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Nell’incontro delle voci

Pubblicato in CULTURA Martedì, 05 Gennaio 2016 13:23

Reggio Calabria 05/01/2016 - di Elmar Elisabetta Marciano'. Il potere indiscusso della voce, il fascino di un particolare timbro, l’intonazione e le parole che pronuncia, tutto insieme contribuisce all’empatia che nasce tra chi sta sul palco ed il pubblico. Un pubblico numeroso, quello che ieri sera, presso il teatro F. Cilea e' rimasto affascinato dallo spettacolo che la Fondazione Giuseppe Marino ha organizzato a fine benefico per il centro Centro Antiviolenza Casa delle donne. Incontri di Voce in voce, presentato e condotto da Giuseppe Livoti e patrocinato dalle istituzioni comunali e provinciali, ha trascinato

gli spettatori all’interno di “voci” differenti, ma unite dalla stessa forza, dalla stessa potente lirica. Successioni musicali che hanno abbracciato diverse “terre e significati”, suoni etnici e pezzi classici della musica italiana, accanto a contaminazioni e ricerche nel territorio della tradizione italo-greca. Rebetiko, suoni “terreni”, accenni di tarante e tormenti peculiari della musica partenopea hanno tradotto lo spettacolo in un flusso straordinario che ha trascinato la gente senza mai spegnere l’attenzione. A fare da collante in mezzo alle tante voci, quella dell’attore Patrizio Rispo, conosciuto al grande pubblico per la sua interpretazione nella soap opera “Un posto al sole”, il quale ha al suo attivo diversi premi tra i quali “Premio Totò”, “Premio Pirandello” e che tra poesie, verità profonde ed ironia ha tessuto il file rouge tra gli altri artisti non meno straordinari. Cosi dal palco la voce di Fabio Macagninoha aperto le danze, irriverente, “vera”, odorosa come un raccolto di fiori di gelsomino. Coinvolgente, come sempre, il cantante calabro ha “scavato” nel terreno del pubblico per scatenare lunghi applausi. Lo stesso entusiasmo ha raccolto la voce di Marina Mulopolosche ha reso omaggio alle sonorità della cultura ellenica, rinnovandone il sound. L’eleganza dell’ex cantante degli Almanegretta, ha ipnotizzato l’attenzione, esaltando la memoria dell’appartenenza. Un dialogo intenso quello che dalla platea si è costruito con voce di Marina, un’intesa che ha ricordato l’appartenenza di un popolo, quello reggino, alla Grecia. Ma di altrettanta bellezza ed intensità è stata l’interpretazione di Barbara Buonaiuto, vocalist dell’orchestra italiana di Renzo Arbore, una voce che ha intonato canzoni dolcissime della tradizione partenopea, movenze sinuose quelle di Barbara che hanno ricordato la bellezza intoccabile della donna, la sua potente, quanto essenziale presenza nella vita degli uomini. Una Voce, quella della Bonaiuto che canta insieme a tutto il corpo e che sembra arrivare dalla pelle, dalle radici di unamateria che ieri sera è fiorita affascinando ed innamorando il pubblico. il finale non poteva essere che della stessa misura, infatti, a chiudere lo spettacolo le straordinarie maschere di Cosmo Parlato, creativo puro, il cui passato artistico vanta collaborazioni con Chiambretti, Mina e Caparezza. Poliedrico “cosmo”, le sue voci, tributi alla bellezza, liriche del passato unite al fascino delle sue peculiari movenze hanno strappato applausi senza sosta. Ieri, la bellezza indiscutibile di uno spettacolo ha regalato emozioni intense, scuotendo a tratti le coscienze, ha raccolto, infine dentro un’unica voce quella dello psichiatra Giuseppe Marino, scomparso nel 2000, ma che sul palco c’era, ha ascoltato, sorriso ed annuito, infine parlato attraverso la voce di Patrizio Rispo, il quale ha recitato una delle sue poesie, ricordando al pubblico la figura di un uomo che ha lasciato in eredità uno spirito libero battagliero, intraprendente e promotore di cultura e battaglie sociali portate sempre a termine. Un uomo che non ha mai voluto credere in un Cristo fermo ad Eboli.

Elmar Elisabetta Marcianò

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