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Arsac: Il suino nero di Calabria è risorsa e volano di sviluppo dell’agricoltura calabrese

Pubblicato in Health&Food Lunedì, 20 Maggio 2019 09:47

Nell’Ottocento un romanziere inglese scriveva che “qui, dovunque mi volgessi, incontravo maiali neri e magri che grugnivano, sgambettavano e strillavano”. Parlava del suino nero di Calabria, un maiale che si distingue dagli altri per la sua indole rustica, che lo porta a non poter fare a meno della libertà allo stato brado, o al massimo semi-brado, premiato, lo scorso anno, come migliore prodotto d’Italia con caratteristiche salutistiche. A Cosenza, nella sala dell’Enoteca regionale, il suino nero di Calabria è stato oggetto di un convegno, organizzato dall’Arsac, l’Azienda regionale per lo sviluppo dell’agricoltura calabrese, che ha concluso la seconda edizione del concorso regionale salumi di Calabria, in cui sono state premiate le migliori produzioni delle aziende partecipanti, intitolato al compianto Franco Monaco, funzionario Arsac.

Il “padrone di casa”, il commissario straordinario di Arsac Stefano Aiello ha aperto i lavori dell’incontro affermando che “dopo il successo dello scorso anno, l’Azienda regionale per lo sviluppo dell’agricoltura calabrese ha voluto, in questa edizione, evidenziare le eccellenze delle produzioni di salumi D.O.P. calabresi e di suino Nero di Calabria”, e che “l’evento, che punta a diventare un importante appuntamento del comparto agroalimentare regionale, rientra nel novero di iniziative progettate e realizzate da Arsac per la valorizzazione delle produzioni agricole e zootecniche”. Numerosi gli interventi di esperti del settore che si sono alternati durante il convegno. Il divulgatore agricolo dell’Arsac Giuseppe Rende ha dissertato sulla storia del suino nero di Calabria spiegando come “grazie a documenti pubblici, ma soprattutto ad atti privati, è possibile affermare come vi siano tracce del suino nero già dall’inizio del dodicesimo secolo. Abbiamo potuto tracciare – ha detto Rende - un quadro esauriente sulla razza e sulle condizioni in cui veniva realizzato l’allevamento”. Il presidente del Consorzio di tutela dei salumi di Calabria dop Cristian Ruffo ha messo in evidenza l’unicità dell’istituto che presiede grazie “al fatto che contiene l’intera filiera, con la presenza, al suo interno, sia della componente zootecnica che di quella dei trasformatori”. Ruffo ha anche espresso gratitudine per quelle aziende che “hanno creduto nel dop anche quando la politica non ci credeva, e anche quando si aveva la consapevolezza di non poter aggredire tutti i mercati”. La Calabria è stata l’ultima regione italiana ad essere accreditata per la malattia vescicolare suina. Un’ottima notizia per il comparto perché “consente – ha detto Gianluca Grandinetti, della task force veterinaria regionale – di poterci aprire a tutti i mercati”. Grandinetti ha chiarito che “il ritardo con cui la Calabria ha ottenuto l’accreditamento è stato determinato dai ricorsi al Tar di alcune associazioni di categoria che avversavano il decreto fatto dalla nostra Regione e che contiene norme ancora più restrittive della normativa nazionale a garanzia di maggiore sicurezza per i nostri allevatori”. La ricercatrice di economia ed estimo rurale del Dipartimento di Agraria dell’università “Mediterranea” di Reggio Calabria Anna Irene De Luca ha sottolineato l’importanza del riconoscimento delle produzioni dop come valore aggiunto allo sviluppo del territorio e delle produzioni d’eccellenza. “L’Italia – ha detto la docente – mantiene il primato per certificazioni dop in Europa; la Calabria è decima tra le regioni italiane”. Il dirigente Arsac Bruno Maiolo ha ricordato il suo compianto collega Francesco Monaco, a cui è intitolato il concorso, e ha, quindi, illustrato la peculiarità del centro sperimentale Arsac di Acri “l’unico in Italia – ha tenuto ad evidenziare Maiolo – a poter vantare tre linee genetiche di suino nero”. A concludere è stata Bianca Piovano, presidente dell’Organizzazione nazionale assaggiatori di salumi, per la quale “il prodotto sensorialmente più appagante – ha detto – è il capocollo, capace di soddisfare appieno le esigenze di olfatto e gusto”. Durante la manifestazione sono stte premiate le migliori produzioni delle aziende partecipanti al concorso. Le valutazioni dei salumi in gara sono state effettuate da una commissione di esperti Maestri Assaggiatori Onas, l’Organizzazione nazionale degli assaggiatori dei salumi. Saluti sono stati portati da Francesco Cufari, presidente regionale dell’Ordine degli agronomi, da Anna Palucci, tesoriere dell’Ordine dei medici veterinari di Cosenza, da Mauro D’Acri, consigliere regionale.

Rc 20 maggio 2019

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