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"Quello di Gioia Tauro è un porto fondamentale per tutta la Calabria e per l’Italia intera. Oggi ho incontrato al Mit le sigle sindacali e i rappresentanti diretti dei lavoratori dello scalo. Mi ha colpito...

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Reggio Calabria. Continua la corsa del reggino Cristian Bilardi, in arte Mowgli, nel programma amici di Maria De Filippi. Gli scontri continui e gli screzi con la Celentano non hanno offuscato il suo talento, qualità...

Motta San Giovanni: promozione e difesa dell’agricoltura, strategia condivisa da Comune e Consorzio di bonifica

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“Entro questo giovedì trasmetteremo al Consorzio di Bonifica tutte le istanze presentate dai consorziati presso gli uffici comunali di Motta, Lazzaro e Serro Valanidi relative agli avvisi di pagamento, ruolo 2017, e oggetto degli incontri...

Porto di Gioia Tauro, Oliverio scrive al Presidente del Consiglio Conte

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Di seguito, la lettera che il presidente della Regione Mario Oliverio ha inviato al presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, e per conoscenza al ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, sulla situazione che interessa il...

Viola, il playmaker Alessandri: a Valmontone per il riscatto

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Filippo Alessandri, playmaker della Mood Project Reggio Calabria, ospite del format "Tutti i Figli di Campanaro" in onda su Radio Touring 104 ha commentato il ritorno in palestra della squadra neroarancio in vista del prossimo...

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La portata della devastazione provocata dal sisma si fece chiara alle popolazioni di Reggio e Messina con il passare delle ore e l’arrivo del giorno. Ma l’area restava isolata, ancora nessuno sapeva se non di un generico terremoto. L’allarme partì solo nel pomeriggio del 28 dicembre 1908 da Marina di Nicotera. La torpediniera Spica della Regia Marina, al mattino ancora a Messina riuscì a farsi un varco tra i rottami del porto e prendere il mare. La Spica guidata dal tenete di vascello A. Belleni riuscì così a raggiungere Nicotera e mandare un dispaccio telegrafico alle 17:25. Il messaggio a causa delle linee comunque danneggiate dalla scossa arrivò solo diverse ore più tardi a Roma. Era notte quando venne convocato d’urgenza il Consigli dei Ministri dal presidente Giovanni Giolitti. Esercito e Marina muovevano finalmente verso lo Stretto. Furono i russi ad arrivare per primi e soccorrere la popolazione messinese all’alba del 29 dicembre 1908. Seguirono le navi da guerra inglesi e solo il 30 quelle italiane. Con loro il Re e la Regina (fine seconda parte)

Sono le 5:20:27 di lunedì 28 dicembre 1908. Il sismogramma registrato all’Osservatorio di Messina, è quello di una scossa di magnitudo 7.1 della durata (percepita dalle persone) di 30-40 secondi. Il suo epicentro tra Archi ed Ortì Inferiore. I suoi effetti estesi per decine di chilometri. Gran parte di ciò che resta in piedi dopo la scossa verrà spazzato via di li a breve dal mare con lo tsunami che si scatena immediatamente dopo. Colpite le popolazioni nel sonno, interrotte le vie di comunicazione, strade, ferrovie, tranciate le reti elettriche. Al buio nel freddo di fine dicembre resterà a lungo isolata l’intera area dello Stretto. Da quell’alba sono passati Centodieci anni. Oggi la letteratura scientifica lo ricorda come il terremoto calabro-siculo….(Fine prima parte) G.M.

Giffone (Giffùni oppure Casàli in calabrese) è un comune italiano di 1.825 abitanti della città metropolitana di Reggio Calabria. Si trova su un altopiano circondato da montagne, tra cui il monte Sellata. Il paese venne fondato alla fine del Seicento da Francesco Giffone, marchese di Cinquefrondi, appartenente ad una nobile dinastia di Polistena, Cinquefrondi e Tropea, dal cui il paese prese non solo il nome, ma anche e lo stemma. In questa piccola località di mille e ottocento anime, si trova la chiesa di Santa Maria del Soccorso, fondata sempre dal marchese Francesco Giffone fervente devoto a questo culto della Madonna, che conserva le statue della Madonna del Soccorso, della Madonna del Carmelo delle meravigliose statue di San Giuseppe e di San Bartolomeo apostolo, opera quest'ultima dello scultore Domenico De Lorenzo (1740-1812) della fine del Settecento.

Oggi parliamo di 'A Gejusa in calabrese o Geliosa in greco-calabro. Gioiosa Ionica o Gioiosa Jonica è un dei Comuni della città metropolitana di Reggio Calabria. Nel cuore della Locride, a metà strada tra Reggio Calabria e Catanzaro, è situata a 120 m sul livello del mare. Sulle origini del nome, gli storici non si trovano d’accordo, l'etimologia più probabile della parola pare sia quella che deriva dal greco Ghe ("terra") e Eliose ("solatia"). Dunque "Geliosa" (o "Geoliosa") vale a dire "terra solatia", "città del sole". Intorno al VI secolo a.C, i Greci giungendo da oriente arrivarono sulle coste della Sicilia e della Calabria, fondando numerose colonie grazie all’unione alle antiche popolazioni autoctone.

Questa volta parliamo di Monasterace (Monasteraki in greco-calabro). Venendo da Nord, è il primo comune della provincia di Reggio sulla costa ionica: dista, infatti, solo 60 km da Catanzaro. La parola Monasterace si pensa derivi da Monasteraki, che in greco vuol dire "piccolo monastero". Si è certi dell'esistenza di un piccolo monastero bizantino già nel VI secolo d.C. di cui ancora si possono osservare i ruderi e chiamato ancora oggi di "San Marco". Questo è stato costruito in piena area archeologica che rimanda all'antica colonia magno-greca di Kaulon, quasi quale continuità ideale nella nuova fede del cristianesimo.

La rupe dove si posò lo sparviero. È di Gerace, che parleremo questa settimana. In cima alla classifica dei più bei borghi da visitare nella nostra Calabria e di Italia, nel 2015 è entrata nella classifica dei 20 borghi più belli del Paese. Il nome Gerace deriva dal greco jerax, “sparviero”, in ricordo del rapace che, secondo la leggenda, avrebbe indicato agli abitanti di Locri il luogo in cui rifondare la città, al riparo dalle incursioni saracene. Innumerevoli i punti d’interesse storico artistico del borgo, così lo descriveva lo scrittore inglese Edwar Lear: “Piena di palazzi bellamente situati, posta su uno stretto margine di roccia.

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