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Reggio, Basile (PD): "NCD gioisce di un debito che i cittadini pagheranno per 30 anni!!!!"

Pubblicato in POLITICA Martedì, 20 Maggio 2014 18:15

NOTA STAMPA AVV. GIUSEPPE BASILE

Membro Assemblea Nazionale PD

Membro Coordinamento cittadino PD Reggio Calabria

 Il presente comunicato interviene rispetto al ripetersi di conferenze e note stampa di esponenti di NCD che plaudono al superato rischio dissesto del Comune di Reggio Calabria.

                            

Sono lontani i tempi in cui l’approvazione del bilancio in consiglio comunale avveniva per atto di fede e non di scienza, preceduta da una solenne preghiera del dirigente pro tempore della ragioneria, nominato da Arena con il placet di Scopelliti giurava “su Dio che il bilancio è vero”.

Basti ricordare che la “liturgia” si concretizzava anche nell’inserire le somme contestate dal MEF rispetto alla PEO attribuita ai dipendenti del Comune, tra le poste in entrata del bilancio.

In quello stesso bilancio consuntivo (estate 2012) nel quale la massima assise civica ha dichiarato il deficit strutturale, che come immediato effetto ha portato, ex legge, alla decadenza di tutti i contratti di personale e dirigenti esterni, ivi incluso il “religioso” dirigente di ragioneria.

Nell’autunno dello stesso anno 2012 arrivò la Commissione straordinaria per l’intervenuto scioglimento del Comune per contiguità mafiosa (vergogna mai vissuta da nessun altro capoluogo di provincia), e tra gli atti di rilievo posti immediatamente in essere, ci fu il bilancio di previsione dell’anno 2012 che pose rimedio, e rimosse, la milionaria posta “ecumenica” riferita alla PEO.

Tutti ricordano che all’atto della nomina della Commissione straordinaria, l’obiettivo a questa assegnata fu di scongiurare il dissesto. Dissesto al momento scongiurato in quanto il legislatore adottò nuove norme per evitare il fallimento – dissesto degli enti, introducendo l’istituto del “Piano di riequilibrio”, che sostanzialmente è un piano di rientro rispetto ad una situazione debitoria non più tollerabile nè superabile con gli ordinari strumenti di amministrazione.

Quindi due fatti straordinari, la nomina della Commissione governativa e le nuove norme sul piano di rientro (salva enti), hanno consentito, in punto di diritto, di non dichiarare il dissesto, di fatto già riconosciuto dalla Corte dei Conti della Calabria che definì il Comune di Reggio Calabria un ente decotto.

Ora, per ciò che riguarda gli effetti sui cittadini, occorre non tacere la portata devastante della applicazione del Piano di riequilibrio. Infatti, mentre con il dissesto le tariffe/imposte locali sarebbero state definite al massimo per 5 anni, col Piano di riequilibrio tale obbligo di legge è decennale (10 anni). A tale opportunità offerta dalle norme, il legislatore ha affiancato strumenti reali consentendo ad enti, come il Comune di Reggio Calabria, di attingere a consistenti prestiti che sommano, nel caso del Comune di Reggio Calabria, ad un indebitamento di oltre 240 milioni di euro, che con diversa scadenza temporale, vanno restituiti nei prossimi 30 anni, e cioè entro il 2043 (vedi il caso dei 180 milioni del dl 35).

Il recente consuntivo di bilancio riferito all’anno 2013 approvato dalla terna commissariale, acclara un disavanzo, debito, in capo al Comune, e quindi ai cittadini, di circa 100 milioni di euro, recuperando i previsti 11 milioni annui circa, motivo per cui la Corte dei Conti ha valutato coerente l’andamento, per il primo anno, del piano di   riequilibrio.

Ciò è stato possibile anche grazie all’assenza di Scopelliti & Co che, nel tempo, hanno contrattualizzato decine di persone esterne, anche come dirigenti, che hanno pesato per oltre una decina di milioni di euro sulle casse comunali, per di più con i risultati amministrativi noti a tutti.

Tutti, dirigenti inclusi, assunti direttamente. E, tra essi, taluni, che bene hanno fatto al bilancio ed alla amministrazione del Comune, Scopelliti governatore della Calabria ha pensato di assumarli alla Regione con incarichi ancora più prestigiosi e maggiormente remunerati.

Al sospeso governatore Scopelliti, si deve dare atto di essere una persona coerente: gli amici, i sodali, non li abbandona, anzi li premia. Per lui i risultati amministrativi non contano, salvo poi lamentarsi strumentalmente e maldestramente della “burocrazia” comunale: forse per questa ragione il Comune doveva pagare annualmente milioni e milioni di euro per parcelle professionali. Scopelliti & Co, da altruista, gioisce perché la dichiarazione di dissesto avrebbe, per legge, obbligato la Corte dei Conti a ricercare le responsabilità degli amministratori, con la conseguenza, accertata la responsabilità, non solo di gravi sanzioni pecuniarie, come già visto per il caso “italcitrus”, ma anche del divieto di partecipare a future tornate elettorali.

Ovviamente non è escluso che la Corte dei Conti non accerti la responsabilità erariale per quanto accaduto nel bilancio comunale, come è stato già fatto, sul piano penale, dal Tribunale di Reggio Calabria, così come non è escluso che il piano di riequilibrio non sarà dichiarato coerente secondo il monitoraggio e la valutazione degli Organi preposti.

Il PD, Reggio, non gioisce di tutto ciò, al contrario di NCD, perché è consapevole del pesante debito, economico-finanziario e morale, che gli ex amministratori di centro destra hanno prodotto e che la Città dovrà pagare.

Un debito dal quale nessun beneficio è venuto o viene alla Città, poiché non riguarda il miglioramento di servizi o infrastrutture pubbliche.

Bene ha fatto, durante la recente visita in rivo allo Stretto, il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi ad interessarsi dell’andamento della situazione di Reggio e della Calabria, prendendo l’impegno a sostenere il meritato sviluppo.

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