Sabato, 15 Giugno 2024

                                                                            

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STORIA DELL’OCCULTISMO MAGICO (I): L’ALBA D’UNA “NUOVA ERA”

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«Sommes-nous entrés dans une civilisation exclusivement matérialiste? On le dit. Je ne le crois pas. Il y a une pression grandissante du désir de vie spirituelle. En surface, il n’est question que d’organisation sociale, politique, économique, et d’adaptation de la machine humaine aux nécessités du collectif et de l’histoire. En réalité, parce que l’homme n’est pas qu’une machine déterminée, il est question d’autre chose dans les profondeurs de l’existence. Cet “autre chose”, il faut qu’une revue en témoigne ; il faut qu’une revue rassemble les recherches et les témoignages sur la vie spirituelle présente. Qu’elle confronte les mobiles de la société moderne avec les enseignements de l’homme éternel, de la tradition religieuse, ésotérique, initiatique, mystique. Oui, telles sont mes raisons profondes. Elles sont, je crois, les vôtres, si j’en juge par le choix de vos lectures, et par le courrier que nous recevons.» («Siamo entrati in una civiltà esclusivamente materialista? Lo si dice. Io non credo. C’è una crescente pressione del desiderio di vita spirituale. In superficie, è solo una questione d’organizzazione sociale, politica, economica e d’adattamento della macchina umana alle esigenze della collettività e della storia. In realtà, poiché l'uomo non è soltanto una macchina determinata in maniera specifica, si tratta di qualcos'altro che affonda nell'esistenza. Questo “qualcos’altro” deve riflettersi in una rivista che lo testimoni; una rivista che deve raccogliere ricerche e testimonianze sulla vita spirituale attuale. Confrontare le motivazioni della società moderna con gli insegnamenti dell'uomo eterno, della tradizione religiosa, esoterica, iniziatica, mistica. Sì, queste sono le mie ragioni profonde. Credo che siano le vostre, a giudicare dalla scelta delle vostre letture e dalla posta che riceviamo.») - Louis Pauwels: “Question de. ..” («C’est-à-dire question de spiritualité, de tradition, de littérature»), Lettre du Celt (Centre d’études littéraires et traditionnelles), 1973.

Come il fuoco

Le “ragioni profonde” dell’autore (insieme con Jakov Michajlovič Berger) del best seller “Le Matin des magiciens” (1960) stanno in quanto l’etnologo, accademico e politico francese Jacques Soustelle, - citato da Robert Kanters, nella prefazione alla “Storia dell’Occultismo magico” (trad. di A. Valledro, Mediterranee, Roma 2023) di François Ribadeau Dumas, - diceva della religione, cioè che è come il fuoco, un fatto della cultura universale.

L’esteriorizzarsi d’un desiderio

Nel richiamarsi poi al filosofo dell’«élan vital» (Henri-Louis Bergson), il direttore letterario franco-belga (Kanters) s’avvicina ancora di più allo studioso del lavoro iniziatico di George Ivanovich Gurdjieff (Pauwels), aggiungendo che «scaturisce da ciascuno di noi perché, come diceva Bergson, “non è che l’esteriorizzarsi d’un desiderio del quale è pieno il cuore”». Del resto, l’incipit della sua prolusione era stato: «Per mezzo della magia le cose cessano di essere ciò che sono per divenire ciò che noi desideriamo che siano…».

Non solo un ricettario

Kanters distingue l’«umiltà» (?) della religione dall’«autorità» (!) della magia, le cui prescrizioni paragona a un ricettario gastronomico; la qual cosa l’accosterebbe, forse, in una certa misura certo, alla scienza. Ma la naturale «fretta» del mago lo fa ricorrere ad aiuti immaginari, laddove l’«obiettività» del tecnico ricercherebbe innanzitutto l’efficacia; eppure, v’è indubbiamente un’influenza «estetica» nella magia, così come un’innegabile «verità» magica nell’arte. Per accedere a questi «segreti», occorrono entrambe le chiavi; e, se non dovessero bastare, le altre che possono venire in aiuto sono curiosità, desiderio, riflessione…

Question d’autre chose

Perché quel “qualcos’altro” (autre chose) di cui parlava Pauwels non è che l’«ignoto», il mistero che, comunque, va affrontato: o con la fede, o con la ragione, o con l’immaginario; e portato, allora, in qualche modo, a risoluzione mediante delle credenze religiose, delle dottrine filosofiche, delle fantasie, anche artistiche o letterarie, speculazioni trascendentali, e talvolta scienze, per lo più costrette, però, a porsi “ai confini” delle correnti principali delle discipline accademiche convenzionalmente riconosciute.

“Apophänie”

In effetti, ogni teoria, che sia scientifica o meno, viene formulata all'interno d’un inquadramento concettuale appartenente, per sua natura, proprio all’investigazione metafisica. Ci sono poi le ipotesi non adeguatamente sperimentabili in pratica, o quelle in fase di transizione, perché non ancora testate a sufficienza (“protoscienza”: il caso dell’alchimia). Senza contare ciò che è un'attitudine a riconoscere apparenti connessioni laddove mancano significative e logiche correlazioni; una propensione definita, nel 1958, dal neuro-psichiatra tedesco Klaus Conrad, “Apophänie” (dal greco ἀποφαίνω, «mettere in luce, far diventare»).

Le controversie sulla scienza

L’interrogativo sulla natura del rinnovamento del gusto per l'esoterismo, - e se mascheri una singolare capacità dell'esoterismo stesso d’adattarsi a un mondo intellettuale in cui possa trovare spazio un’integrazione con l’universo scientifico -, sembra, a priori, destinata a non trovare risposta definitiva.

Molti di questi temi scottanti prefigurano, infatti, non solo le controversie sulla scienza che si apriranno subito dopo Hiroshima (a partire dal caso Oppenheimer), ma anche le odierne, moltiplicantesi attorno ad argomenti delicatissimi, come le manipolazioni genetiche o l’intelligenza artificiale, ecc.; e, a illustrare questi nuovi rapporti con la scienza, si incominciò con i dubbi sui dischi volanti, o la polemica sui fenomeni paranormali, e, forse in misura minore, sulla criptozoologia, la neoastrologia di Michel Gauquelin, o le teorie di Velikovski sul catastrofismo, o l’interpretazione storico-psicanalitica della riforma religiosa di un Akhenaton/ Edipo.

Un «bricolage» syncrétique

Dal punto di vista psicosociologico, il sincretismo che ha caratterizzato lo Zeitgeist di questo periodo storico, potrebbe essere sintetizzabile nella corrente new age (Ère du Verseau, Età dell’Acquario), per quella un po’ insolita, se non proprio stramboide, mescidanza di diversi elementi, da quelli religiosi (gnosticismo, buddhismo, reincarnazione, meditazione, neopaganesimo, spiritualità Lakota, ecc.) agli scientifici (medicina olistica, terapie alternative, psicologia transpersonale, ambientalismo ed ecologia della mente, oppure rapporti fra taoismo e meccanica quantistica), passando per gli enigmi di difficile interpretazione (bambini indaco, UFO, Crop Circles, o cerchi nel grano, e altri Close Encounter), che, convogliando nei paradigmi propri dell’underground anni sessanta (filosofie orientali, vegetarismo, spiritualismo, teosofia, antroposofia, radicati questi nel trascendentalismo, swedenborghismo, mesmerismo, o nelle tradizioni esoteriche occidentali, da quella massonica alla rosacrociana, dalla cabala alla magia, dall’alchimia all’astrologia), anche cristalloterapia, channeling, Vudù, Candomblé e Umbanda, fino alla sottocultura di quei "movimenti del potenziale umano" e, per certi versi, del marxismo scientifico, ha contribuito non poco a ridefinire l’amalgama delle cosiddette  “pseudoscienze”

come spontanee “religioni atee” (il caso di Scientology) - o non sarebbe meglio definirle piuttosto “laiche”?

The New Age

Prima dell'uso del termine da parte di Alice Ann Bailey, The New Age era la testata d’un settimanale, ispirato al fabianismo, pubblicato dal 1894 al 1938. La metafora trasformativa, che riguardava la prospettiva teosofica, mediata dalle opere dell’esoterista britannica, in seguito, nel XX secolo, sembra essersi posta alla base d’un movimento per la crescita ed espansione della coscienza, facendo riferimento a fonti tradizionali, in particolare orientali.

Alice Ann Bailey

In Education in the New Age (Lucis Publishing Company, 1954), la teosofa mancuniana (da Mancunia o Manchester) chiarisce cosa intende per “spirituale”: «La parola "spirituale" non si riferisce qui a quelle che comunemente sono dette questioni religiose. Qualsiasi attività che spinga l'essere umano verso una qualche forma di sviluppo - fisico, emotivo, mentale, intuitivo, sociale - che sia avanzata rispetto al suo stato presente è essenzialmente spirituale nella sua natura e segno di vitalità dell'entità divina interiore».

La concezione millenaristica prosegue nella visione escatologica dell’avvento del Maitreya, o Mahdi per i musulmani (The Externalisation of the Hierarchy, 1957).

Rudolf Steiner

L’antroposofo  Rudolf Steiner, invece, stabilisce una corrispondenza tra le diverse Chiese dell'Apocalisse di Giovanni (Efeso, Smirne, Pergamo, Tiatira, Sardi, Filadelfia e Laodicea) e le diverse epoche: l'Era dell'Acquario corrisponde così alla Chiesa di Filadelfia, e la civiltà dominante sarà di natura slava. Dopo aver completato il processo di individuazione nell'Era dei Pesci, che anche per Jung coincideva con l’epoca del Cristianesimo, nell'Età dell'Acquario, molti individui percepiranno i mondi soprasensibili in modo oggettivo e cosciente, e potrebbero allora formare comunità spirituali fraterne. Tuttavia, un'era astrologica non inizierebbe quando il punto primaverile entra nella costellazione corrispondente, ma quando arriva approssimativamente a metà percorso di essa. Dunque, sarebbe ancora di là da venire.

Paul Le Cour

Nella prima edizione de L'Ère du Verseau (1937), Paul Le Cour aveva inserito un capitolo su ebrei e cristiani, in cui scriveva che "uno dei grandi eventi dell'Era dell'Acquario deve logicamente essere la riconciliazione degli ebrei e dei cristiani. I primi cristiani e Gesù stesso erano ebrei. [...] c'è identità tra la rivelazione ebraica e quella di Cristo"; questo capitolo non figura più nella seconda edizione, pubblicata tre anni dopo, quando la Francia era ormai sotto l'occupazione nazista. Per Le Cour, questo tempo di ritrovata armonia dovrebbe iniziare nell'anno 2160, e corrisponderebbe alla conversione degli ebrei al cristianesimo e al ritorno di Cristo sulla terra (Parusia).

La transizione al postmoderno

Nel 1961, in California, Michael MacMurphy crea l'Esalen Institute dove vengono esplorate nuove terapie psico-corporee. L’anno dopo, in Scozia, un piccolo gruppo di persone attorno a Peter ed Eileen Caddy forma quella che sarebbe diventata la Findhorn Foundation per promuovere la cooperazione con le energie sottili della natura e la consapevolezza planetaria, dedicandosi all'edilizia ecologica e alla “realizzazione del potenziale umano”.

Con “Revelation: The Birth of a New Age” (Findhorn Press, 1971),  David Spangler avrebbe operato una specie di transizione tra il precedente esoterismo teosofico rappresentato dalla Bailey e un’emergente visione del mondo, meno oscura della teosofia e decisamente più “postmoderna”.

Canalizzazioni

A partire dagli scritti (How To Develop Your ESP Power, 1966; The Seth Material, 1970) di Jane Roberts iniziò a diffondersi quella peculiare forma di medianità nota come "canalizzazione" (channeling), fino a diventare una delle pratiche centrali in ambito New Age.

A influenzarla ci furono pure i valori e le utopie della generazione “Peace and Love”, coinvolta nei principali movimenti di protesta degli anni ’60, in particolare contro la guerra nel Vietnam. Nel 1967, il musical Hair, e soprattutto la canzone introduttiva Aquarius, sembra un voluto ed esplicito indizio della comparsa e conseguente divulgazione di questo tema nella cultura popolare. “When the Moon is in the Seventh House/ And Jupiter aligns with Mars/ Then peace will guide the planets/ And love will steer the stars/ This is the dawning of the age of Aquarius”.

Il fascino dell’oriente

Molti giovani, in Occidente, scoprirono la spiritualità, e alcune pratiche come la meditazione e il vegetarismo, - o Anna (o Hrani, nutrizione) yoga (la pratica degli Śhākāhāri), - attraverso un contatto con l'India e le sue conoscenze tradizionali, mediato soprattutto dalla fama di artisti internazionali, come il poeta Allen Ginsberg, il chitarrista Carlos Santana, o ancora i Beatles, e in particolare George Harrison.

Woodstock

Alcuni sociologi statunitensi, come Andrew Greeley, nel 1970, considerarono la congiuntura di gruppi coinvolti nel sacro e nell’occulto una delle componenti della controcultura che si stava sviluppando tra la gioventù americana, genericamente contraddistinta dalla protesta politica all'interno della società e dei circoli studenteschi, dal fenomeno comunitario legato alla nascita di comunità hippie e dalla cosiddetta “sindrome della Fiera di Woodstock” (che aveva riferimenti nel ritiro in una tribalizzazione della musica rock e della psichedelia).

La psichedelia

Gli anni '70 furono infatti i più favorevoli all'esplorazione psichica estrema e alla sperimentazione delle sostanze psicotrope, come l'LSD, usato per la prima volta come mezzo terapeutico da Timothy Leary. Sempre in questo periodo, presso l'Istituto Esalen di Big Sur,  furono sviluppate nuove psicoterapie, come la Gestalt di Fritz Perls, The Primal Scream di Arthur Janov, il Rolfing di Ida Rolf, l’Holotropic breathwork di Stanislav e Christina Grof, la psicologia umanistica di Abraham Maslow e Carl Rogers, o l'Analisi Bioenergetica di Alexander Lowen, in linea con i precedenti lavori di Wilhelm Reich.

Nel 1970, in Italia, esce il primo numero della rivista di Bernardino Del Boca (direttore) ed Edoardo Bresci (editore), sulla cui copertina ci si poteva specchiare: “L’Età dell’Acquario”.

Il “mercato del senso ultimo”

Secondo l’autore di “The Invisible Religion: The Problem of Religion in Modern Society” (MacMillan, New York 1976), Thomas Luckmann, la moderna società occidentale ha assistito alla progressiva erosione del monopolio cristiano e al concomitante incremento d’una sorta di “mercato del senso ultimo”, in cui ciascuno tende a sviluppare per sé una costruzione spirituale strettamente personale, a seconda di gusti propri e preferenze individuali.

Un “fai da te” spirituale

E la New Age ben illustrerebbe questa tendenza a una specie di  “fai da te” che riesce a riunire elementi di svariata provenienza, dal campo psicologico, terapeutico, o marginalmente scientifico, ma anche magico, come vecchie nozioni esoteriche, per poi ri-confezionarli e offrirli a un sincretismo ancora più spinto, accoppiato a un “consumo” strettamente privatistico (Aupers, S.D, & Houtman, D. Beyond the spiritual supermarket: the social and public significance of New Age spirituality, Journal of Contemporary Religion, 1-31, 2006).

L’attesa d’un avvento

Ma l'imminenza di questo “periodo beato” profetizzato ancora oggi da molti movimenti esoterici e diverse sette, frequentemente in contraddizione con l’altra facciata degli eventi, invece apocalittici, viene preconizzato fin dalla IV bucolica virgiliana, quale nostalgico ritorno all’appagamento edenico, considerando la metafora acquariana ricollegabile al distacco dalle cose materiali, alla promozione di fraternità, cooperazione, solidarietà collettiva.

Dal dualismo all’unità

Simboleggiati dalle due energie contrapposte, quei dualismi propri dell'era dei Pesci, con il netto contrasto tra una divina  bontà elargita dall’esterno e la corruzione intrinseca a noi stessi (peccato originale), dovrebbero cedere il posto a una convergenza verso l'Unità del “miscelatore” cosmico, Ganimede.

Regulus, o Alpha Leonis

L’astrofilo vicino a Dom Néroman, che ha introdotto in Francia lo studio della Luna Nera (l'apogeo della Luna), Max Duval, dimostrando solide basi su Domificazione e Transiti, puntualizza che, pur rimanendo sempre nella propria costellazione del Leone, sia stata la cosiddetta “stella reale” Regulus, o Alpha Leonis, a “passare”, sullo “zodiaco tropicale”, al segno della Vergine; e questo, intorno al 2012, l’anno corrispondente alla fine del ciclo calendariale dei Maya, spesso riconosciuto come il vero culmine di questo periodo di trasformazione, o “ascensione”, dell'umanità.

L’Homme éternel

Nel tornare indietro di più di mezzo secolo, dopo aver pubblicato “L’Homme éternel” (sempre con Berger, francesizzato in Jacques Bergier, Gallimard, Paris 1970, - libro che avrebbe dovuto inaugurare una serie intitolata «Manuel d’embellissement de la vie») e, tra le altre opere, “Blumroch l’admirable, ou Le déjeuner du surhomme” (Gallimard, 1976, in cui Pauwels racconta d’un pranzo in compagnia d’un ospite sorprendente, che altri non è se non un Berger o Bergier a metà strada tra il reale suo sodale e un personaggio immaginario esprimente le idee dell’autore), il progetto editoriale del giornalista e scrittore parigino cambia repentinamente direzione.

Dopo “Planète”, destinata a durare quasi un settennato (1961-8), il gruppo da lui guidato diversificherà la propria produzione, investendo maggiormente nel campo del sociale e della vita pratica, con altre due riviste, entrambe dello stesso formato, quadrato “da biblioteca”: una erotica, Plexus, l’altra al femminile, Pénéla.

Si potrebbe addirittura sospettare che i redattori si siano rivolti ad altri orizzonti, forse stanchi della forzata convivenza dell'esoterismo con la filosofia e le scienze, e soprattutto delle critiche che erano riusciti ad attirarsi fin dall’apparizione di “Le Matin des magiciens: introduction au réalisme fantastique” (Gallimard, 1960).

Confutazioni e critiche

Lo storico e politologo Hans-Adolf Jacobsen avrebbe confutato il viaggio di Karl Haushofer in Tibet e tutte le affermazioni che attribuiscono al geo-politico bavarese un'influenza occulta sull'ideologia nazista, a partire dalla svastica alla creazione del corpo delle SS, in collegamento con organismi segreti come la Thule-Gesellschaft o la berlinese Vril, - una società iniziatica composta esclusivamente da donne, il cui ruolo consisterebbe nell'attirare verso la Terra la forza cosmica (Vril) proveniente da un punto peculiare della Via Lattea (detto "sole nero" o Hunab Ku), situato al centro della galassia, al fine di favorire l'evoluzione dell'umanità e dell'intero pianeta, grazie all'allineamento, previsto dalle profezie maya sull'avvento d’una nuova era, che contraddistinguerebbe l'odierna epoca astrologica.

Anche Umberto Eco avrebbe intravisto in “Planète” soltanto un'impostura intellettuale, oltre che scientifica; e “La Guerre du faux” (Éditions Grasset & Fasquelle, Paris 1985) fu una raccolta di saggi originariamente pubblicati da Bompiani in più volumi: Il costume di casa (1973), Dalla periferia dell'impero (1977), Sette anni di desiderio (1983).

Anticonformismo e controcultura

Altri, invece, come Henri Laborit, ne avevano apprezzato l'anticonformismo e il contributo a una società allora in piena trasformazione. La polemica s’è poi in gran parte attenuata e Planète viene adesso considerata una rivista di grande qualità editoriale, nonostante delle quasi inevitabili approssimazioni, nell'informazione in genere, nella sperimentazione e apologia degli psichedelici, nelle civiltà scomparse, nella cripto-zoologia, nella parapsicologia, nell'ufologia (inclusi teoria orthoténica ed elementi che sfociano nella science-fiction) o nell'esoterismo tout court (compresi alchimia, gnosticismo e spiritualità, religioni occulte o arti divinatorie, astrologia in particolare), in quanto compensati tutti da un'iconografia e da un’eleganza di fondo, al passo con i tempi.

Avrebbe, inoltre, contribuito a far conoscere al grande pubblico autori come Jorge Luis Borges, Daniel Keyes, Arthur C. Clarke, Robert Sheckley e Fredric Brown, o anche Ray Bradbury (in specie The Martian Chronicles, 1950).

L’incredibile

Probabilmente, molte critiche mosse potevano avere anche un qualche fondamento, ma  quel che rimane assodato fu lo sforzo di mantener vivo il ricordo di quel “realismo fantastico” caro a Jacques Bergier, il cui modello era il Book of the Damned (1919) di  Charles Fort, attorno al quale l’ingegnere franco-russo, nato a Odessa da famiglia d’origine ebraica, aveva creato una propria arcana visione del mondo dell’incredibile.

Sul modello di Psychology Today, viene lanciata in Francia la rivista Psychology, che non disdegna d’interessarsi pure ai temi del paranormale, attraverso l'esplorazione delle idee di Freud o Jung in questo settore, e in specie grazie a una serie di domande riguardanti i confini d’una scienza della soggettività.

Tra i collaboratori, Michel Gauquelin che introduce il metodo statistico in un'arte astrologica rivisitata e riprogettata secondo le contemporanee esigenze dell’analisi critica e del calcolo, come della psicologia. La casa editrice di Planète proporrà anche le ristampe dei grandi classici della psicopatologia e dell'etnologia (da Charcot a Gustave Le Bon, o Lévy-Bruhl). E, allo stesso tempo, “Question de”, che inizialmente si presentava come un periodico di studio e dibattito, nel corso degli anni, si muoverà sempre più verso un apprendimento, e approfondimento, delle problematiche spirituali.

Verso l’introspezione

Considerando questo sviluppo nel suo complesso, non sembra che l'editore abbia del tutto abbandonato il campo dell’esoterismo, anzi, se si considera il modo in cui quest’ambito s’è andato evolvendo nel corso degli ultimi decenni, rivolgendosi sempre più a una gestione della vita quotidiana in senso introspettivo, pare al contrario che abbia contribuito a prefigurarlo in quei movimenti che l’avrebbero poi marcatamente riorientato in un’accezione più specifica e forse di minore mescolanza rispetto a quella prospettata da Umberto Eco ne “Il pendolo di Foucault” (Bompiani 1988):

 «… È una conoscenza diffusa, sconnessa, antica quanto il mondo, che risale a Pitagora, ai Brahmini dell’India, agli Ebrei, ai maghi, ai gimnosofisti e perfino ai barbari dell’estremo nord, ai Druidi della Gallia e delle Isole Britanniche... Il mondo era pieno di corrispondenze meravigliose, di somiglianze sottili, bisognava penetrarle, lasciarsi penetrare da esse, attraverso l'oracolo, il sogno, la magia, che ci permette di agire sulla natura e sulle forze che fanno muovere il simile col simile. La conoscenza è sfuggente, volatile, elude ogni misurazione…».

Se troppe cose insieme accrescono un rumore, che risulta d’ostacolo alla vera conoscenza, occorre allora filtrare, discernere, spesso dimenticare, arrendendosi a uno spontaneo oblio, altrimenti, in ogni caso, esercitare sempre un atteggiamento critico che distingua l’essenziale dal superfluo, onde evitare che il tumulto, nel facilitare la creatività della finzione e il mistero della magia, non preservi che una vera luce illumini, sia pur fiocamente, le tenebre dell’ancora inesplorato.

L’esplorazione dell’ignoto

Dopo la seconda guerra mondiale, con la progressiva trasformazione delle cosiddette “scienze occulte” in “para-scienze”, l'esoterismo, inteso in senso lato, dimostrerà, non soltanto una sorprendente capacità d’adattamento, ma soprattutto una grande fluidità. Questo fenomeno viene spesso trascurato da quegli storici e studiosi che tendono a contrapporre il largamente diffuso abuso della ciarlataneria a un pensiero classico ed elitario maggiormente degno d’interesse. Sembra ci sia stata comunque una reale e generale trasformazione nella percezione e nella ricezione dell'incognito, con la formazione d’una nuova visione della realtà, meritevole d’attenzione.

Quando gli antropologi s’interrogano su tanta contraddittoria diversità di registri, tra loro non ben miscelati, trascurano di prendere in considerazione come questa capacità di passare dalla discussione delle evidenze scientifiche all'evocazione delle tradizioni occidentali od orientali sia proprio una delle caratteristiche principali della letteratura esoterica che si andrà sviluppando a partire dal 1945 per culminare appunto con il fenomeno de Le Matin des magiciens (del 1960) e Planète, e questo almeno fino al 1968/70.

L'epoca d'oro dell'occultismo (letterario)

A venir considerata l'epoca d'oro dell'occultismo, come termine che appare per la prima volta in questo periodo per la penna di Eliphas Lévi, sarebbe di solito il XIX secolo, e, tra le pubblicazioni d’Alphonse Louis Constant, quelle di Gérard Encausse, conosciuto con lo pseudonimo di Papus, o quelle d’Helena P. Blavatsky, e l'affiorare d’una moltitudine di società segrete, dall’Ordre Kabbalistique de la Rose Croix francese, fondato da  Stanislas de Guaita nel 1888, all’inglese Hermetic Order of the Golden Dawn, sorto lo stesso anno per opera di Wynn Westcott, Samuel Liddell McGregor-Mathers e Robert William Woodman, sembra che gli ambienti dell’esoterismo europeo siano agitati da un vero fermento intellettuale, almeno a dar retta agli storici, e in particolare a quelli della letteratura, come Yves Vadé (L’Enchantement littéraire: écriture et magie de Chateaubriand à Rimbaud, Gallimard, 1990), o Michel Pierssens («Le syndrome des tables tournantes», Les Temps modernes, n° 528, juillet 1990).

Differenze tra occultismo ed esoterismo

Nella società di quel periodo, gli sviluppi dell'occultismo e dell'esoterismo (che però non si equivalgono, essendo l’uno caratterizzato da un’operatività finalizzata alla manipolazione della realtà, l’altro da una più “tradizionale” speculazione sulla ricerca interiore, l’illuminazione e la connessione spirituale), si sarebbero indissolubilmente legati alla parallela crescente importanza delle scienze, e forse in forma enantiosemica, quasi come reazione a un positivismo avvertito troppo arido, in un sopito desiderio di riconnettersi con una nuova lettura moderna del mondo. E una lettura “tradizionale” dell’evoluzionismo darwiniano appare quella della Blavatsky; come “religione scientifica” può essere interpretato lo spiritismo, nato con il fenomeno delle “tables tournantes” od Ouija, quali strumenti di comunicazione medianica, e alla continua ricerca di prove fotografiche e controlli di laboratorio, che coinvolsero perfino l’astronomo Camille Flammarion, seguace di Allan Kardec.

Da magia a scienze occulte

L’interesse verso il fenomeno paranormale andrà aumentando nel successivo XX secolo e vedrà, accanto all’esoterismo letterario ed erudito emerso in precedenza, il costante sviluppo di tutta una cultura popolare risolutamente iscritta nella piena modernità, dedicata alla parapsicologia, alla zoologia fantastica, come pure ai dischi volanti. E, se quasi assente dalle riflessioni dei “dotti” portavoce dell'esoterismo tradizionale, il riferimento alla scienza diventerà ubiquitario, fin quando l'espressione “magia” (ancora usata da Schopenhauer nel 1836: “Animalischer Magnetismus und Magie”) lascerà il posto a “scienze occulte” che, a sua volta, verrà progressivamente sostituita da “pseudoscienze” o “parascienze”, col crescere via via dell’ascendenza culturale su un pubblico sempre più vasto. L’emergere di questo interesse popolare suscettibile alle critiche dei razionalisti non era ben visto neppure da parte degli occultisti eruditi. E, nonostante le apparenze, l’opposizione non si colloca, quindi, tra vere e false scienze, ma innanzitutto tra un sapere dotto ed esclusivo, quasi straordinario, e uno comune, fin troppo ordinario.

Archeoastronomia

Nel caso dell’archeoastronomia (intesa quale intreccio fra archeologia, astronomia, antropologia culturale, storia di specifiche regioni e periodi, storia della scienza, storia della religione, con collegamenti ad arte, letteratura e religione) già solo individuare un modo per integrare i diversi approcci è stato oggetto di molte discussioni, e, poi, sembra addirittura che un campo di studi venga rifiutato soprattutto perché i suoi portavoce non hanno ancora ottenuto credito sufficiente.

Una teoria globale dell'occulto

All'origine d’un assetto del tutto originale della storia dell'occultismo letterario, e precipuamente per quanto riguarda la sua ricezione, negli anni Cinquanta del secolo scorso, sarà Robert Amadou. Esperto di massoneria, martinismo, sufismo, parapsicologia ed esoterismo in genere, si distinse con la pubblicazione di due opere edite dalla Julliard: L’Occultisme, esquisse d’un monde vivant, seguita da un'Anthologie littéraire de l'occultisme, firmata insieme con Robert Kanters.

Amadou tiene conto di discipline come l'astrologia, o l'alchimia, e di correnti metafisiche come la teosofia, eppure propone una teoria globale dell'occulto che tenta di liberarsi da quella che può essere presa come un'opposizione fin troppo semplicistica al razionalismo: «L'occultismo è l'insieme delle dottrine e delle pratiche basate sulla teoria secondo la quale ogni oggetto appartiene a un insieme unico e ha relazioni necessarie, intenzionali, atemporali e non spaziali con qualsiasi altro elemento di questo insieme.».

L’ipotesi delle «corrispondenze»

Ma tale è la “teoria delle corrispondenze”; e, anche se ci sono differenze tra questa teoria e la scienza, queste non possono essere ridotte a una banale controversia. I lavori di Amadou e Kanters danno luogo alla produzione d’un grosso dossier, dal titolo “Aspetti dell'occultismo”, sul numero dell'agosto-settembre 1950 della prestigiosa rivista “La Table ronde”, diretta da François Mauriac. Tra le varie firme, oltre a Raymond Abellio e al filosofo Gabriel Marcel, Michel Carrouges, compagno di viaggio dei surrealisti e autore de La Mystique du surhomme (Gallimard, 1948). Il fascicolo si concludeva con un corposo “Saggio antologico commentato” su “L'occultismo in Francia, dalle origini agli inizi del XIX secolo”, redatto dallo storico Albert-Marie Schmidt, traduttore, critico letterario e, dieci anni dopo, membro fondatore dell’Oulipo (Ouvroir de littérature potentielle), il gruppo di ricerca letteraria di François Le Lionnais e Raymond Queneau.

L’emergere d’un occultismo accademico

Questo fermento trova la forza di far uscire allo scoperto, e sdoganare, alcune discipline, prima respinte nella marginalità in cui erano state ridotte dalla loro opposizione al discorso scientifico dominante, a partire dalla parapsicologia. Una terminologia comparsa negli Stati Uniti degli anni '30, allo scopo di sostituire le espressioni “psychical research”, in Inghilterra, o, in Francia, metapsychique, coniata da Charles Richet nel 1905. E allo studio dei fenomeni metapsichici si legarono ben presto nomi importanti, come quelli di Frederick Myers, Henri Bergson, William James, o perfino Sigmund Freud, a cui si deve la confessione a Hereward Carrington, autore di “The Physical Phenomena of Spiritualism” (H. B. Turner & Co., Boston 1907): «se potessi rivivere la mia vita mi dedicherei alla ricerca psichica piuttosto che alla psicanalisi».

Society for Psychical Research

Il filosofo americano all'origine del pragmatismo, William James, era molto interessato ai fenomeni psichici e i suoi saggi in quest'area costituiscono il quattordicesimo volume dei suoi Collected Works pubblicati dalla Harvard University Press. Bergson, appartenente a tutta una famiglia di filosofi d’inizio secolo segnati dalla questione metapsichica, accettò la presidenza della Society for Psychical Research il 28 maggio 1913. Gli scienziati del Trinity College che la fondarono nel 1882, intendevano difendere lo studio di questi fenomeni respinti dalla comunità scientifica e contemporaneamente reagire all’eccessiva popolarità dello spiritismo dilagante.

La parapsicologia sperimentale

La parapsicologia conobbe una svolta decisiva, all'inizio degli anni '30 del secolo scorso, con la fondazione del Laboratorio di Parapsicologia della Duke University (North Carolina) da parte di Joseph Banks Rhine, il quale arriva a generalizzare l'uso del metodo sperimentale, con successivo trattamento statistico dei risultati ottenuti. Definisce la parapsicologia come lo studio dei fenomeni della percezione extrasensoriale (Extra Sensory Perception o esp) e della psicocinesi, che riguarda la possibilità per la mente di agire sulla materia (per esempio, nell’influenzare il lancio dei dadi); mentre l'ESP comprende il trasferimento di informazioni da un soggetto a un altro (telepatia), la percezione d’un oggetto a distanza (chiaroveggenza) e la percezione d’un evento futuro (premonizione).


 

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