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Sei qui: HomePOLITICADoppia preferenza di genere, Oliverio: "scritta una pagina triste"

Doppia preferenza di genere, Oliverio: "scritta una pagina triste"

Pubblicato in POLITICA Lunedì, 15 Aprile 2019 20:53

"Oggi è stata scritta una pagina buia e triste per la Calabria, perché è stata rappresenta la nostra regione per quello che non è: come una regione arretrata, non al passo con i cambiamenti che a livello nazionale ed europeo sono già largamente in atto. Non nego che tutto ciò mi crea grande tristezza e lo dico aldilà delle appartenenze". E' quanto ha affermato il presidente della Regione, Mario Oliverio, al termine dell'odierna seduta del Consiglio regionale chiamato la votare la proposta di legge "Sculco" per l'istituzione della doppia preferenza di genere nella legge elettorale regionale.

"Nella seduta precedente del Consiglio regionale – ha ricordato Oliverio- decidemmo di rinviare la decisione, accogliendo una richiesta venuta proprio dai banchi della minoranza, da cui ricevemmo anche di un impegno a lavorare ad una larga convergenza su questo tema. In quell'occasione l'opposizione si dichiarò in pieno accordo sulla preferenza di genere chiedendo, però, di inserire la "proposta Sculco" nel quadro di una proposta di riforma più complessiva della legge. Per questo motivo è stato costituito un gruppo di lavoro di lavoro. Nella seduta del 12 marzo scorso, ci è stato chiesto un ulteriore rinvio di 15 giorni perché il gruppo di lavoro ancora non aveva definito la proposta complessiva. Siamo arrivati alla seduta odierna in cui apparso subito evidente che esisteva un problema politico. Non c'è stata la volontà politica di affrontare un tema fondamentale ed importante relativamente ad una proposta complessiva di riforma della legge elettorale. Né si può ricorrere a distinzioni manichee, facendo riferimento a maggioranze e a minoranze. Quando si costituì il gruppo di lavoro, infatti, lo si è fatto sulla valutazione convergente che le regole del gioco vanno scritte insieme, aldilà degli schemi precostituiti di maggioranza e minoranza. Nel rispetto delle regole del gioco. D'altronde approvare questa proposta significava approvare una legge che stabilisce né più né meno che non ci possono essere nelle liste appartenenze ad un genere superiore al 60%. Una proposta che aveva, tra l'altro, come riferimento una legge nazionale che è stata approvata con il concorso convergente delle forze politiche diversamente collocate nel Parlamento italiano".
"Oggi, quindi -ha rimarcato il presidente della Regione- è stato commesso un grave errore. Né si può tentare di scaricare sulla maggioranza o su Oliverio la non approvazione della legge. Pensarlo è profondamente ipocrita e sbagliato. Io ho dichiarato la mia posizione nella prima seduta del Consiglio regionale, il 19 gennaio 2015, quando proposi la modifica dello Statuto che fu approvata non da una parte, ma con il voto largo dell'Assemblea regionale. Già in quell'occasione dissi che regole come quelle che riguardano lo Statuto vanno approvate con larghe convergenze. Ecco perché oggi non capisco la posizione di chi oggi si è astenuto, impedendo l'approvazione della legge. Nè ci si può trincerare dietro la riforma generale per non affrontare un nodo importante come quello sottoposto oggi al Consiglio regionale. Ci sono passaggi nelle vita delle istituzioni di fronte ai quali ripiegare, rinviare, astenersi, tergiversare, significa commettere un gravissimo errore".
"Sono veramente rammaricato e deluso -ha concluso Oliverio- che il mio appello rivolto a tutti i singoli consiglieri di assumere una valutazione ponderata di fronte ad una legge che non faceva altro che mettere la Calabria al passo con le trasformazioni intervenute a livello generale, al pari di ciò che è avvenuto in molte realtà del Paese, non sia stato accolto". f.d.

ufficio stampa

Rc 15 aprile 2019

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    Considerato che la risoluzione adottata è in aperto contrasto con gli artt. 3; 51; 117 della Costituzione; con la Legge n.215/12, alla quale si sono uniformati molti Comuni calabresi; con lo Statuto della Regione Calabria art. 38 e novellato art. 35; con la maggior parte degli Statuti regionali e degli Enti locali; con la Giurisprudenza europea, noi donne delle UDI calabresi denunciamo che l’Assemblea regionale della Calabria, con la bocciatura della proposta di Legge n. 31/10, abbia violato

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