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Stràich: quel sogno di futuro chiamato ex bùling

Pubblicato in ATTUALITA' Mercoledì, 13 Aprile 2016 18:23

Reggio Calabria 13/04/2016 – di Giusi Mauro. Se fosse un film, probabilmente la scena si aprirebbe con una panoramica del locale in bianco e nero. Rumore di macchinette, luci ad intermittenza, bottiglie, una voce fuori campo che ricorda com’era quel posto venti anni fa. 'Li, in fondo c’erano le carambole, i tavoli da biliardo, proprio li, vicino ai bagni'. E’ la voce di uno dei tanti giovani che frequentavano l’ex buling di via Emilio Cuzzocrea.

La camera va in primo piano mentre il ragazzo sorride pensando a quel tempo, nella sua ottica, spensierato. Poi guarda dentro nell’oggi. In quel locale di circa 500 mq, i volontari battono il tempo del cambiamento a colpi di mazzotta. Un percorso iniziato nel lontano 2008. Improvvisamente il ragazzo ricorda tutto oltre le assenze a scuola e le giocate con gli amici. In quella sala giochi prima di allora ci era passata la Reggio di tutte le estrazioni sociali. Di chi con giacca e cravatta si era giocato tutto lo stipendio in un pomeriggio e dove i pusher stavano nelle vicinanze senza mai avvicinarsi troppo. Poi però le cose cambiano. C’è il sequestro. La burocrazia e oggi, proprio quegli stessi ragazzi che li dentro non ci avevano messo piede perché fuori luogo, riprendono il corso della storia. A.D. 2015, il comune di Reggio Calabria dà disposizione definitiva, dell’immobile all'Arci provinciale che a tutti i costi sta lavorando per trasformare quel posto in un luogo di aggregazione e integrazione; una casa comune per i cittadini e per i giovani. Si parte dal progetto Reggio perBene, promosso dalla stessa Arci in collaborazione con la Camera di Commercio e l'ITI "Panella Vallauri". I tempi non sono certi, molte sono le problematiche da risolvere, ma un passo alla volta, i ragazzi dell’Arci, stanno realizzando una piccola rivoluzione che parte in primis dal coinvolgimento pratico dei ragazzi stessi. Una pratica che l’Arci da anni fa organizzando campi estivi in quelle che erano “le terre dei boss”, e che anno dopo anno trovano sempre maggiori consensi. Così dallo smontaggio dei videogiochi alla realizzazione di spot e campagne pubblicitarie sul bene confiscato, gli studenti del Panella - Vallauri aiutano concretamente, questo cambiamento per la realizzazione di un sogno. Un sogno, che deve scontrarsi con la realtà di un immobile che, di buono ha forse solo le fondamenta, perché è tutto da rifare. La messa a norma, è la parte più difficile da realizzare, dall’abbattimento delle barriere architettoniche, alle uscite di sicurezza. I costi, elevatissimi, risultano proibitivi, per questo l’Arci sta cercando di sensibilizzare, la comunità, le aziende e le associazioni. Si è partiti con la campagna di comunicazione Straich! con i birilli con i quali la città è stata tappezzata per attirare l´attenzione sul progetto. A molto è servita anche la creazione della pagina Fb, che ha raggiunto quasi 1000 “mi piace”. A breve si dovrà anche avviare una campagna per “adottare un tavolo da biliardo”. Infatti, tra le prime cose da sistemare, c’è proprio “l’arredo”, se così lo possiamo chiamare, che occupa il locale, le macchinette da gioco, sono facilmente smontabili e destinate, in parte, ad essere utilizzate come materiale didattico dai ragazzi del ITC. Più difficile, invece, è ricollocare i circa 12 tavoli da biliardo. Tutte le informazioni, le fasi del progetto e lo stato dei lavori, sono documentate sul sito, www.arcireggiocalabria.it. L’entusiasmo, l’impegno e la fatica che questi ragazzi ci stanno mettendo è indescrivibile, la strada per raggiungere quel obbiettivo, quel sogno di convertire quel luogo dove la “gente veniva inghiottita” a luogo di incontro, aggregazione e confronto, in grado di ospitare attività di diverso tipo: formazione permanente; biblioteca-sala studio, social bar; botteghe dell'equo e solidale; corner di imprese etiche è indubbiamente lunga, ma non impossibile. Un cambiamento che non vuole dimenticare il passato. Da qui la scelta di dedicare, appena tutto sarà finito, ogni sala del sito ad una vittima di 'ndrangheta e al lungo viaggio dei migranti. Un progetto che ha bisogno di tempo e, soprattutto della collaborazione di tutti. Questa città, nel momento del bisogno ha dato prova di essere reattiva e presente, non solo se “veniamo offesi”, perché lo siamo stati anche fin troppo. È il caso di prevenire anziché curare, una storia che possiamo concludere con un bel- to be continued.

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