Martedì, 23 Luglio 2024

                                                                                                                                                                             

 

                                                                                                                                                                                                          

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L’ANALISI DEL PD SULL’INSERIMENTO NELLA RETE TEN-T DEL PONTE SULLO STRETTO

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Nella rete Ten-T dei trasporti europei, su richiesta del Ministro Salvini, viene inserito il Ponte sullo Stretto (https://www.google.com/amp/s/www.ansa.it/amp/europa/notizie/la_tua_europa/notizie/2024/06/13/arriva-lok-finale-alle-linee-guida-per-la-rete-ten-t-ce-il-ponte_652cf5f4-566b-40ec-9a5a-3c1f8fbbfc7e.html), nonostante gli evidenti limiti progettuali. 
Gli stati membri, il Consiglio UE, hanno approvato l'intero schema, prendendo atto dell'inserimento italiano.
 
Grazie al lavoro "ideologico" della Lega Nord, senza uno straccio di progetto definitivo (come e' noto e' tutto da rifare) Lo Stretto di Messina, quindi, diviene un "collo di bottiglia" da eliminare .. niente di più che una "servitù militare" da sfruttare per far passare - sul Ponte - cannoni e mitraglie; anche questa "motivazione" e' tra quelle avanzate per l'inserimento del Ponte nella rete Ten-T.
Sono queste le ragioni offerte dal Governo italiano per piantare una "bandierina", per continuare la propaganda in atto, per soffocare i territori.
 
Niente Storia, nessun rispetto per la vocazione turistica e culturale dello Stretto, abolito il futuro di un'Area che ha senso solo se sta "sotto" al Ponte.  Lo sviluppo della nostra gente - per Salvini e Meloni - deve passare obbligatoriamente per la fine delle nostre Comunità, per l'affermazione di qualcosa di diverso: un cantiere senza fine e senza popolo, un "non luogo" desertificato, inquinato.
Ora, dicono i fautori del "SI", si potranno cercare i fondi per finanziarlo, ce li daranno gli "stati membri", la UE interverrà generosamente e copiosamente. E' credibile? Al momento la certezza e' una sola: i 14 miliardi e passa dell'Opera pesano come un macigno sui conti pubblici italiani, nessun contributo europeo, nessun finanziamento privato, solo una grande operazione a vantaggio dell'appaltatore - così ha detto l'Anac - che ci guadagnerà sia che il Ponte si faccia o meno. Altro che soldi che arrivano da Orban o da Macron!
 
Con queste premesse, la battaglia nonviolenta a tutela di Villa e di Messina non potrà che continuare!
A breve si insediera' il nuovo Parlamento Europeo e non sono pochi gli eurodeputati che il Sud ha eletto anche per opporsi a questo disastro. Non possiamo arrenderci.
 

 

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