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Undici provvedimenti di Daspo: cinque per Reggina-Catanzaro e sei per Palmese-Gela

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Non si è fatta attendere la risposta del Questore della Provincia di Reggio Calabria dopo i deprecabili episodi del 27 gennaio e del 3 febbraio scorso, relativi rispettivamente all’incontro disputato allo stadio Lo Presti di...

Sissy Trovato Mazza, il governo risponde all'interpellanza di Cannizzaro

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A seguito della mia interpellanza parlamentare sull'omicidio dell'agente Sissy Trovato Mazza, il Governo ha intrapreso azioni ineludibili alla ricerca della verità sui fatti tristemente noti, e oggi, tramite il Sottosegretario di Stato alla Giustizia Vittorio...

Alberi rasi e nidi distrutti in piazza San Giorgio: gli storni sfrattati con la forza

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La presenza degli storni nelle città, da sempre rappresenta un rapporto di amore e odio. Indimenticabili nei loro voli di gruppo nel cielo all’alba o al tramonto, quando a sera tornano tra gli alberi insieme...

LegaPro. La Virtus Francavilla batte la Reggina. Decide Sarao dal dischetto (1-0)

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Reggio Calabria. La Reggina cade al “Fanuzzi” di Brindisi contro la Virtus Francavilla. Manuel Sarao a dieci minuti dalla fine dal dischetto decreta la sconfitta amaranto. La partita è stata fortemente condizionata dal terreno di...

Agape e  Libera insieme a scuole e istituzioni per rilanciare il progetto del presidente Di Bella

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Fuori dalla ndrangheta un’altra vita è possibile? Si’, se Liberi di scegliere. Questo il tema scelto dal centro Comunitario Agape e dal coordinamento regionale di Libera per la campagna di sensibilizzazione che ha programmato e...

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POLITICA

La prima commissione del consiglio regionale ha approvato all'unanimità un provvedimento amministrativo, presentato dai consiglieri Demetrio Naccari Carlizzi e Mario Franchino del Partito Democratico, che consentirà di seguire in diretta streaming le riunioni del consiglio regionale calabrese.

E’ Seby Romeo il nuovo segretario provinciale del Pd di Reggio Calabria. Il risultato è  giunto solo in nottata.  Seby Romeo, nel recente passato al fianco

Il rapporto annuale sulla Calabria di Mediocrati e Demoskopika descrive un quadro di corruzione e nel contempo di grave crisi economica a dir poco devastante.

Sulla delicatissima partita dei fondi strutturali europei, il mondo imprenditoriale è chiamato a compiere un ragionamento scevro dalle sterili contrapposizioni tra i partiti politici, indicando all’opinione pubblica le responsabilità dei ritardi che frenano lo sviluppo della nostra regione». Il presidente di Confindustria Reggio Calabria, Andrea Cuzzocrea, interviene sulla fase di attuazione del POR Calabria evidenziando «la contraddittorietà di alcuni messaggi che rischiano di rappresentare alle imprese e ai cittadini un quadro molto diverso da quello reale».

Per il massimo rappresentante degli industriali reggini, «è innanzitutto necessario soffermarsi sulla portata delle periodiche rimodulazioni e riprogrammazioni del POR. Tali misure avvengono sulla base di valutazioni condivise con il tavolo del partenariato ma non possono certo essere salutate con soddisfazione. Sono procedure necessarie per evitare di perdere altro denaro pubblico che la Commissione europea mette a disposizione delle Regioni e che, purtroppo, le pubbliche amministrazioni dimostrano di spendere con difficoltà. Rimodulare e riprogrammare il POR, spostando ingenti finanziamenti disponibili da un asse all’altro o su programmi paralleli (POC e PAC), significa trovare una cura palliativa a un male atavico come quello della malaburocrazia».

«Questa nuova allocazione delle risorse – aggiunge Cuzzocrea – non risponde quasi mai a un’effettiva logica di sviluppo economico e sociale del territorio, ma si fonda solo sull’incubo del disimpegno automatico delle somme non spese. In questo modo viene meno una strategia coerente e di lungo periodo dello sviluppo del territorio: pur di non perdere i soldi, vengono spesso “svuotati” i settori di intervento in cui la Calabria è più carente, anche se si tratta di assi fondamentali per il futuro della regione, rimpinguandone altri con maggiore capacità di spesa. Più che di “programmazione europea” – ci si consenta una battuta – sarebbe il caso di parlare di “disorganizzazione comunitaria”. Non c’è una visione complessiva».

In termini concreti, il presidente di Confindustria Reggio Calabria definisce «sconcertanti i dati degli assi “Innovazione e Ricerca” e “Sistemi produttivi” in cui, a un anno e mezzo dalla chiusura della Programmazione in atto, si registra una capacità di spesa rispettivamente del 20,8% e del 38,7%. In una regione che ha ritardi competitivi cronici, questi numeri indicano un chiaro fallimento di cui ci si dovrà assumere la responsabilità. In questo contesto, compiacersi per il raggiungimento di target fortemente ridotti è come esultare per la vittoria di una gara di salto in alto con l’asticella posizionata a 40 centimetri dal terreno».

Recentemente, proprio Cuzzocrea ha sollevato il caso del fondo Jeremie Calabria che per diversi giorni ha tenuto banco sui giornali, registrando anche l’intervento della Regione nei confronti degli istituti di credito che finora non hanno dato seguito alle richieste di finanziamento delle imprese. «Jeremie è uno degli strumenti di ingegneria finanziaria che sono stati presentati con grande enfasi ma che per il momento non hanno prodotto risultati tangibili per il mondo imprenditoriale. A fronte degli oltre 120 milioni di euro disponibili, anche con il Mezzanino e il Fondo di controgaranzia, l’erogato è stato appena del 10%. Non crediamo – aggiunge il presidente di Confindustria Reggio – che la “rivoluzione” promessa sia stata realizzata. Anzi, fino a questo momento possiamo parlare di occasioni sprecate, anche e soprattutto a causa dell’atteggiamento di alcune banche che da queste operazioni hanno finito per guadagnarci».

Tutto ciò lascia intravedere «nuvole gravide di preoccupazione per la programmazione 2014-2020. È vero che la Regione ha dovuto fare i conti con le stringenti e a volte cervellotiche richieste procedurali della Commissione europea. Ed è anche vero che non si tratta di un fenomeno solo calabrese, perché quasi tutte le Regioni che fanno parte dell’obiettivo Convergenza scontano ritardi e difficoltà. Ma non possiamo più consentirci il lusso di fallire ancora una volta nel settore più importante per il futuro del nostro territorio e della sua economia. L’incapacità della burocrazia selezionata senza criterio meritocratico ci sta affossando. O creiamo una Calabria efficiente come un’azienda – conclude Andrea Cuzzocrea – o resteremo indietro rispetto al resto dell’Europa senza riuscire a recuperare più il terreno perso».

Roy Biasi attacca Scopelliti e i suoi “Yes Man”. Quando una parte, anche consistente,  del centro destra la pensa come il centrosinistra. Vorrà pur dire qualcosa tutto questo. Ma leggiamo il comunicato inviato alla stampa da Roy Biasi( Forza Italia ):

"Dichiarazioni osannanti, attacchi concentrici. Quando il Governatore chiama, i fedelissimi rispondono presente, anche a loro insaputa". Leggendo in questi giorni le dichiarazioni dell'Assessore Fedele, del Senatore Caridi, del Consigliere Marcianò, mi è subito ritornato in mente un articolo di qualche settimana fa con il quale il giornalista descriveva il modus agendi comunicativo del Governatore Scopelliti, caratterizzato dalle dichiarazioni clone da parte delle ribattezzate categorie degli "Yes Men" e dei "cagnolini scodinzolanti".Bene, poichè io non ho lo stuolo di persone che scrivono per me, non se ne avranno a male gli amici sopra citati se rispondo a tutti con un'unica nota.Mi sorprende che loro si sorprendano per il mio attivismo. E' evidente che non mi conoscono bene.
Il problema è che ognuno è abituato a misurare l'animo degli altri con il proprio animo.
Ecco, infatti, che le cronache sono piene delle encomiabili e mirabolanti gesta amministrative dei nostri eroi, ai quali abbiamo affidato il destino infausto della nostra povera Terra. Da quando amministrano loro abbiamo risolto tutti i problemi atavici che attanagliano la nostra Calabria.
I trasporti? funzionano benissimo, siamo stracollegati; La sanità? Sono finalmente finiti i viaggi della speranza, l'unico problema è che morta pure quella;Le aziende internazionalizzate? Scherziamo ormai hanno quasi tutte il collegamento a internet. Ma forse non basta. Però ci penserà in futuro l'assessore al ramo. Due, tre missioni all'estero ben assestate e il gioco è fatto. Dimenticavo, attenzione alle valigie utilizzate e ai gadget.
Il Turismo? Ma dai siamo la terra dei Bronzi, la terra più bella e più mite d'Europa e infatti abbiamo avuto circa 200.000 visitatori che sono bastati e avanzati per farci diventare l'ultima Regione d'Europa per numero di visitatori;Vogliamo continuare con rifiuti, depurazione, rischio idrogeologico, attività produttive, disoccupazione in genere e soprattutto giovanile, collegamenti viari e infrastrutture? Forse la verità è condensata nel penultimo posto del Governatore nella graduatoria nazionale di apprezzamento dei Presidenti di Regione redatta qualche giorno fa da un importante istituto di indagini statistiche e dai rilievi pesantissimi della Corte dei Conti oggetto delle cronache di questi giorni.Sarà allora, che in Calabria le cose non vanno così bene come c'è le raccontano Scopelliti & Co.?
E che dire poi del nostro amico Senatore il quale mi rimprovera che alla guida del partito da oltre un anno non mi sono particolarmente distinto per l'attività svolta. Meno male che il Senatore c'è, come testimoniato dalle tracce indelebili lasciate in questi mesi di attività. In particolare presso la Commissione Antimafia dove era talmente tanto l'impegno che alla fine gli hanno chiesto di dimettersi, altrimenti sfiguravano gli altri. Però, devo dire la verità, è stato ottimamente sostituito.Si però vuoi mettere, dice il Senatore, noi poveri peones non abbiamo consenso e di conseguenza non possiamo vantare alcun diritto acquisito e quindi neanche diritto di parola a differenza invece, direi, dei tanti diritti acquisiti e soprattutto del consenso di molti Senatori e Deputati eletti alle scorse elezioni, indicati dal governatore Scopelliti.Bene, io non so a che tipo di consenso e di diritti si riferiscano gli amici, spero non a quello che traspare dalle intercettazioni telefoniche o dalle foto di baci e abbracci sui giornali.
Se si tratta di questo ritengo in effetti di non aver acquisito alcun diritto e soprattutto di non aver alcun consenso, nonostante sia stato eletto tre volte sindaco, due volte consigliere provinciale ed abbia preso alle ultime regionali circa 5.500 voti. E siccome io non sono stato eletto, mi rimproverano anche di battermi con tanto ardore solo perché vorrei conquistare un posto al sole. Beh, forse hanno ragione loro, io preferisco stare al sole, piuttosto che al fresco.Ma loro questo non lo capiscono, e continuano a stupirsi, anche se in realtà sono io che mi stupisco della loro meraviglia.Non si rendono conto che la cieca obbedienza al padrone è cosa diversa dalla lealtà, dalla riconoscenza, dalla coerenza e che per questi valori ci si può anche battere con ardore.Loro si meravigliano per la mia indignazione, ma non hanno l'idea dell'indignazione della gente e soprattutto di cosa hanno fatto.Hanno riabilitato le figure di Bruto e Cassio, che alle porte del Senato Romano pugnalarono alle spalle Giulio Cesare.Loro non si rendono conto di essere diventati i novelli Bruto e Cassio, meglio noti come i "TRADITORI CALABRESI" ancora più colpevoli dei predecessori visto che sono colpevoli non solo di aver tradito il Partito che dicono di rappresentare, votando seguendo il dictat stabilito, in barba alle loro coscienze e al mandato elettorale, ma anche e soprattutto sono colpevoli di aver tradito il loro territorio, la loro gente, ripagando la fiducia riposta con un'amministrazione fondata esclusivamente su interviste e comunicati stampa.Io, i miei amici, quelli veri, e  la gente calabrese vogliamo essere distinti e distanti da LORO. Ecco perché mi batto, affinché non ci sia posto in Forza Italia per i Traditori.
Ora che l'ho spiegato, spero non si stupiscano più, quando mi sentiranno gridare, fin quando avrò fiato, che per loro nel nostro partito non ci deve essere posto.Il loro posto è altrove, insieme ai loro "Diritti acquisti" e soprattutto insieme ai loro "Consensi".

Nota della segreteria regionale della Cgil:

La preoccupazione più volte espressa dalla Cgil calabrese sull'incapacità di spesa dei fondi europei 2007-2013 adesso si fa particolarmente più evidente con l'inizio della discussione sulla programmazione dei nuovi fondi comunitari 2014-2020.

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