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Sei qui: HomeCRONACAOperazione "Libro Nero". Sequestrate imprese e società in mano ai Libri

Operazione "Libro Nero". Sequestrate imprese e società in mano ai Libri

Pubblicato in CRONACA Mercoledì, 31 Luglio 2019 08:10

È in corso dalle prime ore di questa mattina una vasta operazione della Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, finalizzata all'esecuzione di 17 ordinanze di custodia cautelare - 12 in carcere e 5 agli arresti domiciliari - emesse nei confronti di altrettanti soggetti, la maggior parte dei quali affiliati alla potente cosca LIBRI di Reggio Calabria, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei delitti di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, turbata libertà degli incanti, porto illegale in luogo pubblico di arma comune da sparo, con l'aggravate dell'agevolazione mafiosa, tentata corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio. Gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria e del Servizio Centrale Operativo di Roma, coadiuvati dagli operatori del Reparto Prevenzione Crimine, stanno eseguendo anche numerose perquisizioni e sequestri di imprese e società. Impiegati oltre 150 uomini e donne della Polizia di Stato.

I particolari dell'operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 11.00 presso la sala conferenze della Questura di Reggio Calabria, alla presenza del Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, del Direttore Centrale Anticrimine, del Questore di Reggio Calabria e del Direttore del Servizio Centrale Operativo.
"Libro Nero" è il nome che gli investigatori della Polizia di Stato hanno dato all'operazione nel corso della quale, dalle prime ore di questa mattina, nella provincia di Reggio Calabria, sono stati eseguiti numerosi arresti e perquisizioni nei confronti di esponenti della 'ndrangheta reggina. L'inchiesta della D.D.A. di Reggio Calabria sviluppata con un'articolata indagine condotta dalla Squadra Mobile del capoluogo reggino, con il supporto dello S.C.O., ha consentito di ricostruire gli assetti e le dinamiche operative della cosca LIBRI, una delle più potenti articolazioni della 'ndrangheta unitaria, che controlla nella città di Reggio Calabria i quartieri Cannavò, Condera, Reggio Campi, Modena, Ciccarello, San Giorgio e le frazioni di Gallina, Mosorrofa, Vinco e Pavigliana. Nel corso dell'operazione, gli investigatori della Polizia di Stato stanno mettendo i sigilli a numerose società riconducibili agli appartenenti alla cosca, operanti nel settore edilizio, immobiliare e della ristorazione, il cui valore complessivo, nell'ordine di diversi milioni di euro, è in corso di esatta quantificazione.
L'inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria ha consentito di fare luce anche sugli interessi economici e politici della cosca LIBRI, svelando come affermati imprenditori e politici locali e regionali fossero asserviti totalmente alle volontà della consorteria criminale in qualità di soggetti intranei o concorrenti esterni. In particolare, è stato accertato come la cosca abbia favorito, nel corso del tempo, alcuni imprenditori che potevano sembrare avulsi da qualsiasi contesto mafioso, ma al quale in realtà partecipavano pienamente. Detti soggetti, rispondendo alle logiche ed alle strategie di sviluppo imprenditoriale pianificate dai vertici della cosca e godendo degli occulti finanziamenti e delle protezioni derivanti dalla stessa, hanno assunto posizioni di assoluto rilievo nei loro ambiti operativi, godendo da un lato della protezione della 'ndrangheta, al fine di avviare e far crescere in modo esponenziale le proprie attività imprenditoriali, e finanziandola dall'altro.

Nella prospettiva di un maggiore ed efficace sviluppo dei propri interessi criminali, la cosca LIBRI, oltre ad essere perfettamente in grado di interferire nelle dinamiche economico-imprenditoriali locali, è stata allo stesso tempo capace di infiltrarsi in quelle politico-elettorali del territorio cittadino, gestendo un consistente bacino di voti, convogliandoli a favore di soggetti compiacenti, senza esclusione di schieramenti politici, nell'ambito di un rapporto basato sul do ut des, destinato a favorire non solo la singola consorteria, ma il sistema 'ndranghetistico nel suo complesso. I LIBRI hanno saputo elaborare raffinate strategie finalizzate a consentire l'elezione di soggetti che potessero agire quali loro preposti negli organismi istituzionali. Invero, l'ascesa politica fino al Consiglio Regionale di un soggetto politico reggino è stata costantemente supportata, fin dagli inizi, dalla cosca LIBRI. L'attività di indagine ha fornito importanti elementi sulla centralità del ruolo esercitato dalla cosca in occasione delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale del novembre 2014. In quella tornata elettorale, la consorteria ha convogliato parte del proprio cospicuo bacino di preferenze elettorali, in cambio di favori, verso un politico di Reggio Calabria poi eletto al Consiglio della Regione.

Su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, i poliziotti della Squadra Mobile hanno arrestato alcuni elementi di vertice della cosca LIBRI; due noti imprenditori del settore edilizio, immobiliare e della ristorazione; un politico regionale, un avvocato penalista e un medico dentista, con l'accusa, a vario titolo, di far parte della cosca LIBRI o di averla favorita nei processi di sviluppo del potere criminale. Le indagini sono state condotte dagli investigatori della Polizia di Stato con l'irrinunciabile supporto delle intercettazioni e delle dichiarazioni dei collaboratori di Giustizia, grazie alle quali è stato possibile portare alla luce il pericoloso ed articolato intreccio politico-imprenditoriale-mafioso che ha determinato il graduale potenziamento della cosca LIBRI.Sono stati arrestati nel corso dell'operazione della Polizia di Stato e posti ai domiciliari anche un consigliere regionale, un politico locale e un appartenente alle Forze dell'Ordine, con l'accusa di concorso in tentata corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio. Il patto corruttivo prevedeva che il politico regionale avrebbe dovuto ricevere, in cambio di favori, informazioni riservate su processi in corso, dall'appartenente alle Forze dell'Ordine, attraverso la mediazione del politico locale.

Rc 31 luglio 2019

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