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Locri: 10 arresti da parte dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, colpita la cosca Cordì

Pubblicato in CRONACA Venerdì, 02 Agosto 2019 07:37

Dalle prime ore di questa mattina, i militari dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, stanno eseguendo un decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, nei confronti di 10 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza, danneggiamento seguito da incendio e detenzione abusiva di armi, con l’aggravante del metodo mafioso commesse nel comune di Locri.

Il provvedimento in esecuzione rappresenta l’epilogo di approfondite indagini, coordinate e dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia reggina, svolte in merito ad una pluralità di danneggiamenti ed atti intimidatori commessi nel territorio locrese da soggetti affiliati alla cosca “Cordì”.


Aggiornamento:

I militari dell’Arma hanno appurato diversi episodi delittuosi verificatisi a Locri, apparentemente estranei a contesti di criminalità organizzata, in realtà ragionevolmente imputabili ad un’unica matrice delittuosa riconducibile a componenti della famiglia ALÌ di Locri che da anni esercitava un’incontrastata egemonia delle attività riconducibili alla gestione dell’area cimiteriale, come le onoranze funebri e la vendita al dettaglio dei fiori proprio nei pressi del locale cimitero.
A seguito del susseguirsi di gravissimi eventi chiaramente collegati agli interessi economici sul cimitero di Locri, le indagini dei Carabinieri hanno infatti permesso di acquisire elementi di prova a carico dei componenti della famiglia ALÌ, i quali hanno acquisito il controllo del settore delle attività cimiteriali locresi, imponendo un regime di fatto monopolistico attraverso gravi azioni intimidatorie e danneggiamenti in danno di ditte concorrenti, privati cittadini e amministratori pubblici.
In particolare, nel periodo compreso tra il 29 maggio 2017 ed il 27 giugno 2019 si sono verificati nel comune di Locri una serie di episodi delittuosi accomunati dal contrapposto interesse economico, nella gestione delle attività cimiteriali, tra tutte le vittime e gli ALÌ: con una tempistica che non lascia margine di incertezza, coloro che svolgevano attività concorrenziale nei confronti degli ALÌ o gli amministratori pubblici che avevano adottato atti volti a contrastare o, comunque, ad attenuare quel monopolio hanno subito danneggiamenti e gravi minacce arrivate fino all’incendio dei mezzi di lavoro, al posizionamento di un ordigno dinanzi all’abitazione di un funzionario comunale; da ultimo, quale fatto di particolare rilievo, il Sindaco di Locri, Giovanni CALABRESE, è stato minacciato con modalità particolarmente insidiose ed allusive consistite nell’avergli comunicato la prossima scomparsa delle spoglie dei suoi parenti sepolti nel cimitero di Locri (“Giovannoni domani dirò dov’è sepolto qualche tuo parente da tantissimi anni”).

Le parallele indagini svolte dalla Guardia di Finanza – Gruppo di Locri, hanno tratto origine dal grave fenomeno di assenteismo degli impiegati comunali di quella città, segnalato anche dallo stesso sindaco tramite numerose interviste pubblicate sui giornali locali e nazionali.
All’esito delle investigazioni, emergeva come i CORDI’, con l’ausilio di una fitta rete di associati ed affiliati, abbiano effettuato continuato ad esercitare il loro controllo criminale su tutto il territorio locrese, tramite gravi forme intimidatorie e vere e proprie perlustrazioni giornaliere, finalizzate a monitorare le diverse attività commerciali ed imprenditoriali insistenti sul territorio di riferimento.
È stato inoltre documentato, grazie all’attività svolta dal Corpo, come la cosca CORDI’ continui ad esercitare un potere incontrastato nei settori commerciali di maggior interesse, quali le forniture giornaliere di pane, che viene imposto senza possibilità di reso ad ogni singolo esercente del settore, e la gestione delle onoranze funebri.
La attuale pericolosità della cosca è ulteriormente confermata dalla immediata disponibilità di armi e munizioni, così come è emerso dalle attività investigative svolte dal Corpo, tramite le quali è stato possibile sottoporre a sequestro, abilmente occultati all’interno di due tubi di cemento siti in un fondo pubblico ed avvolti in dei sacchi di plastica, 3 fucili semi-automatici e con canne mozzate, tutti con matricola abrasa, unitamente a cospicuo munizionamento.

All’esito delle operazioni, gli arrestati sono stati condotti presso la Casa Circondariale di Locri a disposizione dell’Autorità Giudiziaria distrettuale.

Locri 2 agosto 2019

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