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L'eurodeputato Nicola Caputo ospite del circolo PD Gallico Sambatello

Pubblicato in POLITICA Sabato, 11 Agosto 2018 12:51

“Oggi, venendo a trovarci a Reggio, Nicola Caputo ha voluto offrirci una grande occasione per la valorizzazione e il rilancio del nostro territorio; soprattutto in un momento come questo, in cui rischiamo di veder cancellati i finanziamenti previsti per la nostra area metropolitana dai Bandi Periferie, l’Ue dovrebbe essere più presente, mentre gli enti locali dovrebbero unirsi e trovare la sinergia giusta per ottenere i risultati di cui necessita la produttività”. Sono le parole segretario del circolo PD di Gallico-Sambatello Natale Pensabene, che ha ospitato l’incontro “Reggio Calabria guarda l’Europa – Le opportunità per lo sviluppo degli enti locali”, al quale hanno partecipato oltre all’europarlamentare Pd Nicola Caputo, a

nche il dottore forestale Demetrio Fortugno, la consigliera comunale di Campo Calabro Miriam Noemi Idone (del coordinamento metropolitano Anci Giovani Rc) e la segretaria Gd metropolitana Katia Tripodo, vicepresidente del comune di Calanna (Rc).
“Il nostro desiderio è spingere le amministrazioni a non essere solo attente ai bisogni dei cittadini – ha proseguito Pensabene – ma a diventare anche promotrici di iniziative, soprattutto per i giovani, per riuscire a ricevere e ad amministrare nel modo più limpido possibile i fondi europei. Le problematiche sul nostro territorio ci sono, e sono tante, ma dobbiamo essere in grado di saperle trattare e risolverle velocemente, senza inutili lungaggini”.
“Per vedere davvero uno sviluppo, è però necessario prendere coscienza del fatto che a volte la prima problematica delle regioni del Sud Italia è rappresentata dai meridionali stessi. L’Europa deve coordinarsi meglio, su questo non ci piove, ma una parte delle colpe è anche nostra – ha detto Caputo – nel Mezzogiorno, appena si riesce ad ottenere un minimo di sviluppo oppure un po’ di crescita economica, si inizia subito ad auto incensarsi, pensando che il problema sia ormai superato e che non ci sia invece bisogno di impegnarsi di più. Ecco, noi meridionali dobbiamo superare assolutamente questa mentalità impreparata e chiusa che, mi duole doverlo ammettere, ci ha fatto perdere diversi treni in questi anni, e compiere una grande rivoluzione culturale senza più aspettare la manna dal cielo e neppure concepire i fondi europei come la solita erogazione utile di denaro piovuta dalle autorità”.

Rc 11 agosto 2018

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