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Il Comune di Palmi insignito del Premio Nazionale Trasparenza AIDR per i Comuni tra i 5001 e i 20000 abitanti

Il Comune di Palmi insignito del Premio Nazionale Trasparenza AIDR per i Comuni tra i 5001 e i 20000 abitanti

Il Comune di Palmi è stato insignito del premio trasparenza 2019, assegnato dall’AIDR (Italian Digital Revolution). L’Ente è stato scelto dal Comitato Tecnico – Scientifico nominato per la 2 ͣ edizione del “Premio Nazionale AIDR...

Nasce il movimento politico "Dieci Idee per la Calabria"

Nasce il movimento politico "Dieci Idee per la Calabria"

Il movimento “10 Idee per la Calabria” è un soggetto politico che vuole proporsi sulla scena calabrese, nella consapevolezza che la Calabria stia vivendo una condizione drammatica e soffrendo da troppo tempo l’assenza di una...

Falcomatà: “Bene proroga bilanci, adesso aspettiamo misure a sostegno delle finanze locali”

Falcomatà: “Bene proroga bilanci, adesso aspettiamo misure a sostegno delle finanze locali”

“La proroga della scadenza per l’approvazione dei bilanci di previsione per i Comuni in piano di riequilibrio è una buona notizia e rappresenta un segno positivo della volontà politica di risolvere le criticità intervenute a...

Parco dell’Aspromonte, nuova pubblicazione scientifica sugli Uccelli nidificanti

Parco dell’Aspromonte, nuova pubblicazione scientifica sugli Uccelli nidificanti

Dal Falco pecchiaiolo alla Tortora selvatica, dalla Balia dal collare al Verzellino: 66 specie censite, alcune di grande valore conservazionistico, per creare una check-list degli uccelli nidificanti nel Parco dell’Aspromonte, integrare la banca dati a...

Torna in riva allo Stretto l'attore Gennaro Calabrese con un live tutto da ridere

Torna in riva allo Stretto l'attore Gennaro Calabrese con un live tutto da ridere

Torna in riva allo Stretto nella sua città natale, l'attore comico e volto e voce di Alice Tv e radio Kiss Kiss, Gennaro Calabrese con l'esilarante spettacolo "Gennaro Calabrese show". Un imitatore inimitabile, espressione di...

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Reggio Calabria 04/09/2016 – di Cristina Versaci. Il nome della nostra penisola ha origini molto antiche. Antioco di Siracusa (V secolo a.C.) narra che il nome Italia deriva da un potente re di stirpe enotria, Italo, il quale avrebbe iniziato ad annettere sotto il proprio dominio i territori meridionali della penisola compresi tra lo Stretto di Messina e i golfi di Squillace e Sant’Eufemia; fu lui stesso a chiamare questa regione Italìa. Dunque, in origine, la parola Italia designava quasi per esteso la regione Calabria. A partire dal II secolo a.C. si estendeva fino al fiume Arno e solo nei secoli successivi avrebbe compreso anche la Pianura Padana. Dati storici riportano che già dal I secolo a.C. Itali venivano chiamati i popoli che abitavano la Calabria e la Lucania e fin dall’antichità classica il nome Italia era collegato alla parola latina “vitulus”, in omaggio al vitello che si trovava in abbondanza in quelle terre. Il toro era anche un animale totemico in diverse zone della Calabria, come simbolo di forza.

Reggio Calabria 05/07/2016 – di Cristina Versaci. Una delle principali cause della colonizzazione greca in Italia meridionale è quella legata alla fertilità dei terreni lungo la fascia mediterranea. Importanti attestazioni epigrafiche, note come Tavole di Eraclea, ci permettono di avere un quadro omogeneo sulle aree adibite alla coltivazione, nel periodo compreso tra il IV e il III secolo a.C., oltre che darci notizia delle zone boscose e di quelle destinate all’allevamento. Sono le stesse iscrizioni su bronzo a fornirci informazioni anche sul tipo di coltivazioni predilette: cereali, vite e olivo.
Lo studio dell’alimentazione in Magna Grecia si basa su testi di autori che hanno raccolto nelle loro opere i cibi principali e le modalità per cucinarli. Il più noto autore in questo ambito è Archestrato di Gela, di cui abbiamo notizia per il tramite di Ateneo di Naucrati e della sua opera, i Deipnosofisti (I sofisti a banchetto).

Reggio Calabria 21/06/2016 – di Cristina Versaci. Il genere della novella in Grecia si distingue dalla favola esopica per i soggetti in essa presenti, non più animali ma tipi umani e prima ancora che genere letterario è paradigma di vita e costume. Le novelle divengono parte integrante delle opere storiche, non come semplici digressioni, ma spesso approfondimenti di tipo etnico e a tal proposito si ricordano le Storie di Erodoto, il quale, nel libro VI, introduce la figura molle e sfarzosa del sibarita Smindiride nella novella per la gara delle nozze di Agariste, figlia di Clistene, tiranno di Sicione. Ancora oggi, nel vocabolario italiano, “sibarita” segnala raffinatezza, lusso, per cui potente e sfarzosa doveva risultare Sibari agli occhi del mondo. Il personaggio divenne protagonista delle novelle sibaritiche e toccò ad Aristofane indicarne il valore per l’arguzia e la capacità di suscitare il riso. Nella “Vespe” la figura di Filocleone, per burlare i suoi avversari con serietà, narra due novelle sibaritiche: “Un uomo di Sibari precipitò dal carro e si spaccò la testa in modo piuttosto grave, poiché non era sufficientemente esperto di equitazione.

Reggio Calabria 11/05/2016 – di Cristina Versaci.Giovanni Pascoli, nel periodo in cui fu docente di Letteratura Latina presso l’Università di Messina, frequentò anche la città di Reggio, patria del latinista Diego Vitrioli, che tanto ammirò, da dedicargli lo scritto “Un poeta di lingua morta”, contenuto in Pensieri e Discorsi (1914). Vitrioli era stato il primo a vincere la medaglia d’oro, nel 1845, all’Accademia di Poesia Latina ad Amsterdam, con il poemetto “Xiphias”, che descriveva la caccia del pesce spada. Nella sua prolusione all’Accademia Peloritana, Pascoli, commemorò con questo discorso il latinista e Reggio che, ad imperitura memoria, ricorderà entrambi. Una stele su via Marina reca incisa una parte dello scritto pascoliano: “Questo mare è pieno di voci e questo cielo è pieno di visioni. Ululano ancora le Nereidi obliate in questo mare, e in questo cielo spesso ondeggiano pensili le città morte.

Reggio Calabria 02/05/2016 – di Cristina Versaci. Tra i poeti greci che cantarono l’amore, il piu' ardente secondo Cicerone, fu Ibico di Reggio, annoverato nel canone dei nove poeti lirici piu' grandi dell’antichita' e considerato il massimo poeta della Magna Grecia. Scarse sono le testimonianze biografiche sul suo conto, nativo di Reggio, secondo il Giraldi nella 50° Olimpiade, secondo Suida nella 54° Olimpiade, secondo Eusebio nella 60°; il rimando alle Olimpiadi e' dovuto all’uso di queste come unita' di misura del tempo nell’antica Grecia: si calcolava il numero dell’anno degli ultimi giochi olimpici, che si tenevano ogni quattro anni, e

Reggio Calabria 17/04/2016 - di Cristina Versaci. Una piccola curiosita' di tipo letterario permette che si annoveri il famoso Guido delle Colonne come poeta, probabilmente originario del comune nel reggino: Calanna, per l’associazione de Columniso Columna con il toponimo Calanna da Columna, come sostiene il Cotroneo (Riv. St. Calab., V, 1897). Il toponimo si fa risalire a Columnarhegina (la colonna dei reggini); un’incerta leggenda farebbe derivare il nome da Kale' Anna (la bella Anna)

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