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Due passi sul Corso Garibaldi

Pubblicato in Strade e Piazze Domenica, 07 Febbraio 2016 09:43

Reggio Calabria 07/02/2016 - di Giuseppe Cantarella. Il Corso Giuseppe Garibaldi, che da Piazza De Nava si dirige rettilineo verso il ponte sulla fiumara Calopinace, e' la strada principale di Reggio Calabria; e basterebbe questa affermazione per chiudere qui il pezzo di questa settimana. Ed invece, numerosi sono gli spunti che derivano dallo studio di questa parte della nostra bella ed amata citta'. Cominceremmo con una riflessione di carattere storico. Nel corso dei secoli scorsi la fisionomia urbana di Reggio e' cambiata, ed abbiamo almeno tre 'fasi' cui fare riferimento:

la Reggio del ‘600, descritta dallo Spanò Bolani e raffigurata dal Pacichelli, non ha una vera e propria via principale che la attraversi nel senso Nord – Sud, ma solamente un percorso che congiunge porta Mesa (a Nord) a porta San Filippo (a Sud); già la Reggio dell’800, disegnata dalla matita del Mori, presenta una via principale rettilinea, fino al 1860 denominata Corso Borbonio, che comincia a mostrarsi come la strada più importante, sulla quale sorgono i palazzi delle famiglie più benestanti della città (per esempio, palazzo Melissari, oggi palazzo Nesci; oppure, palazzo Vilardi, accanto al Duomo); dopo il terremoto del 1908 la città di Reggio Calabria fu ricostruita mantenendo lo schema Mori, ed il Corso Garibaldi rimase a svolgere la sua funzione di asse di riferimento dell’impostazione urbanistica della città.
Oggi il Corso Garibaldi è interessato dai lavori di riqualificazione della pavimentazione e dei marciapiedi, e quando quest’opera sarà completata, insieme alla riqualificazione di piazza Duomo e di piazza Italia, la nostra città potrà avere un’area pedonale di grande pregio. Ma, sicuramente, molti dei nostri lettori ricorderanno che fino ai primi anni ‘70 sul Corso transitavano regolarmente le autovetture e gli autobus dell’A.M.A.; poi erano rimasti solamente gli autobus, in doppio senso; ed, infine, tutto il traffico automobilistico è stato vietato, con la chiusura delle traverse con le famose fioriere, all’inizio degli anni ’90. Ed andando ancora più indietro con il tempo, le vecchie cartoline ci mostrano il corso Garibaldi attraversato dal tram, che ha svolto servizio a Reggio Calabria fra gli anni ’20 e gli anni ’30.
Da questa prima valutazione, ne scaturisce subito un’altra, per conseguenza: nonostante Reggio sia sempre stata in posizione di cerniera fra il versante tirrenico e quello jonico (come aveva messo bene in evidenza Mario Mura in un suo apprezzato lavoro pubblicato negli anni ’80 dall’Istituto Geografico De Agostini), la sua via principale – né storicamente né attualmente - non mette in comunicazione le due uscite dall’area urbana, quasi configurando una città “chiusa” al territorio circostante.
Oggi, quindi, chiaramente, il Corso Garibaldi – isola pedonale si percorre a piedi; e la passeggiata, che costituisce un’abitudine irrinunciabile dei reggini, diventa occasione di incontro fra amici, conoscenti, anche semplicemente per scambiare le consuete espressioni :”Come va? Che si dice? Tutto a posto? A casa? tutti bene? Tanti saluti!” e di shopping nei numerosi negozi che si affacciano sulla strada. Nello scacchiere urbanistico della nostra città, il Corso è attraversato da numerose traverse, che sono quelle strade che vengono dalla parte alta e si dirigono verso la via Marina, e che costituiscono, d’inverno, il principale agente responsabile del raffreddore dei reggini, perché incanalano aria fredda proveniente dal Lungomare, e che viene chiamata, con una denominazione di misteriosa origine, “la filippina”. Invece, d’estate, proprio questo flusso di aria fresca costituisce una sorta di aria condizionata naturale che migliora sensibilmente la temperatura percepita.
Una passeggiata sul Corso Garibaldi permette di ammirare scorci interessanti della nostra città: a cominciare da piazza De Nava e dal Museo Archeologico Nazionale, di cui abbiamo già scritto; subito dopo, sulla destra, si apre la via Colombo che offre una magnifica prospettiva verso il viale Genoese Zerbi; al civico 88 – isolato 178 - è possibile ammirare la magnifica facciata, al primo piano, di palazzo Corigliano in purissimo stile Liberty. Più avanti, all’altezza di via San Paolo, l’isolato 187 è occupato da palazzo Travia, gia proprietà Migliorini, dove fummo ricevuti sul finire degli anni ’80 dal Commendatore per un’intervista all’indomani della sua rielezione a presidente del Circolo del Tennis “Rocco Polimeni”. Arrivati all’incrocio con via Due Settembre 1847, sorge un’ altra bellissima testimonianza in stile Liberty, vale a dire il Teatro Siracusa, costruito da questa importante famiglia reggina di cui il personaggio più importante, Nino, possiamo considerare tranquillamente un mecenate dei nostri tempi, avendo organizzato, fin dagli anni ’50, spettacoli di alto livello, gareggiando con i Montesano che, invece, gestivano il Cilea. Nella sua parte centrale, il Corso mostra palazzo Trapani – Lombardo, progettato da Gino Zani, che nella sua facciata lato Sud guarda su via Giudecca, oggi occupata dal Tapis Roulant. Qui ammiriamo la chiesa di San Giorgio al Corso, denominato anche Tempio della Vittoria, uno dei capolavori di Camillo Autore; all’angolo, sotto l’Elce, ci sembra ancora di rivedere la baracchetta del Poeta Balia, che fin dai primi anni dopo la Seconda Guerra Mondiale e fino al 2000, ha costituito una vera caratteristica culturale della nos5tra città. Ancora qualche traversa, ed ecco il Teatro Comunale Francesco Cilea, il cui edificio ospita la Pinacoteca civica, e piazza Vittorio Emanuele, meglio conosciuta come piazza Italia. Palazzo Nesci è più avanti, vicino alla piazzetta Camagna, dove è stata ricollocata recentemente la statua dell’avvocato reggino, com’era in origine. Piazza Duomo e poi la Villa Comunale, e, per concludere, piazza Garibaldi in corrispondenza della Stazione ferroviaria.
Una passeggiata attraverso luoghi che meritano l’approfondimento che dedicheremo loro nei prossimi appuntamenti.

Prof. Giuseppe Cantarella

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