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Reggio ricorda l'affondamento del Verona e il coraggio dei suoi "pescatori di uomini"

Pubblicato in Video Venerdì, 11 Maggio 2018 17:44

Si è tenuta presso il Lungomare Falcomatà, nell’area del Tempietto, alla foce del torrente Calamizzi, la commemorazione del centenario dell’affondamento del Piroscafo Verona, una delle tante pagine storiche quasi dimenticate della prima guerra mondiale, che ha visto la partecipazione massiccia della popolazione di Reggio, sia come combattenti che come soccorso ed accoglienza, un'anima quest'ultima ancora presente in questo frangente storico.
L’11 maggio del 1918, durante la prima guerra mondiale, avvenne nello Stretto di Messina l’affondamento della nave “VERONA”. La tragedia, che si verificò tra Pellaro e Calamizzi intorno alle ore 12.30, fu causata da un siluro lanciato da un sommergibile tedesco.

Sul grande piroscafo erano imbarcati 3000 soldati italiani diretti in Libia. Di questi perirono fra i flutti 812 persone. Le altre furono salvate non solo dalle navi di scorta del convoglio militare ma anche dalle imbarcazioni di reggini, soprattutto pescatori, che, accortisi dell’attacco, si lanciarono eroicamente in mare per soccorrere quante più persone possibili.
Oltre 60 piccoli battelli parteciparono all’operazione di salvataggio in condizioni di estremo pericolo data la presenza della nave fuori controllo e alla deriva. Le cronache raccontano che uno dei soccorritori, il settantenne Matteo Gatto, morì in mare risucchiato dal gorgo della nave in affondamento dopo aver portato a riva 30 uomini insieme a suo figlio Antonino e al sedicenne Giusppe Tripepi figlio del celebre deputato reggino Demetrio Tripepi. Letteralmente la gente di mare di Reggio Calabria dimostrò in quell’occasione di essere un popolo di “pescatori di uomini”.
La cerimonia ha visto la presenza di numerose autorità civili, religiose e militari della città, che hanno ascoltato con attenzione la storia di questa nave e dei suoi occupanti, raccontata da storici e discendenti di quei pescatori che tanto hanno fatto per salvare vite umane, concludendosi con la lettura dei nomi dei pescatori morti nell'impresa e la deposizione in mare di una corona commemorativa.

Rc 11 maggio 2018

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