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PD, le riflessioni di Pinone Morabito dopo il voto di marzo

Pubblicato in POLITICA Giovedì, 21 Marzo 2019 18:50

Sin da subito abbiamo condiviso le ragioni della candidatura a segretario di Nicola Zingaretti, silenziosamente come è il nostro costume fare, ma con la ferma determinazione di ricostruire un Partito Democratico vittima delle guerre fratricide tra correnti, lontano dal suo popolo, staccato dai territori, incapace di rappresentare i principi ed i valori di quella sinistra che hanno reso l’Italia più giusta e con più diritti, ad affermarlo è il coordinatore regionale di SinistraDem Pinone MORABITO.
Il voto del 4 Marzo, non ha solo sancito il fallimento politico del PdR (Partito di Renzi), ma ci ha posto oggi più che mai l’interrogativo di quale fosse la nostra funzione dentro la società italiana, di fronte alla scelta di decidere da quale parte stare; penso alla povertà diffusa che aumenta, alle diseguaglianze, al tema del lavoro che manca, al rischio ambientale e alle difficoltà per milioni di italiani ad accedere al sistema sanitario nazionale.

Tutte tematiche trattate curiosamente nel programma di Nicola Zingaretti, che abbiamo sostenuto senza esitazione, con la convinzione che per il Pd e per la sinistra italiana fosse giunta l’ultima chiamata, l’ultima occasione per ridare credibilità alla politica e dignità ad una comunità troppo spesso umiliata.
Il primo passo è giunto, liberare il Pd dal pressappochismo, dalle tentazioni di “non decidere da che parte stare”, con il coraggio di aprire una nuova stagione fatta di unità per il centrosinistra, di contenuti chiari in grado di declinare la nostra storia e i nostri valori nell’era della modernità.
Adesso serve però, imprimere una svolta radicale, che parta dalla nostra base e dai territori, una stagione di ascolto e confronto con il nostro popolo, sia con quello che è rimasto “nonostante tutto” che con quello che ci ha abbandonato con la speranza di “poter tornare a casa”.

Per cambiare però sarà necessario nella nostra Calabria, aprire una nuova fase, nettamente in discontinuità con le forme e gli artifici del passato, con il coraggio di dare spazio alle nostre idee e alla nostra comunità, un congresso regionale e provinciale in cui finalmente si definisca una linea politica e un nuovo gruppo dirigente, un nuovo orizzonte e un pensiero lungo, capace di ritornare ad intercettare le migliori esperienze dei nostri territori e di abbracciare le periferie e chi vive nelle difficoltà quotidiane.
Ho guardato con enorme entusiasmo la campagna elettorale di Zingaretti e con poco interesse, piuttosto, la composizione della lista reggina “Piazza grande”, una composizione non sufficiente a svolgere appieno la missione che Zingaretti e i tanti compagni in giro per l’Italia hanno portato: “poca condivisione nelle scelte, candidati esterni perfino al collegio territoriale, per infine giungere ad un risultato elettorale non in linea con il dato nazionale e non aver alcun rappresentante che possa portare la voce reggina di questa esperienza congressuale nel massimo organismo di decisione politica, la direzione nazionale.
Nonostante questo, siamo convinti che, al più presto, il processo avviato da Nicola Zingaretti possa investire anche la nostra regione e la nostra città, affinché un Partito Democratico unito e strutturalmente capace di ascoltare il tessuto sociale calabrese e di elaborare proposte politiche possa essere in grado di sostenere il Centro-sinistra per i prossimi appuntamenti elettorali con ricandidature a Sindaco della città metropolitana di Giuseppe Falcomatà ed alla Presidenza della Regione Calabria di Mario Oliverio, al quale colgo l’occasione per esprimere le mie più vive felicitazioni per la decisione della Corte di Cassazione di revocare l’ingiusto provvedimento adottato nei suoi confronti.

Rc 21 marzo 2019

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