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Un francobollo per celebrare il centenario della morte del musicista Ruggero Leoncavallo

Pubblicato in NEWS Venerdì, 09 Agosto 2019 17:56

Poste Italiane comunica che oggi 9 agosto 2019 viene emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “il Patrimonio Artistico e Culturale Italiano”, dedicato a Ruggiero Leoncavallo, nel centenario della scomparsa, relativo al valore della tariffa B pari a 1,10€. Tiratura: quattrocentomila esemplari. Foglio da ventotto esemplari. Il francobollo è stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia, su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva. Bozzetto a cura di Gennaro Pascale. La vignetta raffigura, in primo piano, un ritratto di Ruggiero Leoncavallo; sullo sfondo s’intravede un clown, rappresentativo dell’opera Pagliacci, capolavoro del verismo musicale che rese famoso il musicista italiano.

Completano il francobollo la leggenda “RUGGIERO LEONCAVALLO”, le date “ 1857-1919” la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”.

L’annullo primo giorno di emissione è disponibile presso l’ufficio postale di Montalto Uffugo (CS).

Il francobollo ed i prodotti filatelici correlati, cartoline, tessere e bollettini illustrativi, possono essere acquistati presso gli Uffici Postali con sportello filatelico, gli “Spazio Filatelia” di Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Roma 1, Torino, Trieste, Venezia, Verona e sul sito poste.it.

E’ stato realizzato anche un folder in formato A4 a due ante contenente il francobollo, una cartolina annullata e affrancata e un busta primo giorno di emissione, al costo di 12€.

Testo bollettino

Ridi pagliaccio, vesti la giubba, l’aurora di bianco vestita…, sono frasi che richiamano alla mente, qualcosa che si è già sentito, che si canticchia o si fischietta, parole e musica che entrano nell’ animo e vi restano per la loro armoniosità, la loro bellezza.
Le hanno interpretate tutti i migliori artisti, da Enrico Caruso a Luciano Pavarotti e a scriverle è stato il musicista e compositore Ruggiero Leoncavallo. Nato a Napoli il 23 aprile del 1857, figlio del giudice Vincenzo e di Virginia D’Auria, ebbe un’infanzia movimentata, a causa dei continui spostamenti della famiglia, dovuti alla professione del padre: Napoli, Castellabate, Massa Lubrense, Cava de’ Tirreni, Sala Consilina, Eboli, Potenza, Montalto Uffugo, sono alcune delle località in cui la famiglia Leoncavallo soggiornò e una di queste incise molto nella vita del musicista. Durante il soggiorno in Calabria, si avvicinò molto presto allo studio, grazie a insegnanti del posto ma soprattutto all’amore per la cultura in genere e per la pittura, in particolare, della madre. Molto vivace di carattere e sempre pronto a combinarne una nuova, al punto da costringere la famiglia ad assumere un domestico che si occupasse di lui, il giovane Gaetano Scavello. Le passeggiate per le vie del paese, i colori e i profumi di una terra amara e al tempo stesso assai generosa, incuriosivano il piccolo Ruggiero e di giorno in giorno lo arricchivano di amore verso la vita e verso quei luoghi che ne avrebbero caratterizzato la sua storia privata e professionale. Insieme ai momenti spensierati e ricchi di curiosità Ruggiero, portò via con sé da Montalto, anche il ricordo di un episodio drammatico: l’omicidio del suo Gaetano, avvenuto la sera del 4 marzo 1865, all’uscita del teatro, che si trovava all’interno del complesso domenicano, oggi sede del museo Leoncavallo, dove aveva assistito ad una rappresentazione di artisti vaganti, episodio a cui si ispirerà per la scrittura della sua opera più conosciuta “Pagliacci”. Da Montalto a Napoli per completare gli studi e poi a Bologna dove iniziò a frequentare personaggi illustri della cultura e della società come il Carducci e il Pascoli. Il padre, trasferitosi a Potenza nel frattempo, non vedendo successi nello studio universitario del figlio, lo richiamò nell’intento di trovargli un impiego nella cittadina lucana ma senza successo. Dopo pochi mesi a Potenza, partì per l’Egitto, dove soggiornò dallo zio Giuseppe, direttore generale della stampa presso il Ministero degli esteri, riuscendo a trovare lavoro come insegnante di pianoforte ma anche lì, presto maturarono i tempi della partenza. Dall’Egitto, Leoncavallo raggiunge Parigi, dove inizia la sua carriera come pianista di cafè chantant, periodo in cui scrive fortunate romanze da camera ma senza trascurare la sua vocazione di compositore, frequentando musicisti importanti come Gounod e Massenet. Il suo grande successo arriva con la prima rappresentazione dell’opera Pagliacci avvenuta il 21 maggio 1892 con la direzione di Arturo Toscanini, al Teatro Dal Verme di Milano. Ricca è la produzione di opere, operette, romanze ma il successo di Pagliacci non è stato mai ripetuto dal musicista e compositore che per vocazione, per capacità o necessità ha scritto anche gran parte dei libretti della sua produzione. I Medici, La Bohème, Malbruk, Chatterton, Zaza, La Maschera nuda, Prestami tua moglie, Mameli, Il Rolando di Berlino, sono solo alcuni titoli della sua grande creatività. Leoncavallo ci ha lasciati, completando il suo percorso terreno a Montecatini il 9 agosto 1919. Madonna di Ponte, a Brissago (CH) lo accoglie insieme alla moglie Berthe, nella stessa città vi è un museo a lui dedicato, a Locarno (CH) il Fondo Leoncavallo racchiude la più grande quantità di documenti, mentre Montalto Uffugo vanta l’unico museo in Italia, completamente a lui dedicato, luogo, dove tutto ebbe inizio.

Franco S. Pascale
Museo Ruggiero Leoncavallo
Montalto Uffugo (CS)

9 agosto 2019

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