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Alloggi popolari, la protesta dell'Osservatorio Disagio Abitativo arriva in Consiglio comunale

Pubblicato in Storie Venerdì, 24 Maggio 2019 16:27

Il Comune di Reggio Calabria, nonostante qualche iniziativa realizzata, continua a non garantire il diritto all'alloggio alle famiglie a reddito basso e senza una casa. Il settore degli alloggi popolari presenta gravissime carenze gestionali che dipendono dall'azione politica dell'Amministrazione. - L'Osservatorio sul disagio abitativo con un' importante partecipazione di famiglie ha denunciato, ancora una volta, nell'aula del Consiglio Comunale le diverse problematiche del settore ERP. Questa volta l'ha fatto mostrando ai consiglieri presenti otto cartelloni. Gli 11 milioni stornati.

Pur essendoci qualche centinaio le famiglie che hanno vinto il bando comunale 2005 e che sono in emergenza abitativa, l'Amministrazione comunale, nel 2016, ha stornato un finanziamento di 11 milioni di euro destinato a dare l'alloggio a circa 160 nuclei. Per correggere quest' azione cinquecentotrentaquattro reggine e reggini hanno firmato una Petizione che è stata presentata dall'Osservatorio sul disagio abitativo il 18 febbraio chiedendo al Comune il ripristino del finanziamento di 11 milioni per l'acquisto di alloggi . Il termine di 90 giorni previsto per la risposta alla Petizione è già scaduto, ma l'Amministrazione non ha ancora risposto. Non solo non si vuole implementare il patrimonio degli alloggi, come sarebbe necessario, ma non viene gestito neanche quello esistente. Difatti, il settore di Edilizia Residenziale Pubblica da tempo non realizza, con la necessaria efficacia, le verifiche sulla permanenza dei requisiti degli assegnatari dei 7000 alloggi popolari ( comunali ed Aterp) esistenti nel territorio comunale. Le verifiche sono previste dalla normativa vigente per recuperare e riassegnare gli alloggi non più abitati e per garantire la gestione legale delle assegnazioni. Nonostante quanto deciso dal Consiglio Comunale il 10 febbraio 2017, il Sindaco non ha ancora disposto che al settore ERP venga assegnato stabilmente un gruppo di vigili e di operatori informatici per effettuare quotidianamente le verifiche.

Tantomeno ha provveduto a chiedere alla Prefettura la costituzione di una task –force con le forze dell'ordine dello Stato . Questa azione di controllo con la relativa informatizzazione consentirebbe il recupero di decine di alloggi da assegnare alle famiglie vincitrici del bando 2005 ed a quelle in emergenza abitativa. Ma consentirebbe pure l'eliminazione dell'illegalità diffusa di cui gli alloggi erp sono oggetto, proprio a causa della mancanza di questa attività di controllo . Anche la gestione economica del settore ERP, indispensabile per garantire la necessaria efficienza strutturale del patrimonio, è del tutto assente. Negli ultimi quattro anni, mentre la gran parte degli alloggi comunali versa in gravissime condizioni strutturali, il Comune non ha garantito i livelli minini di manutenzione. Difatti, negli ultimi anni, i 3 milioni di euro entrati nelle casse comunali dai canoni e dalle vendite degli alloggi non sono stati spesi. Ma, secondo la normativa vigente, questi fondi sono vincolati al settore e dovrebbero essere spesi per garantire la necessaria manutenzione degli alloggi ERP. Per quanto riguarda la gestione delle emergenze abitative ( art 31 Lr 32/1996) il Comune, su sollecitazione dell'Osservatorio sul disagio abitativo, ha approvato il 25 gennaio 2018 un regolamento con la finalità di garantire trasparenza e velocità.

Ma, fino ad oggi, il regolamento non è stato applicato e quindi si è continuato a gestire le emergenze con poca trasparenza e senza un'apposita graduatoria. La norma regionale sulla mobilità degli alloggi ERP del 1996, dopo 23 anni, continua a non essere applicata dal Comune e dall'Aterp e quindi centinaia di richieste di cambio alloggio risultano inevase negando il pieno diritto alla casa di moltissime famiglie assegnatarie . Il progetto di superamento del ghetto dell'Ex Polveriera, avviato nel mese di aprile 2018 portando alla sistemazione in dislocazione di 17 nuclei familiari, da 8 mesi è inspiegabilmente bloccato. Nel ghetto sono rimaste 15 famiglie che sono costrette ad abitare tra le macerie delle baracche demolite, nelle quali sono presenti delle lastre di eternit frantumate. Tra le situazioni di grave emergenza abitativa c'è da considerare anche quella delle persone senza fissa dimora. Nel periodo invernale, il Comune ha aperto un dormitorio pubblico offrendo un posto letto ad un gruppo di persone. Ma nel mese di marzo lo ha chiuso rimandando sulla strada le persone che aveva accolto. E' quindi urgente che l'Amministrazione riapra un dormitorio pubblico per offrire nuovamente e per tutto l'anno un posto letto a queste persone.

Reggio Calabria, 24 maggio 2019

Osservatorio sul disagio abitativo

Un Mondo Di Mondi Giacomo Marino –Cristina Delfino

CSOA Angelina Cartella

Società dei Territorialisti/e Onlus

Centro Sociale Nuvola Rossa

Comitato Solidarietà Migranti

Reggio Non Tace

Collettiva AutonoMia

Letto 189 volte

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