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Il consiglio dell’esperto: “Ustioni” da medusa, cosa fare?

Pubblicato in Health&Food Sabato, 20 Luglio 2019 08:20
Il consiglio dell’esperto: “Ustioni” da medusa, cosa fare? Foto di Pexels da Pixabay

Anche quest’anno, il tanto atteso bagno a mare, viene messo a repentaglio dalle meduse, creature marine dal caratteristico aspetto gelatinoso, a volte trasparenti e anche per questo insidiose, divenute ormai l’incubo dei bagnanti per le reazioni urticanti che provocano a contatto con la pelle. Mentre i media pubblicano le immagini di meduse sempre più grandi e il nostro mare è ormai invaso abbiamo chiesto alla dott.ssa Valeria Falcomatà, dermatologo, dirigente medico presso il Grande Ospedale Metropolitano, come comportarsi se si viene a contatto con una medusa.

Dott.ssa cosa accade alla nostra pelle quando entra in contatto con una medusa?
Dal punto di vista anatomico le meduse sono formate dall’ombrello, la bocca e i tentacoli. Questi ultimi posseggono nella parte inferiore degli organuli detti “cnidocisti” che rilasciano a contatto con la pelle un liquido contenente una tossina, che causa una risposta infiammatoria nel nostro organismo. I sintomi più comuni sono: immediata sensazione di intenso bruciore, comparsa di eritema e gonfiore nella zona di contatto, vescicole, fino nei casi più gravi alla formazione di vere e proprie bolle. Ovviamente le manifestazioni variano in rapporto alla sede colpita e all’estensione. Per avere queste reazioni cutanee non è necessario essere sfiorati dai tentacoli della medusa, perché basta entrare in contatto con il liquido urticante che libera attraverso i suoi filamenti.
Dott.ssa come ci si deve comportare in questi casi?
Individuare esattamente la zona colpita e sciacquarla abbondantemente con acqua di mare, in modo da diluire le tossine. Osservare con molta attenzione la cute per verificare che non siano rimasti attaccati parti dei tentacoli ed eventualmente rimuoverli con le mani o con una tessera di plastica rigida con delicatezza, aiutandosi con l’acqua di mare ed evitando di sfregare la parte perché acuiremmo la reazione infiammatoria. Dopo di che il rimedio più valido consiste nell’applicazione di un gel astringente al cloruro di alluminio in quanto blocca la progressione delle tossine e allevia velocemente il bruciore e il prurito. In mancanza di questo una valida alternativa è una crema a base di cortisone che è abbastanza efficace ma agisce più lentamente del cloruro di alluminio. Ovviamente chiamare subito il 118 qualora subentrino complicazioni come difficoltà respiratorie, pallore, sudorazione, vomito, vertigini perché alcune persone potrebbero possono sviluppare uno shock anafilattico.
Possiamo sfatare alcuni miti?
Si consiglia di evitare medicazioni estemporanee a base di ammoniaca, succo di limone, aceto e alcool perché alcuni di questi peggiorerebbero certamente la situazione, su altri, invece, non ci sono evidenze scientifiche a supporto. Evitare di strofinare la parte con pietre calde perché è vero che le tossine essendo termolabili si inattivano col calore, ma solo con temperature molto molto alte.
Nei giorni seguenti come ci si deve comportare?
A seconda della gravità reazione infiammatoria, è consigliabile recarsi dal proprio medico curante. Alcune reazioni sono vere e proprie ustioni e come tali vanno trattate. In ogni caso la zona colpita deve rimanere coperta e non esposta al sole fino a guarigione e successivamente va protetta con uno schermo solare alto per evitare un esito cicatriziale ipercromico, una macchia scura, per essere chiari.

Rc 20 luglio 2019

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