unci banner

:: NEWS

Presentati i risultati della campagna pro hospice "Seconda stella a destra"

Presentati i risultati della campagna pro hospice "Seconda stella a destra"

Giorno 14 Ottobre 2019 rappresenta il punto di arrivo di una campagna estiva che ha raggruppato tanti apparati istituzionali e associativi della città a titolo gratuito e spinti solo da...

A Catanzaro riunione operativa sulla questione rifiuti

A Catanzaro riunione operativa sulla questione rifiuti

I debiti sul comparto rifiuti sono stati il tema al centro di una riunione operativa, presso il Dipartimento Ambiente della Regione Calabria, fra il sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà, l'assessore regionale...

Alloggi popolari, sopralluogo "casa per casa" del sindaco Falcomatà al complesso di Vico Neforo

Alloggi popolari, sopralluogo "casa per casa" del sindaco Falcomatà al complesso di Vico Neforo

Continua il percorso di collaborazione e confronto fra cittadini ed Amministrazione comunale. Ieri, il sindaco Giuseppe Falcomatà, ha incontrato gli abitanti di vico Neforo, tra Santa Caterina e San Brunello,...

Consiglio comunale approva proposta di emendamento a sostegno del Roccella Jazz Festival

Consiglio comunale approva proposta di emendamento a sostegno del Roccella Jazz Festival

L’Assise municipale di Roccella Jonica, presieduta da Antonio Francesco Ursino, nel corso dell’ultima seduta ha deliberato all’unanimità un ordine del giorno che impegna il Sindaco affinché richieda al Parlamento l’approvazione...

Incontriamoci sempre: domenica la seconda edizione del Profitterol Fest

Incontriamoci sempre: domenica la seconda edizione del Profitterol Fest

Secondo appuntamento della rassegna “Calabria D'Autore” in compagnia dello show-cooking del maestro Antonello Fragomeni, che Domenica 20 ottobre, a partire dalle ore 18.30, preparerà e farà degustare, in diretta, i...

compra calabria

Sei qui: HomeCULTURAPiani di rientro dei Comuni. Cosa ci aspetta ? Riflessioni ad alta voce

Piani di rientro dei Comuni. Cosa ci aspetta ? Riflessioni ad alta voce

Pubblicato in CULTURA Venerdì, 14 Febbraio 2014 08:12

di Consolato Campolo* - Sul Sole 24 Ore di domenica a firma di Gianni Trovati e sul Corriere della Sera di ieri a firma di Sergio Rizzo si trovano alcuni articoli che segnalano con preoccupante allarme la situazione dei conti di alcuni grandi comuni.

Città come Roma ( 864 milioni) , Milano (500 milioni) Napoli (861 milioni), Palermo, Catania (528 milioni) sono riuscite

a chiudere i propri bilanci solo grazie ai fondi ottenuti con i prestiti anti-dissesto ottenuti nei mesi scorsi da parte dello Stato centrale. Fondi che andranno restituiti in 10 anni pagando un salato interesse.

A tali fondi , come tutti sanno, si sono aggiunti quelli del D.L. 35 che sono serviti a pagare le imprese e i fornitori per i debiti antecedenti il 31 dicembre 2012. Anche su questi fondi ogni comune dovrà restituirli con interessi ed in un arco temporale trentennale.

Riassumendo, si è cercato di evitare il dissesto degli enti locali prestando loro una gran mole di denaro che servirà a fare fronte a debiti del passato frutto, molto spesso, di una mala-gestio rimasta ancora tutta da indagare e da perseguire.

Il desiderio di sopravvivenza ha fatto sì che moltissimi comuni hanno chiesto di aderire ai prestiti dello Stato senza pensare al futuro delle comunità amministrate. Infatti per le somme ottenute ai cittadini viene chiesto di pagare debiti, alcuni nascosti nei bilanci pregressi, attraverso un aumento delle tasse e alla rinuncia di qualsiasi investimento futuro.

Il peso da sopportare è notevolissimo. Oltre ad avere aumenti di imposte che sono oramai arrivati a livelli insopportabili che metteranno a dura prova i bilanci delle famiglie e ad una contrazione delle spese sui servizi sociali, le generazioni future dovranno sopportare l’assenza di investimenti che penalizzerà e non poco il futuro di ogni città.

Gli articolisti del Sole 24 ore e del Corriere della Sera manifestavano tutta la loro preoccupazione nel fatto che le grandi città stanno avendo già da subito difficoltà a prevedere nei bilanci futuri le rate necessarie a restituire il prestito allo Stato. Ciò perché non si riesce a far diminuire le spese per il personale o per i servizi indispensabili. Insomma l’entusiasmo dei giorni felici sta via via finendo scontrandosi con la realtà dei numeri. Quando si tratta di avere dei prestiti è tutto molto più semplice, quando invece bisogna restituirli diventa tutto maledettamente difficile.

A ciò si aggiunge il principio del pareggio di bilancio istituito con la modifica della Costituzione ad opera della legge costituzionale 1 del 2012, che in estrema sintesi imporrà anche alle autonomie locali di concorrere alla sostenibilità del debito dell’intera Repubblica, e la cui sostenibilità imporrà nuovi sacrifici e compressioni dei diritti sociali a carico dei cittadini (disgraziati) dei quelle comunità che hanno pensato dapprima ad indebitarsi e successivamente ad accedere ai prestiti.

Ma se i numeri delle grandi città spaventano e preoccupano e cominciano a crescere i dubbi di come realizzare le modalità di rientro per Reggio Calabria qual è la situazione?

Ad oggi sappiamo che i debiti contratti con lo Stato sono di oltre 265 milioni a cui bisogna aggiungere oltre 108 milioni per interessi, che tutti noi dovremmo restituire in trenta anni con rate annuali che saranno molto vicine ai 18 milioni per i primi dieci anni e di oltre 10 milioni per i successivi venti anni .

Davanti a questi numeri diventa quasi impossibile non provare un senso di smarrimento. Difatti se città come Milano, Roma, Palermo già da ora trovano difficoltoso far quadrare i bilanci e prevedere la restituzione dei prestiti ottenuti, cosa si può prevedere per Reggio Calabria che non ha neanche lontanamente le capacità delle altre municipalità ?

Infatti, pensare di aumentare ancora le imposte è improponibile, visto che oltre ad essere oramai prossime al massimo , come tutti i calabresi, dovremmo sopportare l’aumento delle addizionali regionali e dell’IRAP dovute al mancato piano di rientro della sanità regionale, ma neanche la vendita degli immobili è una strada che può portare lontano visto che si tratta di pochi cespiti e di modesto pregio e per i quali i tentativi fatti sino ad’ oggi si sono dimostrati infruttiferi .

Quale sarà il futuro della nostra comunità è difficile dirlo , ad’ oggi sappiamo che ci spetterà sopportare carichi fiscali elevati e per moltissimi anni a cui si aggiungerà una mancanza di investimenti che si aggiungerà ad un azzeramento degli investimenti e quindi delle possibilità di competere con altre realtà locali.

Alla prossima classe dirigente che dovrà guidare la città spetterà un compito non facile che non potrà escludere nessuno dal fare la propria parte.

Forse non sarà sufficiente ma almeno dobbiamo provarci.

*esperto di finanza locale

Letto 1109 volte

Copyright © 2018 CALABRIAPOST - Trib. RC n. 14/2013
Direttore responsabile: Gianluca Del Gaiso
Associazione "P4C"
via Reggio Modena 22  Rc - CF 92084720801
Redazione Ideocoop a r.l.