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Si è svolto a Vibo Valentia il XXVII Convegno Missionario Regionale

Pubblicato in NEWS Venerdì, 12 Luglio 2019 19:20

‘Seminare ed amare’, videoclip musicale francese, metafora della Missione di ogni cristiano: nell’alternanza delle stagioni il contadino semina, attende fiducioso davanti al gelo la morte apparente del seme, cura con fatica il germoglio primaverile fino alla gioia condivisa del raccolto intorno alla mensa.
Sintesi e conclusione della tre giorni del XXVII Convegno Missionario Regionale a Vibo Valentia (4-6 luglio) sul tema “Dal Battesimo alla Missione.

Andata e Ritorno, il ruolo del Centro Missionario Diocesano”organizzato dalla CEC, Commissione Regionale per la Cooperazione Missionaria tra le Chiese. Il Titolo, afferma S. E. Mons. Giuseppe Fiorini Morosini, Presidente CRM, richiama lo slogan dell’Ottobre Missionario Straordinario 2019, indetto da Papa Francesco in occasione del centenario della lettera apostolica Maximum illud, (Papa Benedetto XV, 1919) [….bisogna… “superare ogni chiusura autoreferenziale per testimoniare…]. Per questo si darà un nuovo slancio ai Centri Missionari Diocesani, anima della missione della Chiesa e verranno attivati corsi interculturali e sulla Dottrina Sociale della Chiesa. Don Valentino Sguotti, relatore da Padova, auspica che non si organizzino Eventi ‘folcloristici’, ma che sia l’inizio di un cammino seriamente missionario per tutto il popolo cristiano, soprattutto in Occidente, per essere testimoni di Cristo coerenti nella quotidianità a tutti i livelli. Perché Missione è prima di tutto incontro con l’altro, battezzato laico o consacrato.
In un tempo di crisi di valori e rottura della trasmissione della fede nelle famiglie, sostiene don Valentino, occorre considerare l’Eucarestia un punto di arrivo e non di partenza. Con le famiglie non credenti abbiamo in comune l’Umanità. Cita la Evangelii Gaudium di Papa Francesco. La società tecnologica e multiculturale di oggi ci sprona a cercare nuovi linguaggi di fraternità per raggiungere anche le realtà oggi dibattute, perché sono intorno a noi e bisogna affrontarle, non ignorarle (v. omosessualità et al.). Prima di tutto però bisogna ‘sostare’in ‘Ascolto’ della Parola, …affinchè abiti in me, e solo allora potrò ‘Costruire’. Cita l’espressione “UBUNTU”, Io sono perché noi siamo” (Lingua Bantu): non sono un navigatore solitario autoreferenziale, siamo un’orchestra, ciascuno col proprio strumento, ma insieme una sinfonia corale. Bisogna decentrarsi.
La relatrice Claudia Guglielmi, CMD di Padova, sostiene che la Missione è punto di partenza non strumento: è la Missione che fa la Chiesa e non la Chiesa a fare la Missione. “ Solo chi Sogna, può evangelizzare”(T. Bello).
Ha scosso la visione del film Silence di M. Scorsese (2016), con protagonisti missionari gesuiti e i martiri per fede in Giappone nel ‘600,tema molto attuale oggi. A chiusura dei lavori il Segretario e Coordinatore regionale, sac. Paolo Martino ha affermato che il Convegno è stato il più fecondo di tutti.
Il segno della presenza di Cristo è ’ESSERE’cristiani al di là dell’efficientismo autoreferenziale. Quanto siamo disposti noi a testimoniare la nostra fede con coerenza?
I martiri di ieri e di oggi insegnano.
Cinzia Sgreccia

Vibo Valentia 12 luglio 2019

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