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Sei qui: HomeCuriositàSei Baci che riconoscerete....nella Storia dell'Arte

Sei Baci che riconoscerete....nella Storia dell'Arte

Pubblicato in Curiosità Giovedì, 14 Febbraio 2019 19:37

di Vittoria Camera. Difficile spiegare l’amore a parole. Difficile trovare quelle giuste per esprimere quel sentimento che fa tremare le gambe e accelerare i cuori. E allora perché non affidarsi all’arte? L’idea e le sensazioni che nascono dall’amore sono stati celebrati dai più grandi artisti degli ultimi secoli. Dietro ogni tela, ogni scultura o fotografia c’è un diverso modo di intendere la bellezza ed il mistero di questo sentimento affascinante, complicato ed assoluto.

La principale espressione dell’amore è il bacio- gesto intimo e denso di significato- immortalato nel corso del tempo attraverso stili e tecniche differenti. E’ nell’Ottocento, con lo sviluppo in Europa del Romanticismo, che inizia ad affermarsi come soggetto dei dipinti. In Italia il principale esponente della corrente romantica fu Francesco Hayez autore della tela Il bacio del 1859. Conservato alla Pinacoteca di Brera il dipinto mostra un travolgente e fugace bacio tra due amanti: la rappresentazione dei loro volti passa in secondo piano per assicurare al gesto la massima universalità. E’ un’allusione politica agli ideali del Risorgimento perciò, oltre all’amore personale, esalta l’amore per la patria.

Nel tardo Ottocento il francese Henrie de Toulouse-Lautrec racconta, attraverso le sue tele, storie di persone relegate ad un destino di occultamento ed ombra, tra queste le prostitute delle case chiuse parigine. In Dans le Lit, le Baiser (A letto, il bacio- 1892) ritrae due donne nello stesso letto finalmente libere di fare l’amore per amore. E lo fa con audacia ma, allo stesso tempo, tanta tenerezza.

Nei primi anni del Novecento, a tradurre in scultura il gesto del bacio è Constantin Brancusi: il blocco di pietra del suo Le Baiser restituisce due corpi che si fondono e si perdono l’uno nelle braccia dell’altro. Non ci sono dettagli o particolari; lo scultore elimina tutto ciò che ritiene superfluo per porre l’attenzione esclusivamente sul concetto dell’amore eterno, capace di vincere anche la morte. L’opera, infatti, ricorda la storia di una giovane ragazza morta suicida il cui amante, amico di Brancusi, acquistò la scultura direttamente dall'artista, per collocarla sulla tomba della donna al cimitero di Montparnasse dove si trova tutt’ora come monumento di interesse pubblico.

Nel parlare di baci nell’arte non si può fare a meno di citare la famosissima opera di Gustave Klimt, maestro dell’Art Nouveau austriaca. Il dipinto Der Kuss (Il bacio), realizzato tra il 1907 e il 1908 e conservato a Vienna, mostra due amanti, in un luogo astratto ed etereo, stretti l’uno nelle braccia dell’altro in un gesto elegante, sensuale e, allo stesso tempo, delicato ed intimo.

Anche René Magritte, tra i massimi esponenti del surrealismo ha raffigurato il gesto d’amore per eccellenza. La sua tela Les Amants (Gli Amanti), del 1928, rappresenta un bacio enigmatico e misterioso: i due protagonisti, col volto coperto da un panno bianco, si scambiano un amore muto capace, però, di trasmettere una forte passione. In quest’opera, proprio ciò che non possiamo vedere esprime l’intensità del sentimento; una sorta di conflitto tra visibile nascosto e visibile apparente.

Infine, il bacio nel corso della storia è stato il soggetto di numerose fotografie, in particolare di quelle di Gianni Berengo Gardin. Cresciuto negli anni in cui in Italia era proibito baciarsi in pubblico, una volta giunto a Parigi, dove tutti si baciavano continuamente e dovunque, ha sviluppato nelle sue fotografie l’idea romantica del bacio rubato attraverso gli scatti, immortalando baci appassionati, delicati, sfuggenti e teneri ma, soprattutto, veri.

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