Giovedì, 09 Luglio 2020

C Cultura e Società

SBATTI LA CULTURA IN PRIMA PAGINA!

Leggendo notizie su eventi culturali organizzati in Calabria, li trovo - quasi sempre - confinati nelle pagine interne. Talvolta nelle pagine culturali; più spesso in quelle di cronaca. Quasi mai in prima pagina: dove approdano ben altri episodi con titoli a caratteri cubitali. Tra le tante iniziative amo ricordare quelle organizzate dal Caffè Mario La Cava di Bovalino.

Non è l’unica associazione operante in Calabria ma è quella che conosco meglio. Il sodalizio, oltre a ricordare la vita e le opere del grande scrittore Mario La Cava (memorabile il suo libro Viaggio in Israele dove racconta il giovanissimo stato d’Israele e il processo Eichmann), assegna annualmente un premio letterario conferito - tra gli altri - a Claudio Magris. Il Caffè Letterario Mario La Cava è un raggio di sole (non l’unico) che illumina e riscalda: rendendo più bella e gradevole la nostra vita. Perché questa scarsa attenzione? Come è possibile?  Gli eventi non sono ritenuti di alto livello? Nulla di tutto ciò. È più comodo, più semplice occuparsi di altro. Sembra che sfiducia, pigrizia, rassegnazione abbiano contagiato tutti: facendoci scivolare (o meglio precipitare) in un’accidia senza fine. Limitandoci a ripetere slogan banali, frasi fatte, luoghi comuni. Dinanzi al bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno lo consideriamo mezzo vuoto. Ci concentriamo su quello che manca non su quello che c’è. Non gioiamo e godiamo per quello che abbiamo. Ci angustiamo per quello che non abbiamo su cui costruiamo la nostra vita e purtroppo, talvolta, la nostra identità.  Tra luci e ombre (entrambe fanno parte della vita) guardiamo le ombre. Non abbiamo la forza, la voglia e, soprattutto, il coraggio di osare e di guardare lontano: oltre l’orizzonte. Amiamo tenere la nostra barca sulla spiaggia. La lucidiamo, la guardiamo con amore: senza mai prendere il largo. Dimenticando che la vita va affrontata: non subita. Indugiamo in un costante e continuo piagnisteo (amo definirlo “triulismo”). Siamo sempre alla ricerca di strumenti per migliorare: senza i quali pensiamo sia impossibile. Leggendo Buio a Reggio, si resta sorpresi per le tante dichiarazioni traboccanti speranza sulla nascita delle regioni. Finalmente, la possibilità di autogovernarsi senza dipendere da Roma. Una nuova era per la Calabria. Come il sistema uninominale che mettendo fine al proporzionale (secondo alcuni creatore di clientele e corruzione) avrebbe dovuto selezionare in maniera efficace una nuova classe politica. A questo si accompagna la spasmodica passione di cambiare nome alle cose. Se io decidessi di chiamarmi George Clooney: il mio aspetto fisico non cambierebbe. Una vecchia massima recita: “Gli italiani amano cambiare nome alle cose lasciandole le stesse; gli inglesi cambiano le cose lasciando lo stesso nome”.  Questo ha generato uno straordinario fenomeno di autoassoluzione e di nascondimento della realtà: è sempre colpa degli altri. Su tutto incombono gli altri. Non ponendosi alcune domande fondamentali. Come mi presento? Che immagine do di me stesso? Come vedo gli altri e di conseguenza come penso di essere visto? A tal proposito è utile un passo della Sacra Bibbia (Numeri 13,33) quando Mosè inviò alcuni esploratori nella Terra Promessa. Al ritorno riferirono “vi abbiamo visto i giganti, figli di Anak, della razza dei giganti, di fronte ai quali ci sembrava di essere come locuste e così dovevamo sembrare a loro”.

Tonino Nocera


 

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a direttore@calabriapost.net

 

top