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Pino Arlacchi e l'Europa ...in città

Pubblicato in POLITICA Mercoledì, 07 Maggio 2014 14:40

di Valentina Raffa - Per i cittadini reggini, l’incontro voluto dall’avvocato Giuseppe Falcomatà con Pino Arlacchi, è stata una possibilità in più per capire come funziona l’Europa.

Candidato alle elezioni europee del 2014 con il Partito Democratico nella circoscrizione meridionale, Pino Arlacchi ha soddisfatto le curiosità dei presenti affrontando vari temi, tra cui l'utilizzo dei Fondi strutturali europei e gli obiettivi dell’Europa 2020 che vanno approfonditi per parlare di “Europa in città”, anche perché spesso il Parlamento Europeo è visto come l'istituzione politica più lontana dai cittadini.

 

L’onorevole, originario di Gioia Tauro, è uno studioso che ha dedicato la sua vita alla lotta per la giustizia: è stato Presidente della Fondazione Falcone e dell’associazione mondiale per lo studio della criminalità organizzata. È stato fondatore della DIA, la Direzione Investigativa Antimafia; fino al 2002 è stato Vice-segretario Generale dell’ONU e Direttore Esecutivo dell’Agenzia antidroga e anticrimine delle Nazioni Unite. Nel 2004 ha creato, per conto dell’Unione Europea, l’agenzia antiriciclaggio del Kosovo. Dal 2009 è capo della delegazione italiana e Direttore generale dell’International Forum on Crime and Criminal Law. Nel 2011 ha elaborato assieme al Ministro antidroga della Federazione russa, il piano Arlacchi-Ivanov per l’eliminazione delle colture di oppio in Afghanistan. Nel 2012 è stato nominato consigliere speciale del Primo ministro della Romania per la riforma delle istituzioni della sicurezza.  Il suo lavoro è stato lodato in pubblico e privatamente da personaggi come Papa Giovanni Paolo II, Bill Clinton, Kofi Annan, Nelson Mandela, Valdimir Putin e Jimmy Carter.

Giuseppe Falcomatà, prima di lasciare la parola ad Arlacchi e alle domande dei presenti, ha parlato del senso dell’incontro: «Che senso ha parlare di democrazia ed istituzioni europee? L’Italia e Reggio Calabria, fanno parte dell’Europa e chi vuole amministrare la città, deve conoscere e sapere cosa accade a livello europeo. Spesso però le città sono scollegate dall’Europa, l’assenza di democrazia e di leader politici validi a livello europeo, hanno fatto sì che questa distanza diventasse più evidente». Ma non è solo questo: «Gli Stati europei sono accomunati dalla stessa moneta, ma questo non basta se rimangono differenze politiche, culturali e sociali; in America, ad esempio, gli Stati non solo hanno la stessa moneta, ma sono uniti anche dagli stessi valori e soprattutto sono solidali tra loro. Per questo motivo in Europa sono necessarie riforme che diano impulso al procedimento democratico, culturale e sociale, oltre che all’unificazione giuridica».

Arlacchi, quindi ha spiegato in maniera semplice, la situazione che sta vivendo l’Europa: «Il progetto europeo non è in buone condizioni. Le critiche fatte dagli antieuropeisti sono giuste, in quanto si basano sul malcontento dei cittadini europei; la crisi di oggi conta 27 milioni di disoccupati, i numeri sono tragici soprattutto per i giovani, se consideriamo che la disoccupazione dell’Unione Europea è intorno al 12-13%». Sempre parlando della crisi ha detto: «Noi l’abbiamo sottovalutata, è nata nel 2008 negli Stati Uniti e non l’abbiamo saputa affrontare». Non solo purtroppo alcuni leader si sono dimostrati incapaci, ma «l’Italia si trova drammaticamente sotto rappresentata», ha proseguito l’onorevole, «per questo motivo bisogna creare un progetto vicino ai cittadini». Un problema principale che ha l’Italia in Europa, è che i fondi strutturali europei, non vengono utilizzati: in particolar modo, la Calabria restituisce il 75,6% dei fondi, utilizzandone quindi una piccolissima percentuale e con tutte le cose che ci sarebbero da fare, sembra davvero una presa in giro.

Ma visto che siamo consapevoli dei problemi, perché non riusciamo a risolverli?

«Perché siamo insensibili ai problemi, tutto ciò ha portato ad un aumento della distanza tra cittadini e rappresentati europei», ha affermato Arlacchi, per questo motivo «la prima cosa da fare è combattere la disoccupazione».

Arlacchi si è reso disponibile a rispondere alle varie domande dei cittadini e dei rappresentati politici intervenuti al dibattito; in conclusione l’europarlamentare ha parlato anche della nostra città: «Reggio Calabria è la città più importante della regione, ma si trova in una situazione disastrosa a causa della cattiva politica. Occorre farla rinascere con un radicale cambiamento della forza governativa. Sarà presto città metropolitana, questa è una buona occasione e se i fondi europei verranno utilizzati in maniera adeguata, sarà un’occasione maggiore di crescita. Con Peppe qui a Reggio, sulla scia di suo padre, c’è speranza e possibilità di farcela».

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