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L'asimmetrica bellezza di Piazza Duomo

Pubblicato in Strade e Piazze Sabato, 12 Marzo 2016 09:14

Reggio Calabria 12/03/2016 - di Giuseppe Cantarella. Oggi ci occupiamo di piazza Duomo. Abbiamo piu' volte messo in evidenza, nel corso dei nostri interventi, che l’assetto urbanistico complessivo dell’area urbana di Reggio Calabria, fra la fiumara Annunziata e la fiumara Calopinace, quale risulta dal Piano Regolatore del 1911, ricalca l’impianto voluto dall’ingegnere Giovan Battista Mori, ufficiale del Genio Militare incaricato della ricostruzione della citta' di Reggio Calabria, dopo

il terremoto del 1783, con queste strade diritte che si intersecano fra di loro formando isolati di pianta regolare.
Piazza Duomo costituisce uno dei pochi e significativi esempi di variazione rispetto a questa corrispondenza. Prima del terremoto del 28 dicembre del 1908, infatti, la Cattedrale sorgeva in luogo diverso da oggi, un po’ più avanti, grosso modo dove oggi c’è il palazzo che segna l’inizio della via Castello, che è quella strada che sale verso la chiesa degli Ottimati e che ha, in planimetria, un andamento inclinato rispetto all’asse della via Tommaso Campanella. Ecco, l’asse di piazza Duomo aveva questa inclinazione rispetto alla strada principale di Reggio Calabria, che fino al 1861 si chiamò corso Borbonio, poi corso Garibaldi. E il Duomo si affacciava su questa piazza con una imponente scalinata. Alla sinistra del Duomo ante 1908 sorgeva palazzo Vilardi, la cui proprietà ancora oggi è riscontrabile nell’isolato che ospita la banca BNL. Quindi, in definitiva, una piazza con l’asse principale inclinato rispetto al Corso.
Il terremoto del 1908 non aveva molto danneggiato l’edificio sacro della Cattedrale, ma nel quadro degli interventi del Piano Regolatore del 1911, che servivano a rettificare ed a squadrare ancora di più gli incroci dei 419 isolati (e che portarono, anche, alla demolizione di parte del Castello Aragonese), fu deciso di destinare alla piazza un’area un po’ più a Sud, dove oggi sorge, e di demolire il vecchio Duomo e ricostruirlo dove si trova oggi, recuperando tutte le decorazioni artistiche.
Il risultato di questa rettifica ha prodotto una piazza di forma rettangolare, delle dimensioni di circa 75 metri sul lato che viene parallelo all’asse viario del Corso Garibaldi, e di circa 65 metri sul lato ortogonale a questo asse viario. Quindi, una piazza più “lunga” che “larga”. Eppure, noi, in questi anni, l’abbiamo vista sempre più in direzione Est – Ovest, soprattutto perché era consentito parcheggiare le automobili e, contemporaneamente, si attraversava con le macchine stesse per andare dal Duomo verso il Lungomare.
Nei prossimi mesi, invece, visto che i lavori di riqualificazione della piazza vanno avanti spediti, e già mostrano del luogo un gradevole aspetto, piazza Duomo sarà un altro punto di incontro della nostra bella ed amata città esclusivamente dedicato alla popolazione reggina, all’interno del percorso pedonalizzato del Corso Garibaldi, senza più automobili né parcheggiate né in transito. Piace mettere in risalto la circostanza che i lavori di riqualificazione della piazza abbiano privilegiato la presenza degli alberi, esemplari di Ficus benjamina, con la realizzazione, tutto intorno ai tronchi, di aiuole - panchine; la loro energica potatura, effettuata l’anno scorso, ha dato più luce alla piazza, ed ha messo in evidenza soprattutto le architetture degli edifici che vi si affacciano, sul lato Sud (all’isolato 362) e sul lato Nord (isolato 343), e si tratta di due edifici gemelli, con i portici a piano terra, che offrono un elemento di caratterizzazione alla piazza. Sul lato Nord, all’isolato 343 sorge palazzo Laface, di proprietà della famiglia di colui che fu per tanti anni il direttore della Stazione sperimentale delle essenze. Si tratta di un palazzo che conserva ancora degli aspetti di bellezza e di grazia, ed è stato aperto al pubblico recentemente in occasione delle Giornate di Primavera del FAI. Dall’altro lato, all’isolato 362, non possiamo dimenticare la presenza, sotto i portici, dell’Extra Bar, lo storico locale che soprattutto negli anni ’70 – ’80 ha rappresentato, assieme al Roof Garden, il fiore all’occhiello della ristorazione della nostra città, grazie alla formula della cucina da asporto, poi dell’aperitivo “della casa”, ma soprattutto del mitico tramezzino, il fresco sandwich ideale per uno snack veloce e leggero. Oggi fa un po’ di malinconia a passare da lì e vedere un locale così bello, desolatamente chiuso, pensando soprattutto alle ultime vicende che lo hanno riguardato. Il nostro augurio è che, nel momento in cui la piazza Duomo sarà definitivamente riaperta alla pedonalizzazione, il locale possa tornare a funzionare. E dall’altra parte del marciapiede, ricordiamo l’altro locale, il Bolignano, dove si radunavano i giovani dell’estrema sinistra reggina anni ’70 che indossavano l’eskimo di gucciniana memoria; ed il Cinema Moderno, che con le sue locandine scollacciate aveva suscitato le ire della Curia arcivescovile, che protestava per queste esibizioni a così breve distanza dal Duomo.
Un’ultima annotazione. Sulla facciata del palazzo che dà su piazza Duomo proprio davanti all’edicola Condemi, si può osservare la lapide che ricorda la nascita, il 19 ottobre del 1882, del pittore Umberto Boccioni la cui casa paterna sorgeva proprio da quelle parti, all’indirizzo di via Cavour 41, per come è possibile leggere anche sul certificato di nascita dell’artista.

 

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