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Il rapper Kiave apre la seconda edizione del Derive Festival

Pubblicato in CULTURA Martedì, 30 Luglio 2019 08:35

Con l'animale dentro, reading del rapper Kiave, in collaborazione con we reading, ha preso ufficialmente il via, la seconda edizione del Derive Festival. Un appuntamento speciale come particolari sono stati: la location e la formula del reading. Al termine dell’incontro Kiave ha proposto live, in esclusiva per lo spettacolo, un brano inedito dal titolo “Animalia”.

comunicato stampa

Il rap veicolo di conoscenza e vettore che smuove le coscienze. La prima tappa del “Derive festival 2019”, organizzato dall’associazione “Laboratori musicali”, parte da Reggio Calabria. È il rapper cosentino Mirko Filice, in arte Kiave a intrattenere il pubblico di giovani e giovanissimi con “L’animale dentro”, ieri pomeriggio al Tpc di via Diana. Un viaggio di lettura che si apre con la riflessione delle parole da “L’animale” di Franco Battiato e si sposta, lontano nei secoli arrivando a Socrate.
«L’idea del reading – afferma Kiave - è quella di partire dalle strofe del rap italiano per poi arrivare ai poeti dell'antimafia e concludere in maniera trasversale». “L’animale dentro” è un felice progetto che nasce grazie alla collaborazione con 'We Reading' (un modo per unire la lettura allo stare insieme, nds), una realtà nata a Cesena che però si sta espandendo in tutta Italia, una realtà composta da volontari che cercano di portare in giro i reading. Artisti, professori che leggono ciò che gli piace ma che non appartiene al loro percorso artistico. «Io non leggo cose mie. I ragazzi mi hanno proposto un reading che è andato molto bene a Bologna e poi a Milano, lo abbiamo riproposto a Cosenza e a Lamezia. Lo scopo per cui io mi metto in gioco in questa cosa, che non è rappare, ma cercare sì di conferire dignità al rap italiano e sensibilizzare le persone al rapporto tra arte e antimafia. Come l'arte può dare una scossa all'antimafia e alle Mafie in generale». Il rap è mutato dalle sue origini, ci sono tanti cambiamenti in atto, cosa può dare ancora oggi? Kiave specifica che «Dal rap sono arrivati tanti sottogeneri. Il rap che faccio io è quello collegato alla cultura hip hop. È una cultura con dei valori, che ormai ha più di 40 anni ed è contro le discriminazioni, contro l’ostentazione della ricchezza, contro tutto ciò che il rap vuol essere ai giorni d'oggi, specialmente nel momento in cui è diventato “trap”. Io e molti altri cerchiamo di usare il rap in modo costruttivo, come mezzo per arrivare alle persone. Un mezzo che può incanalare energie 'negative' in qualcosa di costruttivo e positivo: il rap ti prende dalla strada e ti scaraventa verso qualcosa di bello. Ormai si pensa, al contrario, che il rap prenda i bravi ragazzi, li scaraventi in strada a spacciare per poter dire qualcosa nei testi. È un periodo di confusione. Ma non per il rap legato alla cultura hip hop che, ancora oggi, è fatto anche da ragazzi giovani che lo fanno bene e continuano a rappresentare e mantenere i valori coi quali è nato».
Quanto ha influito per un rapper nascere a Cosenza, in Calabria? «Da uno a dieci penso 5 milioni. Perchè quando nasci in un posto è naturale e giusto assorbirne le tensioni, le negatività ma anche positività e voglia di costruire. Se dedico la mia vita alla lotta contro le mafie o a sensibilizzare le persone contro le discriminazioni è proprio perché qui le ho vissute e respirate anche se sono fuori da molti anni. Anche se vivo fuori da tanti anni, torno sovente a Cosenza perché i miei amici sono qui, come anche la mia famiglia. La tua terra non è quella che calpesti ma quella che vivi e che senti ogni giorno. Anzi è anche importante che da fuori si veda che la Calabria non è solo negatività. E io per questo mi impegno. Nascere a Cosenza mi ha segnato sia da un punto di vista musicale che culturale che personale. Ma rinascere a Cosenza per altre 500 vite, nel bene e nel male». Il reading si è chiuso con un live, in esclusiva per lo spettacolo, un brano inedito dal titolo “Animalia” (prodotto da Macro Marco), scritto durante l’immersione nella riflessione sull’“animale” che porta dentro di sé.


BIO:
Mirko Filice, cosentino di origine, classe 1981 inizia a scoprire ed amare l’hip hop sin da giovanissimo, ed altrettanto presto comincia ad impegnarsi per far sì che questo diventi la strada della sua vita: i suoi primi lavori infatti, vedono la luce nel 2000, con lo pseudonimo di Kiave, “aka” con il quale è conosciuto in tutta Italia. Frequenta la facoltà di Filosofia, nell’Università di Cosenza, cercando di conciliare gli studi accademici con la sua attività dal vivo ed in studio. Kiave, in parallelo, si afferma velocemente come eccellente freestyler.

La sua discografia da solista prende l’avvio nel 2005 e da li non si ferma più: nel corso degli anni pubblica 7 album ufficiali, vari mixtape, EP e collabora con i maggiori nomi della scena rap italiana. La sua carriera è legata all'etichetta discografica Macro Beats, importantissima realtà nella musica indipendente italiana.

I suoi album raccolgono consensi e recensioni sui migliori siti così come sulle migliori testate italiane, che definiscono il rap di Kiave intelligente, fuori dai soliti canoni del genere che spesso cercano di scimmiottare il trend americano. KIAVE ad oggi è uno dei rapper più apprezzati del panorama nazionale, capace di far convivere testi profondi con il più puro intrattenimento: partito come indiscusso campione di freestyle è diventato con gli anni un abile liricista e fine compositore della forma canzone più classica, amato soprattutto per la sua abilità nello storytelling. La sua musica oltre che ai più talentuosi artisti del rap americano, è ispirata in larga parte dai grandi poeti della musica italiana -De Andrè, Gaber, Tenco-, i quali sono stati un tassello fondamentale della sua formazione umana e musicale.

La sua musica lo porta a suonare diffusamente in giro per l'Italia tra club e festival, collezionando una media di 60 date all'anno.

Rc 30 luglio 2019

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