unci banner

compra calabria

Sei qui: HomeMultimediaVideoNella Giornata del Rifugiato dallo Stretto partono le Olimpiadi dell'Accoglienza

Nella Giornata del Rifugiato dallo Stretto partono le Olimpiadi dell'Accoglienza

Pubblicato in Video Mercoledì, 21 Giugno 2017 08:30

Hanno preso il via ufficialmente ieri con l’accensione del braciere le Olimpiadi dell’Accoglienza. Non un caso la scelta della Giornata Mondiale del Rifugiato per il loro inizio. Una lunga camminata dalla Villa Comunale fino a Piazza Italia ha visto sfilare le formazioni che si sfideranno in queste Olimpiadi dell’Accoglienza, ossia gli uomini e le donne accolte, circa trecento, nei nove Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Al loro fianco gli operatori e i volontari dei centri d’accoglienza, ma soprattutto i nove sindaci dei comuni che hanno aderito ai primi giochi olimpici dell’integrazione: Emanuele Antonio Oliveri (Melicuccà), Stefano Calabrò (Sant’Alessio in Aspromonte), Domenico Romeo (Calanna), Pietro Fallanca (Cardeto), Salvatore Fuda (Gioiosa Ionica), Maria Grazia Richichi (Villa San Giovanni), Santo Monorchio (Bagaladi) e Salvatore Mafrici (Condofuri). Ad accogliere i tedofori e tutti i marciatori a Piazza Italia, il sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà

Reggio Calabria 21 giugno 2017

Comunicato stampa:

Olimpiadi dell'Accoglienza, si parte. Reggio Calabria, da ieri, viaggia sulla strada dell'integra-zione. Un percorso non semplice, ma che – passo dopo passo – sta trovando riscontri positivi. Così la «camminata sportiva» sul Corso Garibaldi – in occasione della cerimonia di apertura dei giochi olimpici reggini – si è trasformata in un pomeriggio di festa tra echi di tamburi e la danza.
Le nove squadre, composte dai rifugiati degli Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) della Città Metropolitana, sono stati sostenuti nel cammino dai loro operatori e dai primi cittadini dei comuni aderenti: Melicuccà, Sant’Alessio in Aspromonte, Calanna, Cardeto, Gioiosa Ionica, Villa San Giovanni, Bagaladi e Condofuri.
La partenza dalla Villa Comunale “Umberto I” con in testa al corteo le ventitré bandiere di tut-te le nazionalità presenti in questo pomeriggio reggino - in concomitanza con la Giornata Mondiale del Rifugiato – sono il simbolo del caleidoscopio culturale che rappresenta la città dello Stretto dal giorno del primo sbarco alla banchina del porto di Reggio Calabria. A seguirli i tedofori, ciascuno accompagnato dal proprio team-Sprar, e con al loro fianco le fasce tricolori. Un'accoglienza tangibile, praticata nel silenzio dell'operosità.
Al loro arrivo in Piazza Italia ad accoglierli il Sindaco metropolitano, Giuseppe Falcomatà, in segno della grande ospitalità del popolo calabrese. «Siamo accanto ad iniziative come queste - ha detto il primo cittadino di Reggio Calabria - la città ha un fortissimo senso di accoglienza verso il prossimo». Un momento simbolico, quello ai piedi del Monumento all'Italia, statua marmorea che richiama all'idea dell'unità nazionale, che ha fatto convergere nella grande fa-miglia della convivenza civile tutti i presenti. Al centro il braciere olimpico a forma di «cala-bash», la “tazza del povero” ossia l'oggetto più prezioso che ogni famiglia africana possiede. «Si dice in Africa che chi non sa accogliere non sa né vivere né sperare» e da questo adagio è partita la sfida delle Olimpiadi dell'Accoglienza. A darne il via ufficialmente l'accensione del braciere con le braccia dei tedofori accanto a quella del sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria.
«Crediamo nello sport come strumento di inclusione sociale - ha spiegato Paolo Cicciù, presi-dente provinciale del Csi e organizzatore dell'iniziativa – per questo pensiamo che questa esperienza delle Olimpiadi dell'Accoglienza possa essere un'apripista per una rinnovata pro-grammazione delle azioni socio-sportive sul nostro territorio».
Accanto al Centro Sportivo Italiano è scesa in campo anche Action Aid che ha curato la fase formativa rivolta a tutti gli operatori degli Sprar. Quella della cerimonia iniziale è solo il primo atto delle Olimpiadi dell'Accoglienza che dureranno sino al mese di ottobre. Centocinquanta giorni di sport per 250 rifugiati, così l'estate reggina sarà pienamente inclusiva: infatti, gli stes-si ospiti dei centri di accoglienza animeranno le piazze delle loro cittadine con giochi popolari e streetball.

L’Ufficio Stampa
Clexidra/f.m.

Copyright © 2017 CALABRIAPOST - Trib. RC n. 14/2013
Direttore responsabile: Gianluca Del Gaiso
Associazione "P4C"
via Reggio Modena 22  Rc - CF 92084720801
Redazione Ideocoop a r.l.