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Anassilaos: domani 7 febbraio in Biblioteca “La toponomastica a Reggio Calabria prima del terremoto”

Pubblicato in CULTURA Mercoledì, 06 Febbraio 2019 08:06

“La toponomastica a Reggio Calabria prima del terremoto” è il tema della conversazione che il Prof. Giuseppe Cantarella, Presidente della Commissione Toponomastica di Reggio Calabria e Docente di Geografia presso l’Istituto Tecnico Statale Economico “R. Piria”, che all’argomento ha dedicato una serie di studi e ricerche, che si terrà giovedì 7 febbraio alle ore 16,45 presso la Sala Villetta De Nava nell’ambito degli incontri dedicati al 110° anniversario del sisma del 28 dicembre, promossi dall’Associazione Culturale Anassilaos e dalla Biblioteca Pietro De Nava con il Patrocinio del Comune di Reggio Calabria e della Deputazione di Storia Patria della Calabria.

Introdurrà e condurrà la Dr.ssa Marilù Laface, Responsabile Anassilaos Beni Culturali. Il tema che il relatore affronterà – scrive il Presidente di Anassilaos Stefano Iorfida - oltre ad essere di grande attualità per l’intenso lavoro che sta svolgendo l’attuale Commissione Toponomastica, è di grande interesse storico perché l’intitolazione di una via o di una piazza, come l’erezione di un qualsiasi monumento, è lo specchio di un dato momento storico, politico e sociale per cui in passato, a Reggio Calabria come nel resto d’Italia, abbiamo assistito ad un fare e disfare intitolazioni di vie e piazze. Per fare solo qualche esempio, che ci riguarda da vicino, il Corso Borbonio è divenuto Corso Garibaldi e la Piazza dei Gigli, in onore dei Borboni, forse prima Piazza Murat – cuore pulsante e da sempre centro politico della Città – è divenuta Piazza Vittorio Emanuele II, denominazioni tuttora vigenti anche se per questa ultima la vox populi preferisce la denominazione di Piazza Italia, in virtù della statua all’Italia, opera di Rocco Larussa, che è stata eretta e inaugurata il 12 settembre del 1868 laddove sorgeva il monumento a Ferdinando I di Borbone che la Municipalità dedicò al sovrano nel 1828, opera dello scultore Tommaso Solari, distrutta nel corso della battaglia tra garibaldini e truppe borboniche nell’ agosto del 1860. Corsi e ricorsi storici che ai giorni nostri, per fortuna non nel nostro Paese e in Europa, ma negli Stati Uniti – scrive sempre Iorfida - spinge taluni, nel nome di un preteso “politicamente corretto” a reinterpretare la storia alla luce di accadimenti successivi e a proporre una sorte di “damnatio memoriae”, per esempio di Cristoforo Colombo, ritenuto responsabile dell’eccidio dei nativi americani solo perché ha avuto il torto di scoprire l’america.

Rc 6 febbraio 2019

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