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Misiti (M5Ss): “i cittadini devono sapere che rapporti ci sono tra medici e industrie sanitarie”

Pubblicato in POLITICA Sabato, 16 Marzo 2019 11:44

Rendere tracciabili tutte le erogazioni in denaro o di beni o di servizi dell’industria sanitaria a favore dei professionisti del settore, attraverso un “Registro telematico del Ministero della Salute, denominato “Sanità trasparente”. Mira a questo il provvedimento sulla trasparenza in sanità, il cosiddetto “Sunshine act”, che potrebbe presto diventare legge dello Stato. Attesa l’importanza la portata innovativa del provvedimento, la Società italiana dei chirurghi e degli ortopedici dell’ospedalità privata (Sicoop), ha riunito, a Roma, alla Camera dei deputati, una tavola rotonda a cui hanno preso parte il primo firmatario della proposta di legge, il deputato 5Stelle Massimo Baroni, che lo ha illustrato all’uditorio, e parlamentari, dirigenti sanitari pubblici e privati, avvocati e magistrati, l’Ordine dei medici di Roma, l’Agenas (l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), l’Aiop (Associazione ospedalità privata) e la Siot (Società italiana di ortopedia e traumatologia).

Tra i parlamentari intervenuti, anche Massimo Misiti, calabrese, deputato del Movimento 5Stelle, componente della Commissione Bilancio della Camera, ortopedico e già Segretario alla presidenza del Collegio italiano dei chirurghi. “È senza dubbio – ha detto Misiti – questa la strada più giusta per combattere eventuali episodi di corruzione. La norma è nel programma del Movimento 5Stelle ed è nel contratto di Governo. Non aumenta la burocrazia per la categoria medica; non riguarda i pagamenti dei pazienti ai medici; non criminalizza; non favorisce la promiscuità tra attività pubblica e privata; non si rivolge solo ai medici. Siamo fortemente convinti che i cittadini debbano essere a conoscenza dei rapporti che intercorrono tra medici o, comunque, tra gli operatori della sanità e le case farmaceutiche”. Per il procuratore della Repubblica di Terni Alberto Liguori “questo disegno di legge apre, per la prima volta, un cono di luce su un fenomeno che impegna molto gli uffici giudiziari. Se dovessi suggerire un accorgimento – aggiunge Liguori – mi permettere di dire che il disegno di legge insiste sulla monetizzazione dell’illecito, cioè prevede sanzioni pecuniarie, mentre io ritengo che il futuro sia nella sanzioni interdittive che intervengono non solo sul risultato ma sull’attività medesima, limitandola proprio perché gli interessi in gioco sono i diritti inviolabili dei cittadini, cioè la salute”. Il presidente della Sicoop, Andrea Grasso dice che “si tratta di una legge senz’altro necessaria, perché molte volte il medico pensa di comportarsi in maniera corretta con le industrie del mondo sanitario, opera in buona fede, ma si ritrova, inconsapevolmente, a commettere illeciti. Il problema è che c’è una “zona grigia” troppo ampia. Quindi se riusciamo a far capire a noi medici e al mondo dell’industria quali sono i paletti, che cosa si può fare e cosa no, riusciremo a rendere un servizio utile a tutti”. Il presidente della Siot, Francesco Falez chiede alla politica, per questo disegno di legge, “un occhio puntato anche nei confronti dei clinici che hanno a cuore – dice Falez – la trasparenza, ma chiedono che si faccia un netto distinguo tra il conflitto d’interesse e la relazione d’interesse. Il primo è, ovviamente, un fatto negativo, da censure, stigmatizzare e punire; il secondo, invece, va ben chiarito, perché oggi un professionista operatore sanitario, un medico non può prescindere dalle relazioni con le industrie sanitarie per portare avanti progetti di ricerca, studi che sono ad uso e consumo del cittadino”.

Roma 16 marzo 2019

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