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Hikikomori: via ad una nuova frontiera per la scuola

Pubblicato in Health&Food Mercoledì, 17 Aprile 2019 09:01

Hikikomori letteralmente significa “stare in disparte” e identifica quei giovani che, per fattori personali, familiari, per effetto delle crescenti pressioni esercitate dalla scuola, dalla famiglia, dai coetanei e dalla collettività, spesso non riconoscendosi nei nuovi modelli sociali, attuano una forma di ritiro volontario. All’isolamento (assenza di relazioni con i coetanei, abbandono di attività ludico-ricreative, incapacità di recarsi all’esterno del proprio domicilio, inversione del ritmo sonno-veglia) si associa quasi sempre l’abbandono scolastico. Proprio sul tema dell’abbandono scolastico è intervenuta l’associazione “Hikikomori Italia Genitori Onlus” (associazione di genitori che si sono ritrovati a dover affrontare il problema del ritiro sociale dei propri ragazzi) promuovendo numerose iniziative in tutta Italia: in Piemonte è stato sottoscritto un protocollo con l’USR e la Regione per fornire alcune linee guida atte a garantire la possibilità anche per i giovani ritirati di continuare ad esercitare il proprio diritto allo studio.

Il documento ha consentito poi di avviare anche presso il MIUR un apposito tavolo tecnico per la definizione di linee guida nazionali. Il documento recita testualmente: “Nel rispetto dell’autonomia di ciascuna istituzione scolastica, gli insegnanti devono attivare interventi mirati e utilizzare strategie adeguate ed efficaci, finalizzati alla “presa in carico educativa, pedagogica e didattica” dell’allievo/a…….anche attraverso il PDP, la scuola potrà mettere in campo tutte le forme di deroga (sulle assenze) e di personalizzazione della progettazione didattica (fino all’individuazione di alcuni obiettivi minimi, se necessario) e della valutazione, secondo quanto previsto dalle disposizioni sui Bisogni Educativi Speciali (BES)….. Co-progettare obiettivi e strategie personalizzate di lavoro e di verifica e
valutazione; modulare e personalizzare i tempi, i luoghi e le strategie didattiche e valutative (a distanza; a domicilio; in “spazi scolastici protetti”…)….Attivazione di un percorso di Istruzione Domiciliare “autonomo”, deliberato dalla scuola, in assenza di richiesta di medico ospedaliero e senza rimborsi dal MIUR. Utilizzo delle tecnologie per l’inclusione: E-learning; collegamenti via Skype; videolezioni…”
A Reggio Calabria, seguendo la strada già avviata in altre parti d’Italia e grazie alla presenza dell’associazione Hikikomori Italia genitori Onlus, con il supporto delle psicologhe dell’associazione e della cooperativa sociale “Libero Nocera”, ma soprattutto grazie alla sensibilità dimostrata dalla dirigente e dal corpo docente dell’Istituto Tecnico Industriale “Panella – Vallauri” si sta sperimentando un nuovo metodo di studio per permettere ai ragazzi che si trovano in una condizione di ritiro sociale di ottenere una valutazione e non perdere l’anno scolastico. Si tratta di una buona prassi che sarà presentata anche al tavolo del Ministero affinchè diventi un modello replicabile in tutto il territorio nazionale.
Il modello sperimentale si basa sull’utilizzo di una piattaforma digitale “Padlet” e offre gratuitamente ai docenti e agli studenti, tramite una semplice registrazione, la possibilità di effettuare uno scambio di documenti, immagini, link, video ecc. Permette, inoltre, di scaricare sul proprio dispositivo il contenuto del proprio muro virtuale in diversi possibili formati tra cui PDF o immagine. Nello specifico si sono concordati con i rispettivi docenti delle attività/moduli che i ragazzi ricevono settimanalmente su questa piattaforma, con una parte teorica con la relativa spiegazione ed una serie di esercitazioni pratiche sul modulo corrispondente. Gli insegnanti controllano le verifiche al fine di valutare l’acquisizione delle conoscenze sul modulo ed inviano tramite una valutazione dei feedback al ragazzo, inoltre restano sempre a loro disposizione per qualunque chiarimento tramite la loro e-mail, su cui gli allievi possono chiedere tutte le spiegazioni che ritengono necessarie. In questo modo ogni settimana i docenti inviano nuovi moduli con relative verifiche e i ragazzi possono svolgere direttamente da casa propria i compiti, restituendoli ai professori, per una valutazione nelle singole discipline, attraverso uno scambio digitale. Viene, inoltre, garantita la privacy che questi ragazzi chiedono attraverso degli account personali, con un
relativo username e password dei quali sono in possesso sono l’allievo e gli insegnanti, sospendendo in questa fase il confronto, relativo alla prestazione/performance sul compito in presenza dei pari, motivo che in questi ragazzi genera una notevole ansia.
La sperimentazione al momento sta dando buoni risultati: i ragazzi, dopo anni di ritiro, stanno riprendendo a studiare e a svolgere regolarmente i compiti assegnati. L’obiettivo ovviamente sarà quello di riportarli lentamente a scuola ma ad oggi è indubbio che il progetto ha consentito di perseguire un risultato ancora più grande: restituire a giovani ritirati la propria identità di studente, accrescendo la fiducia in se stessi e consentendogli, anche solo attraverso uno schermo, di ricominciare a guardare fuori senza paura.

Rc 17 aprile 2019

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