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La festa per i 25 anni dell'Aspromonte accende le Luci sul Parco

La festa per i 25 anni dell'Aspromonte accende le Luci sul Parco

Le Luci in Aspromonte hanno ufficialmente acceso la nuova stagione estiva 2019 sul Parco dell'Aspromonte. Un momento di Festa per i 25 anni dell'Ente che ha visto coinvolte diverse associazioni...

Latella: "Da sempre contrari all’approdo dei mezzi pesanti al porto, il Governo riveda le sue decisioni"

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“Restiamo in vigile attesa perché un parere indica soltanto una tendenza e non una decisione definitiva o vincolate. Noi, comunque, siamo e continueremo ad essere fortemente contrari a qualsiasi spostamento...

Calabria, Siclari (FI): il candidato a governatore è della coalizione

Calabria, Siclari (FI): il candidato a governatore è della coalizione

«In tutte le regioni ci siamo presentati con la naturale alleanza di centro destra ed abbiamo vinto ovunque. Il nostro leader Silvio Berlusconi è stato sempre chiaro e sostiene in...

Calabria giudaica, l’importante progetto curato dalla Cooperativa Satyroi farà tappa a Lazzaro

Calabria giudaica, l’importante progetto curato dalla Cooperativa Satyroi farà tappa a Lazzaro

Nel mese di luglio, in occasione del progetto Calabria Judaica, finanziato dalla Regione Calabria e curato dalla cooperativa sociale Satyroi, si terrà a Lazzaro un evento mirato alla valorizzazione e...

In arrivo l’estate più sicura di sempre: 8 regole d’oro per scegliere la casa vacanza online

In arrivo l’estate più sicura di sempre: 8 regole d’oro per scegliere la casa vacanza online

Reggio Calabria, 15 giugno 2019 - Le vacanze sono alle porte, le scuole chiudono e con la bella stagione è iniziata la corsa alla ricerca delle migliori opportunità per programmare...

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Il Terremoto di Messina e Reggio Calabria del 1908 - Testo: Vito La Colla (Capitolo XI) - LA VIOLENZA DILAGA FRA LE ROVINE
La prima giornata terribile e senza speranza, seguita alla scossa notturna, aveva ridotto migliaia di persone, ancora vive, in esseri senza volontà, senza forze, talvolta inebetiti. La sciagura era stata troppo terribile, la società civile non esisteva più, ognuno cercava di arraffare quanto più poteva, e difendeva con i denti il suo piccolo tesoro. Homo homini lupus.

Il Terremoto di Messina e Reggio Calabria del 1908 - Testo: Vito La Colla (capitolo IX) - EGOISMI ANCHE NELLA TRAGEDIA
Verso le undici apparve all'ingresso del porto di Messina il piroscafo Washington.

L'Agenzia Stefani comunicò l'indomani che, al momento del terremoto, la nave si trovava vicino alla costa, a capo Peloro. Un forte scrollone fece pensare al capitano che il piroscafo si fosse arenato. La potente luce del faro si spense, e così le luci sulla costa calabra. Una polvere, simile a nebbia, avvolse la nave, oscurò le stelle, e indusse il comandante Ribaudo a fermare le macchine, in attesa dell'alba. Poco dopo le otto una barca si avvicinò al Washington, comunicando che Messina era quasi completamente distrutta, che vi erano vittime e distruzione ovunque. Altre barche, altri pescherecci si avvicinarono sotto le murate, e invocarono, inutilmente, soccorso.

Il Terremoto di Messina e Reggio Calabria del 1908 - Testo: Vito La Colla (Capitolo VII)
LA SITUAZIONE A REGGIO E SULLE SPONDE CALABRE
A Reggio Calabria si soffrivano le pene dell'inferno. Qui il maremoto nel buio era stato anche più atroce, forse per la disposizione della costa, in alcuni casi normale alla direzione da cui provenivano le ondate. O forse per l'imponente frana sottomarina, avvenuta, secondo recentissime indagini, proprio di fronte alle coste calabresi, a Giardini.

Il Terremoto di Messina e Reggio Calabria del 1908 - Testo: Vito La Colla (capitolo V)
IL COMANDANTE BELLENI E IL FINANZIERE LANDUZZI
I due ufficiali della Marina militare, Cerbino e Ciano, avendo appreso la notizia della morte del comandante della squadra navale messinese, Passino, presero subito i comandi, in assenza temporanea di altre autorità civili, anch'esse decimate dalle scosse.

Il Terremoto di Messina e Reggio Calabria del 1908 - Testo: Vito La Colla (Capitolo III)

IL MAREMOTO

Coloro che abitavano nella Palazzata, una monumentale cinta di edifici che costeggiava per un chilometro e mezzo la Marina, o che dimoravano nelle case che davano sul mare, corsero negli spazi liberi, e senza pericolo di crolli, vicino alle banchine. Si ritenevano, così, al sicuro. Ma ignoravano che lì si annidava un pericolo ancora maggiore, e forse più spietato. Ben presto il mare si ritirò di diversi metri, e subito dopo ondate spaventosamente alte si abbatterono sulle due coste, travolgendo tutto. A Messina scavalcarono il molo, su cui si ergeva una fortezza, trascinarono e sbatterono contro gli edifici barche e battelli di notevoli dimensioni, si avventarono contro le centinaia di poveretti, alcuni feriti gravemente, che si trovavano nei pressi della riva. E trascinarono poi tutto con sè, in mare aperto: tronchi, massi, cadaveri, persone vive, barili, relitti di imbarcazioni, travi, carretti, animali. Le onde erano alte parecchi metri, forse più di quattro, ed erano di una violenza inaudita. Nessuno poteva resistere loro.

di Vito La Colla - (Capitolo 1) La notte era limpida, il firmamento copriva il sonno di migliaia di uomini e donne, sullo Stretto di Messina. Era il 28 dicembre del 1908, 110 anni fa.
Quegli ultimi minuti prima dell'inferno erano anche gli ultimi minuti di vita di decine di migliaia di persone, di italiani, immersi nel sonno e in attesa della settimana che, loro pensavano, li avrebbe portati in un nuovo anno.
Le feste di Natale erano appena trascorse in letizia e in serenità. Lunedì 28 riaprivano le scuole - allora non c'erano le vacanze natalizie - e molti si apprestavano a ritornare nei loro paesi di residenza, dopo i brevi giorni passati con i parenti.

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Redazione Ideocoop a r.l.