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Nonostante i falsi allarmi, anche quest’anno, arriverà l’estate

Pubblicato in Divaneddu Social Club Martedì, 16 Maggio 2017 16:39

Reggio Calabria 16/05/2017 – di Eleonora Scrivo. Non mi dilungo sulla mia posizione in merito alla retorica del caldo/sole/mare che, soprattutto in questa città, assume contorni inquietanti, ma su un’altra teoria che, parallelamente, ho elaborato: i veri ricchi non sudano. Quando, ad agosto, mi capita di spostarmi, incrocio, talvolta, questi esemplari, evoluzione mirabile della specie umana. Situazione tipo: tra le 12 e le 14, in fila per un traghetto con 30/35 gradi all’ombra, accanto a me che, combattendo la decenza, cerco di coprirmi il meno possibile e, comunque, sudo, si materializzano il SGS maschio e la SGS femmina.


L’acronimo sta per “senza ghiandole sudoripare” ed è la sintesi della mia riflessione.
I soggetti si muovono in genere in coppia o addirittura in gruppo, in numero rigorosamente pari; l’uomo indossa camicia a maniche lunghe a righe, abbottonata al polso, pantaloni lunghi e mocassini, la donna ha, invariabilmente, pantaloni bianchi lunghi.
Mentre io grondo e agito nevroticamente il ventaglio, loro incedono freschi e profumati, coi capelli in ordine e un leggero moto di fastidio, se, malauguratamente, intercettano un debole ansito di aria condizionata.
Nulla sembra infastidire il loro stato di benessere, salvo l’idea di una canottiera, un bermuda e, orrore, un sandalo. Esattamente quello che ho indosso io e la gran parte degli altri esseri umani e, che ciò nonostante, boccheggiamo, come del resto il nostro conto in banca.
Si può pensare che con il passare delle ore anche loro vadano soggetti alla naturale decomposizione, ma no, perché li ritrovi nel viaggio di ritorno, uguali uguali a come sono partiti, anzi più splendenti e stirati e senza pezzature e pieghe.
Oltre ad essere SGS, i soggetti in questione, sono anche SMA, senza macchia alcuna.
In particolare, nutro una genuina invidia per le esponenti femminili che, al termine di una lunga giornata, hanno i pantaloni bianchi, intonsi, anche se si sono appena sedute sul muretto a secco dove c’è il cono tre gusti spiaccicato, mentre io, quando indosso qualcosa di genericamente chiaro, non faccio in tempo ad uscire dal portone che intercetto, matematicamente, schizzi di fango, piccioni incontinenti e macchie vaganti.
E che dire poi dei bambini che li accompagnano? Loro sono la quintessenza mirabile dei SGS e degli SMA in miniatura, giocano a pallone e vanno in bici, scendono dallo scivolo a testa giù e, comunque, sembrano sempre pronti per il Ballo della Rosa a Montecarlo.
Quindi, forse, come diceva una soap degli anni ’80, anche i ricchi piangono, ma di certo non sudano e non si sporcano.

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