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Antonio Sorgentone protagonista della seconda giornata del Face Festival

Pubblicato in CULTURA Sabato, 20 Luglio 2019 12:15

Chiusa ieri la seconda giornata del Face Festival con il vincitore di Italia’s got Talent in concerto, le performance Borozan - Angela Pellicanò e la proiezione dei cortometraggi vincitori del Pentedattilo Film Festival. Si è chiusa ieri la seconda giornata del Face Festival con il concerto di Antonio Sorgentone e nuove performance artistiche e culturali. Un concerto, quello del vincitore di Italia’s got Talent 2019, molto atteso dal pubblico reggino. La sua performance non ha tradito le aspettative. Il 37enne abruzzese ha incanto il pubblico presente con un repertorio frenetico e scatenato in un mix tra swing, rock and roll, jazz e boggie woogie. Tra grandi classici suonate al pianoforte e melodie ricercate, Sorgentone ha suonato e cantato per un’ora e mezza senza sosta con due bis concessi al pubblico bis in visibilio.

E le emozioni di questa seconda giornata non sono state solo musicali. Al centro sempre l’arte e le sue mille sfaccettature. Alle 20:30 è stata presentata l’opera di Igor Borozan, che con la sua Water Memory ha proposto uno spettacolo unico. “Sono chiamato artista europeo delle camicie, ho realizzato opere più grandi questa. Come quella per il primo arrivo del papa ad Assisi realizzata con circa 550 metri quadrati di tela. La camicia è una personificazione dell’anima” ha dichiarato il Maestro.

Grande consenso anche per l’installazione di Shendra Stucky e il suo albero realizzato con materiali di cavo elettrico. “Il mio lavoro è iniziato 10 anni fa, il primo giorno di Accademia. Era l’11 settembre e ci hanno portato articoli di giornale sulla reminiscenza di quanto successo alle Torri Gemelle. Ed io ho pensato che è assurdo che noi crediamo a quello che scrivono i giornali, perché sarà sempre un’interpretazione di qualcun altro se tu non sei lì. Così ho iniziato a realizza una realtà mia, creando un modellino di una città con carta e ritagli di giornale, specificatamente irreale” ha raccontato Shendra. “Successivamente ho iniziato a prendere cavi elettrici, intesi come linee tridimensionali che conducono energia e l’albero è venuto dopo come metafora di questa città, fatto con queste linee di energia e sistema perfetto che racchiude la vita intera. Il cavo rappresenta anche la connessione perché per me siamo tutti connessi: passato, luoghi e persone”.

Da opere maestose, si passa verso piccole, deliziose miniature, come quelle proposte da Blink Circus, il circo più piccolo del mondo. Ad attendere il visitatore all’ingresso di questo mini tendone c’è una sorta di cappellaio matto, pronto a condurvi nel paese delle meraviglie circensi e dove per entrare dovrete munirsi di lente d’ingrandimento.

Un Festival che come ogni anno, vuole dare voce non solo ad artisti del panorama nazionale e internazionale, ma soprattutto locale.

Atteso domani il concerto di Peppe Voltarelli, cantante e autore di canzoni cosentino. I suoi lavori discografici sono pubblicati in Europa, Canada, Argentina, Stati Uniti. Nel suo concerto verrà celebrata la canzone di tradizione e il Sud con ironia, in un viaggio musicale tra canzone d’autore e i ritmi della tarantella.

A seguire ci sarà lo spettacolo dei Cuntastoria e la Cantastorie di Kalura. Fatti ca nun si cuntano, storie di briganti, camurristi e zappaterra, raccontate attraverso una particolare lettura magica delle carte napoletane giganti e seguendo le scene illustrate sul cartellone da cantastorie e sul carretto siciliano.

Tanti gli artisti calabresi presenti in mostra, tra cui Giorgia Bombino che nella sua opera racconta il rapporto tra fotografia e performance. Lavoro che si è sviluppato in circa 3 anni e raffigura tutte le performance di varie artiste femminili. “Nel momento in cui guardiamo una performance questa si andrà a perdere se non c’è lo scatto fotografico, per cui la fotografia in un secondo momento diventa opera” ha rivelato l’artista calabrese. La figura femminile è al centro delle opere di Bombino: figure oniriche, fortemente legate alla terra, all’inconscio e al sogno.

Sempre calabresi le opere portate da Larissa Mollace, che arriva al Face Festival con un’opera interattiva. “L’idea nasce da un detto inglese che recita “Ti do un penny in cambio dei tuoi pensieri”. Volevo coinvolgere lo spettatore donandogli un penny simbolico per poi invitarlo a lasciare un pensiero scritto, un disegno, una storia, su un grande acetato che poi a fine evento diventerà un’opera unica” ha dichiarato l’artista reggina. Opere, quelle di Mollace, che trasudano malinconia, introspezione, con l’obiettivo di imbottigliare i ricordi per non farli svanire nel tempo come una delle tre iconografie che accompagnano l’opera centrale.

Altro artista locale è Ninni Donato, ormai di casa al Face Festival. Siciliano di nascita ma calabrese di adozione, Donato ha esposto in questa edizione due opere che parlano entrambe di migrazioni, in maniera diversa ma tragica in egual misura.

“In una delle opere ho voluto trattare la problematica degli haters vista da un punto di vista diverso, quello degli odiatori. Per farlo ho ideato un gioco, un retro games, ispirato a Space Invader – uno dei primi videogiochi degli anni ’70 - in cui i giocatori dovevano combattere gli invasori. In questo gioco i giocatori sono gli haters” ha raccontato Ninni Donato.

“Nella seconda opera vi è una voce narrante che non è altro che la voce artificiale di un computer che legge un documento reale pubblicato da un organismo dell’Onu in cui si parla di oltre 38.000 morti censiti fino al maggio del 2018” ha concluso Ninni Donato. Se da un lato vi è un documento in cui vengono elencate date e numero delle vittime, in modo asettico, con una voce che lascia trasparire le emozioni, dall’altro vi è una mescolanza tra realtà e finzione, in cui gioco e vita reale si mescolano fino a confondersi.

Tra le performance previste domani 21 luglio, quella di Maria Chiara Calvani – La Casa Ricamata, un’installazione fatta di trame che rappresentano relazioni, legami e intrecci. I visitatori potranno visitare questo patchwork di tessuti, fili, colori e spessori che fungono da “mattonelle” della casa-tenda e donare il proprio contributo con un detti, proverbio o motto per essere inseriti in questa installazione. Il messaggio che si vuole lasciare è l’abbattimento di ogni tipo di barriere, linguistiche, sociali e relative alle diversità culturali.

L’ingresso per la terza serata è di 10 euro. I biglietti sono disponibili on line su www.inprimafila.net e a Reggio Calabria presso Malavenda Cafè, Gran Caffè, B'art e biglietteria del Parco Ecolandia.

Ufficio Stampa Face Festival

Mariarita Sciarrone

Rc 20 luglio 2019

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