata dall’ammiraglio Umberto Cagni, riuscire ad aprire un varco che permetterà poi alle altre, il piroscafo Sardegna, le navi da guerra Coatit e Marco Polo con cibo e medicine arrivare sul suolo reggino. L’Esercito riuscì ad organizzare per il giorno successivo il 30 la distribuzione dei viveri nei pressi del Fortino a Mare.

La portata della devastazione provocata dal sisma si fece chiara alle popolazioni di Reggio e Messina con il passare delle ore e l’arrivo del giorno. Ma l’area restava isolata, ancora nessuno sapeva se non di un generico terremoto. L’allarme partì solo nel pomeriggio del 28 dicembre 1908 da Marina di Nicotera. La torpediniera Spica della Regia Marina, al mattino ancora a Messina riuscì a farsi un varco tra i rottami del porto e prendere il mare. La Spica guidata dal tenete di vascello A. Belleni riuscì così a raggiungere Nicotera e mandare un dispaccio telegrafico alle 17:25. Il messaggio a causa delle linee comunque danneggiate dalla scossa arrivò solo diverse ore più tardi a Roma. Era notte quando venne convocato d’urgenza il Consigli dei Ministri dal presidente Giovanni Giolitti. Esercito e Marina muovevano finalmente verso lo Stretto. Furono i russi ad arrivare per primi e soccorrere la popolazione messinese all’alba del 29 dicembre 1908. Seguirono le navi da guerra inglesi e solo il 30 quelle italiane. Con loro il Re e la Regina (fine seconda parte)

Sono le 5:20:27 di lunedì 28 dicembre 1908. Il sismogramma registrato all’Osservatorio di Messina, è quello di una scossa di magnitudo 7.1 della durata (percepita dalle persone) di 30-40 secondi. Il suo epicentro tra Archi ed Ortì Inferiore. I suoi effetti estesi per decine di chilometri. Gran parte di ciò che resta in piedi dopo la scossa verrà spazzato via di li a breve dal mare con lo tsunami che si scatena immediatamente dopo. Colpite le popolazioni nel sonno, interrotte le vie di comunicazione, strade, ferrovie, tranciate le reti elettriche. Al buio nel freddo di fine dicembre resterà a lungo isolata l’intera area dello Stretto. Da quell’alba sono passati Centodieci anni. Oggi la letteratura scientifica lo ricorda come il terremoto calabro-siculo….(Fine prima parte) G.M.

Copyright © 2018 CALABRIAPOST - Trib. RC n. 14/2013
Direttore responsabile: Gianluca Del Gaiso
Associazione "P4C"
via Reggio Modena 22  Rc - CF 92084720801
Redazione Ideocoop a r.l.