unci banner

:: NEWS

Sindacati: Contratti istituzionali di sviluppo, strumento strategico per la Metrocity

Sindacati: Contratti istituzionali di sviluppo, strumento strategico per la Metrocity

Positivo l’incontro di mercoledì scorso in Prefettura, attraverso il quale il Prefetto Massimo Mariani insieme al Sindaco della Città Metropolitana Giuseppe Falcomatà e all’amministratore delegato di Invitalia Domenico Arcuri, hanno...

Reggina: la numerazione ufficiale delle maglie della prima squadra

Reggina: la numerazione ufficiale delle maglie della prima squadra

La Reggina rende nota la numerazione ufficiale delle maglie degli atleti della prima squadra per la stagione sportiva 2019/20:

Wish List: perché tutti dovrebbero averne una

Wish List: perché tutti dovrebbero averne una

Agosto 2019 - L’estate sta finendo… tempo di bilanci e di ritorno alla routine. C’è chi considera il post vacanze estive come una sorta di nuovo inizio. Carichi di energie...

Miss Cinema Calabria è la reggina Vanessa Marrara

Miss Cinema Calabria è la reggina Vanessa Marrara

La Calabria ha la sua Miss Cinema. Si tratta di Vanessa Marrara, 22 anni, di Reggio Calabria che, ieri, mercoledì 21 agosto, ha trionfato durante la decima selezione regionale di...

Roccella Jazz Festival - Rumori Mediterranei: i concerti del 23 agosto

Roccella Jazz Festival - Rumori Mediterranei: i concerti del 23 agosto

Venerdì 23 agosto 2019 penultima serata di Rumori Mediterranei, la storica sezione del Roccella Jazz Festival che si tiene al Teatro al Castello, con due straordinari concerti, entrambi produzioni originali...

compra calabria

Sei qui: HomeCULTURARegina di Cuori: Il Messaggio educativo di Don Valerio Chiovaro

Regina di Cuori: Il Messaggio educativo di Don Valerio Chiovaro

Pubblicato in CULTURA Venerdì, 10 Maggio 2019 17:16

Meravigliarsi è saper cogliere l’insolito. Come atteggiamento continuo è cogliere nel solito l’insolito. Saper guardare “il grandioso” che ammira, che stupisce, che…meraviglia.
Potersi meravigliare, in fondo, è il potere di chi ha lo sguardo capace di accogliere la grandiosità delle cose semplici e la semplicità delle cose grandiose.
È questa la provocazione e l’occasione del nuovo musical firmato Attendiamoci. Una prima assoluta, una invenzione fatta in casa da Carlo Colico.

Ma entriamo nel messaggio.

Si parla di una vita abitata da due cuori, di uno Stregatto che uccide la meraviglia del cuore bianco per la brama di potere. Così, il felino stregante plagia il cuore rosso. Chi vincerà? La bianca speranza della gente che respira libertà e gioia in ogni cosa, o il rosso cuore ucciso ed a sua volta assassino?
L’eterna lotta tra bene e male si gioca nella stessa carne, quella di due sorelle, ma forse anche nella stessa carne di Alice, adulta e bambina.
Alice si lascia convincere da una banda di scalmanati a tornare nel Paese delle Meraviglie: vince la ritrosia e riprende a sognare, così va dove tutti i sogni vanno a finire. Si ritrova nell’anti-terra, quel mondo parallelo che permette di sognare il sogno mai sognato, di vivere la vita che vuoi. Un mondo abitato da personaggi che per esistere hanno bisogno di qualcuno che ci creda, di qualcuno che creda a loro. Tu non esisti! È la loro condanna a morte, perché quando non esisti per l’altro perdi la gioia che hai. La Regina rossa, intanto, non sa vivere senza rimorso – sembra di rivedere il protagonista di Delitto e Castigo – e si consuma nell’omicidio che ha consumato. Ma cambiare si può, nel Paese delle Meraviglie e – nonostante lo Stregatto – il cammino del rimorso, attraversata la via del pentimento, sembra possa condurre alla meraviglia del perdono. Non tutto è perduto per sempre: ecco la meraviglia!
I personaggi si moltiplicano – anche attorno ad una tazza di the – e passano dal banale chiacchiericcio alla volontà di riscatto: si fidano della profezia; il mondo può cambiare, se cambia il punto di vista di una bambina! Io dico di un giovane. Il mondo può cambiare e “credere è riuscire a vedere”. Ecco la meraviglia: saper cogliere l’insolito nel solito, avere sguardi che sanno scovare cose ammirabili… mirabilia. L’educazione a questo sguardo passa attraverso la saggezza di Brucaliffo, il dialogo col pozzo del tempo, quindi la riappropriazione della memoria, dei rapporti autentici.
Così è per Alice che, finalmente, si fida della Duchessa. Il tempo trascorso insieme le farà ricordare: mostra che le vuoi bene, poi il cuore farà da sé… e pian piano poi lei si fiderà. È la memoria del tempo trascorso insieme; è la consapevolezza di essere voluti bene che scioglie i cuori alla fiducia. Volere bene è assumersi la responsabilità del cuore dell’altro, per accompagnarlo a grandi imprese. Imprese che sempre profumano di salvezza. Volere bene motiva il cammino verso le cose insolite…meraviglia. Ma il tempo scorre veloce e il pozzo della memoria chiede domande. La Lepre accompagna gli amici sgangherati e li conforta: vivere significa lasciare una impronta, cambiare il mondo è possibile. Il dialogo cantato col Cappellaio Matto sembrerebbe invece non lasciare scampo: la vita non la puoi cambiare, siamo solo marionette sospese!
Alice restituisce curiosità e fantasia: gli ingredienti della meraviglia che muove le scelte. Impelagarsi nella fatica del bene permette di scoprire la meraviglia e di alimentare il cammino con lo stupore; è avere occhi che danno retta al cuore. Occhi e testa, anche se – la Regina rossa lo canta – i potenti vorrebbero tutti senza testa, ed in fondo c’è gente a cui non serve. O che la usa per il male: ecco di nuovo lo Stregatto, bugiardo e infingardo, che usa la paura dei piccoli e ne infrange i progetti di felicità. Così ha fatto con la Rossa. Lei, ignara, è cresciuta nella bugia che amplifica la paura e uccide la felicità della vita che viveva, cioè della vita, quella che vive davvero. Tutto ciò nascondendo la profezia. Questo è alimentare il male, far male, far fare male.
Ma chi è la regina Bianca, chi la Rossa? Il duetto tra le due Regine e Alice bambina e Alice adulta ci dà qualche indicazione su questi due cuori spaccati a metà. Un adulto che ha ucciso la felicità è un adulto che vive con un cuore a metà. Ritrovare la metà del cuore è restituire alla vita la sua unità: adulto e bambino si riconciliano. È così che finalmente si può amare. Che meraviglia!
La bambina – quella parte di cuore capace di fantasia e curiosità, e cioè aperta alla meraviglia – risolve la doppiezza bene contro male, riconcilia le due sorelle, infante e adulto, riconcilia in unità la vita prima spezzata dal male, dalla bugia, dalla bramosia di potere.
Quel cuore unito può recuperare dalla memoria la vita vera, grande, bella; può amare, quindi cambiare, perché, infine, la Regina Bianca può sempre risorgere.

Tanti i temi di questo inedito.

La meraviglia che, alimentata da curiosità e fantasia, dona uno sguardo capace di vincere il solito prevedibile incangiabile destino di male, in “insolito bene”, in forza di cambiamento.

Il senso della memoria e del tempo, l’una non si cancella, l’altro corre, inesorabilmente passa, fino al fondo di un pozzo. E pur se non ritorna, può far tornare chi sa “ascoltare” le lancette.

La forza infingarda del male, che plagia fin dalla tenera età per i propri fini, secondo strategie di menzogna e nascondimenti.

La fiducia che nasce per chi sa volere bene e sa fare del proprio tempo una storia di confidenze condivise.

La possibilità di poter cambiare, perché per chi usa la testa c’è sempre una possibilità di riscatto e il rimorso può aprire al pentimento.

La necessità di unire i cuori spezzati, perché il cuore che si indurisce difficilmente rimane intero e un cuore frantumato non sa più amare.
Infine, come la storia della umanità anche questa comincia con una bugia. La Regina paga e riscatta liberamente la libertà dello spettatore. Dalle sbarre della sua pena paga la colpa e può liberare la libertà. Nella prigione, finalmente, trova la libertà.
Perché, a volte, le nostre prigioni vanno viste con lo sguardo della meraviglia. Alice ormai è consapevole e canta: libera soltanto la mia libertà facendomi sorprendere da questa vita che fino ad ora à stata buia. Il Paese delle Meraviglie non è più nell’anti-terra, ma nella vita, quella vera, reale, capace di sorprendere. Alice accetta: entra, così, nel suo mondo, nonostante le prigioni.

Quel mondo che finalmente vede – insolito nel solito – perché ha trovato la via diritta e diretta al cuore.

Questo è l’augurio che facciamo agli spettatori ed ai giovani in particolare: saper fare e dare della loro vita uno spettacolo che libera la libertà. Saper riconciliare, ricompattare il cuore e i cuori frantumati.

Saper e poter cambiare vita, entrando nel Paese della Meraviglia, cioè maturando uno sguardo capace di cogliere con stupore il grande musical dell’esistenza.

Ogni momento, dal te alla prigione, dagli incontri fortuiti alla fiducia delle relazioni, sarà così un consapevole ed entusiasta grido: CHE MERAVIGLIA!!!


Don Valerio Chiovaro

Rc 10 maggio 2019

Letto 227 volte

Articoli correlati (da tag)

  • Conto alla rovescia per la Festa dell'Estate 2019 in casa Attendiamoci

    Anche quest’anno l’Associazione Attendiamoci ONLUS prova a dare contenuti e alternative all’estate dei giovani, proponendo un ampio ventaglio di attività e servizi.
    Parte tutto dal Villaggio dei Giovani, bene confiscato alla criminalità organizzata, dove venerdì 21 Giugno si svolgerà la presentazione alla cittadinanza delle iniziative da avviare nella stagione estiva.
    Ed è proprio il Villaggio dei Giovani uno dei teatri principali delle consuete esperienze residenziali a beneficio dei ragazzi dai 13 ai 18 anni e degli studenti universitari.

  • Formazione e condivisione al Campus di tre giorni che l'Ite Piria ha tenuto con i ragazzi in uscita della scuole medie

    Si è conclusa da pochi giorni l’esperienza firmata Ite Piria che ha coinvolto venti studenti delle scuole medie che a partire dal prossimo anno scolastico intraprenderanno un nuovo percorso di vita. Si tratta del Campus residenziale “Orientiamoci Medie – Conoscersi, Decidersi, Giocarsi”, che rientra tra le attività formative di decision making indirizzata agli studenti in ingresso all’interno delle azioni previste dal progetto “P.I.R.I.A. di R.C.”. Una tre giorni all’insegna della formazione e della condivisione, intervallata da risate e momenti di convivialità in un clima di totale armonia che ha unito età, culture e punti di vista. I ragazzi sono stati ospitati dal 30 maggio al 1 giugno scorso al Villaggio dei Giovani di Attendiamoci Onlus, accolti da Alfredo Pudano, professore dell’istituto che ha curato l’iniziativa, insieme alle professoresse Marianna Errigo ed Eva Saltalamacchia, il dirigente Ugo Neri, e alla vice preside Grazia Condello.

  • Attendiamoci porta in scena al teatro Francesco Cilea la "Regina di Cuori"

    Un’Alice nuova, diversa, ma allo stesso tempo rassicurante come l’originale, interpretata da un gruppo altrettanto eterogeneo per dar vita ad uno spettacolo coinvolgente e curato nei dettagli. Tutto questo è Regina di Cuori, il musical in scena al Teatro “Cilea” in questi giorni, organizzato dall’associazione Attendiamoci Onlus, dopo il successo di Peter Pan, Mary Poppins e Aladdin. Si tratta di un’opera inedita di Carlo Colico, con la collaborazione per la scenografia da parte dei ragazzi dell’associazione che hanno dato vita ad una performance di livello e con un fine benefico.

  • Gli studenti di Pavia presso il bene confiscato “Villaggio dei Giovani” dell’associazione Attendiamoci

    Terzo giorno di formazione per gli universitari di Pavia, ospiti al Villaggio dei Giovani, bene confiscato alla criminalità organizzata ed in gestione all’associazione Attendiamoci dal 2009.
    Il campo di formazione sulla gestione dei beni confiscati, dal titolo “Dove è odio che io porti l’amore”, è giunto al suo snodo centale: i giovani collegiali pavesi (ricordiamo che il progetto, di cui l’esperienza residenziale costituisce il coronamento, è nato dalla collaborazione di tre Collegi universitari di Pavia – S. Caterina, Cairoli e Cardano – con l’associazione Attendiamoci ONLUS) stanno conoscendo sempre di più gli aspetti tenici e stanno entrando in contatto con le buone pratiche inerenti il variegato e complesso mondo della gestione di un bene confiscato.

  • Campo residenziale: “Dov’è l’odio che io porti l’amore” per la gestione di un bene confiscato

    Tutto pronto al Villaggio dei Giovani per accogliere il gruppo di giovani universitari pavesi che si apprestano a vivere un’esperienza formativa residenziale a Reggio Calabria dal 23 al 28 aprile.
    L’idea nasce circa un anno fa, quando è stato presentato il progetto “Dov’è l’odio che io porti l’amore”, nato grazie alla collaborazione di tre collegi universitari (S. Caterina, Cairoli e Cardano) con la onlus “Attendiamoci” fondata da Don Valerio Chiovaro a Reggio Calabria e da anni attiva nella gestione di beni confiscati alla malavita.

Copyright © 2018 CALABRIAPOST - Trib. RC n. 14/2013
Direttore responsabile: Gianluca Del Gaiso
Associazione "P4C"
via Reggio Modena 22  Rc - CF 92084720801
Redazione Ideocoop a r.l.