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Sei qui: HomeSPORTLe arti marziali nelle scuole: al "Da Vinci" successo per il progetto del Sensei Cuzzocrea

Le arti marziali nelle scuole: al "Da Vinci" successo per il progetto del Sensei Cuzzocrea

Pubblicato in SPORT Mercoledì, 06 Marzo 2019 18:43

Reggio Calabria. Grande affluenza al corso di difesa personale, interamente gratuito, ospitato dall'Istituto Scolastico, Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci di Reggio Calabria, durato ben quattro mesi, dal mese di novembre del 2018 ininterrottamente fino al 5 di marzo 2019, con la consegna degli attestati di frequenza ai ragazzi che hanno partecipato al corso. Al corso

hanno aderito 85 alunni, quattro genitori ed un docente dell'Istituto stesso, ottenendo una serie di risultati positivi su vari piani sociali che vanno oltre quello meramente agonistico, risultati riscontrati, tra l'altro, dagli stessi docenti della scuola. Alla base di tale successo, il lavoro indefesso del Sensei Francesco Cuzzocrea, docente di Difesa Personale della Polizia di Stato, nonchè direttore nazionale della Scuola di arti marziali tradizionali giapponese, Seigokan Goju Ryu Karate do ha avuto come finalità, l’educazione ai valori sociali mediante l’apprendimento delle arti marziali tradizionali. Fin dalla loro origine, le arti marziali sono state insegnate come metodologia di difesa personale, da applicare unicamente come ultima risorsa per la salvaguardia fisica dell’individuo: una risorsa a cui attingere, come estrema ratio, nel caso in cui ogni altro tentativo di scongiurare una minaccia fisica si rivelasse inutile. Ma anche nel caso in cui fosse necessario il loro utilizzo, la filosofia orientale impone un limite morale nell’applicazione di queste tecniche, limite coincidente con lo stretto indispensabile per
neutralizzare la minaccia e rendere inoffensivo l’aggressore, salvaguardando nel contempo e nei limiti delle possibilità anche l’integrità fisica di quest’ultimo. Con l’avvento delle rappresentazioni cinematografiche, la vera filosofia delle arti marziali ha subito una distorsione nel proprio significato originario teso alla non violenza; si è voluto evidenziare la forma delle arti marziali nell’aspetto più evidente e spettacolare, i combattimenti, tralasciando intenzionalmente la morale, che delle arti marziali rappresenta indubbiamente la parte più cospicua. Tale scelta ha tratto origine da esigenze del mercato cinematografico e dalla volontà di rendere fruibile un concetto, quello delle arti marziali, che all’inizio degli anni ‘70 appariva quanto meno estraneo e per certi versi incomprensibile alla società occidentale. Chi intraprende la pratica delle arti marziali tradizionali, infatti, inizialmente lo fa allo scopo di dotarsi di un valido metodo di autodifesa. Ma con il tempo tale esperienza assume una concezione universale, tesa ad un maggiore rispetto verso l’essere umano e, più in generale, verso l’ambiente che lo circonda. Nelle arti marziali tradizionali sono insiti gli insegnamenti della filosofia orientale di non violenza, di rispetto e di tolleranza universale; una concezione orientata al rispetto dell’altro, dell’ambiente e, certamente, delle leggi che regolano la società civile. L’aspetto filosofico delle arti marziali tradizionali va pertanto tenuto nella debita considerazione atteso che, al pari dell’evoluzione fisica del praticante, ne evolve anche la psiche, protendendo l’allievo verso un rinnovato senso civico e sociale; ciò appare quanto mai utile nella costituzione sana delle nuove generazioni, sempre più orientate verso un vuoto materialismo a scapito di valori e ideali. Non va trascurato infine l’aspetto sostanziale delle arti marziali, vale a dire l’attitudine che queste infondono nel praticante di salvaguardarsi dalle aggressioni, limitando al massimo danni fisici propri e all’aggressore. L’aspetto pratico delle arti marziali tradizionali prevede l’utilizzo di tecniche volte ad immobilizzare l’aggressore, riducendone al minimo i traumi, mediante l’applicazione di principi fisici come la leva, dove la forza individuale appare irrilevante. In tal modo un soggetto debole, ma in possesso delle giuste conoscenze tecniche, riesce a sfuggire e addirittura a sopraffare l’aggressore, rendendolo innocuo. Considerando quanto appena affermato in uno scenario di crescente violenza, al pari di quello attuale, la corretta pratica delle arti marziali consentirebbe di dotare anche quelle fasce sociali meno forti, ad esempio donne e anziani, di uno strumento concretamente utile a sfuggire alle aggressioni. Concludendo, le arti marziali rappresentano quindi sia un modello educativo, rivolto principalmente agli adolescenti per coltivarne accrescerne l’orientamento sociale in favore del rispetto reciproco e delle istituzioni, mantenendo altresì il primato di metodo efficace di autodifesa, rivolto principalmente alle fasce sociali maggiormente esposte a potenziali aggressioni. Partendo da tali premesse, il maestro Francesco Cuzzocrea, su propria iniziativa e proposta alla dirigente Princi e stato realizzato il progetto “Le Arti Marziali Tradizionali nella scuola come cultura e disciplina”, sottolineando la necessità di infondere tra i giovani la cultura della legalità, ritenendo la prevenzione come il più efficace strumento di contrasto di fenomeni oramai dilaganti come violenza e bullismo. Augurandomi che iniziativa sia concretamente utile alle generazioni di adolescenti, nel loro percorso di formazione e di crescita, forte di un’esperienza maturata in quarantacinque anni di assidua pratica, ha aderito fin da subito alle succitate istanze, essendo da tempo già promotore della diffusione delle arti marziali quale stile di vita. Tutto ciò al fine di prevenire quei fenomeni antisociali e illegali, che trovano nei più giovani il terreno fertile dove attecchire. A fronte di ciò le istituzioni scolastiche, congiuntamente alle altre istituzioni dello Stato, Polizia di Stato in primis, da sempre attive nel contrasto di tali comportamenti di micro criminalità, trovano in tale progetto la possibile e concreta soluzione preventiva al problema del bullismo, che nel frattempo ha assunto le connotazioni di vera e propria piaga sociale, mortificando lo strenuo lavoro di docenti e famiglie, nel difficile impegno di formare validamente le nuove generazioni, futuri cittadini italiani. Il progetto si è basato principalmente sull’insegnamento psico-pratico delle arti marziali, ed in particolar modo le basi delle tecniche di difesa personale; il tutto preventivamente concertato in un incontro scuola famiglie. Il Maestro Cuzzocrea fermamente certo che tale progetto rappresenti un valido e utile strumento nel processo di formazione civica e sociale delle nuove generazioni, ha già
svolto in parecchie occasioni corsi gratuiti finalizzati al conseguimento degli obbiettivi su esposti, impegnandosi assiduamente e sempre nel tempo libero, a tali scopi. L’augurio è che dette attività trovino il giusto consenso nelle varie Istituzioni ai fini del prosieguo delle stesse. Il maestro Cuzzocrea ha espresso il suo plauso e ringraziamento alla dirigente del Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci Giuseppina Princi, che ha permesso con la propria approvazione la realizzazione del progetto Arti Marziali nelle scuole come cultura e disciplina di vita, gli allievi Rocco V. Casciano cintura nera II° dan, Marco Russo Cintura verde, Emanuele Matalone cintura verde, Antonino Crico cintura gialla, Fortunato Fedele cintura marrone ed il veterano cintura gialla dott. Francesco Zimmitti, pediatra.

Reggio Calabria 6 marzo 2019

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