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La Chiesa di San Giorgio al Corso

Pubblicato in Strade e Piazze Sabato, 13 Febbraio 2016 09:03

Reggio Calabria 13/02/2016 - di Giuseppe Cantarella. Andiamo con l'approfondimento degli spazi afferenti al Corso Giuseppe Garibaldi. Vorremmo cominciare proprio dal sagrato della chiesa di San Giorgio al Corso, che anche se non si tratta di una piazza nel senso tecnico del termine, pure svolge la funzione primitiva di agora', quindi di luogo di incontro dei cittadini, delle persone. La chiesa di San Giorgio al Corso: questa denominazione, che fa riferimento all’ubicazione di questo edificio sacro, serve a distinguerlo dall’altra chiesa consacrata a San Giorgio esistente a Reggio Calabria, e che sorge

al di là della fiumara Calopinace, nella zona dove, nel 1631, quando venne istituita la parrocchia, ci si trovava fuori delle mura cittadine e, quindi, extra moenia.
L’edificio di San Giorgio al Corso venne costruito negli anni ’30 su progetto dell’architetto palermitano Camillo Autore (1882 – 1936), che ha realizzato nella nostra città il progetto di altri importanti edifici, che vedremo in seguito, e venne inaugurato il 26 maggio del 1935 dall’Arcivescovo dell’epoca, Monsignor Carmelo Pujia, alla presenza di S.A.R. il Principe Umberto di Savoia, accompagnato dalla consorte Maria José. La chiesa è conosciuta anche con la denominazione di Tempio della Vittoria, e ciò è da mettere in relazione con la circostanza che, sulla facciata e sul portone d’ingresso di questa chiesa, vi sono numerosi riferimenti alle vicende della 1^ Guerra Mondiale. All’interno della chiesa di San Giorgio al Corso, sulla destra, si apre la cappella della famiglia nobile reggina Guarna, con la statua del Beato Giovanni Guarna, il quale visse a cavallo fra il XII ed il XIII secolo, e la cui figura è ancora tutta da scoprire, in questa città che molto dimentica e che troppo trascura.
Il Tempio della Vittoria ha la facciata arretrata rispetto agli altri edifici del Corso Garibaldi, formando così questo ampio sagrato di forma rettangolare. Sul lato sinistro di chi guardi il Tempio si trova la statua dell’Angelo Tutelare.
La statua dell’Angelo Tutelare venne collocata in questo posto il 24 aprile del 1967, per come riporta la lapide posta sul basamento. Il braccio destro dell’Angelo è mancante, mentre il braccio sinistro regge uno scudo in cui è scolpita la classica immagine di San Giorgio – patrono di Reggio Calabria - che uccide il drago. Sul basamento sono presenti in tutto tre lapidi. La più antica è nella parte posteriore e risale al 1637, e spiega che la statua venne costruita “ … pietatis argumento commendavere …” , vale a dire per la tutela della città in nome della pietà popolare. L’altra lapide, del ‘700, posta sul lato del basamento rivolto verso il Corso Garibaldi, parla di un restauro avvenuto nel 1752 per collocare la statua “ … aere publico reficienda, altius erigenda, ad elegantiore forma reducenda … “ quindi in un luogo pubblico, risistemata, messa più in alto di prima ed in forma più elegante.
Il sagrato di San Giorgio al Corso è delimitato, a Nord, dalla via Giudecca, denominazione che riporta indietro nel tempo alla presenza di una comunità ebraica nella nostra città. Oggi questa via è occupata dal Tapis Roulant, questa moderna struttura che collega il Lungomare Italo Falcomatà alla parte alta della città.
All’incrocio del Corso Garibaldi con la via Giudecca, sullo spigolo del sagrato del Tempio della Vittoria, fino a qualche anno fa sorgeva un chiosco in legno verde e lamiera, adibito alla vendita di libri usati. Il nome del proprietario del chiosco – Demetrio Ferrara – potrebbe risultare sconosciuto ai più, dal momento che tutti a Reggio Calabria lo conoscevano con l’appellativo di Poeta Balia. Il Poeta Balia aveva cominciato la propria attività negli anni immediatamente successivi alla Seconda Guerra Mondiale, e l’ha portata avanti fino alla sua morte, avvenuta nel 2000. Il suo chiosco era diventato un punto di riferimento per gli studenti, ma anche per gli amanti e gli appassionati ed i collezionisti di libri, dal momento che spesso si riusciva ad acquistare, a prezzo convenente, opere di vero interesse.
Ricordiamo negli anni ’70 quando il bar che sorgeva di fronte aveva messo i tavolini in un pezzo del sagrato della chiesa, ed era diventato il luogo di appuntamento e di ritrovo dei giocatori della squadra di rugby della nostra città, la Caronte, che in quegli anni giocava nel massimo campionato nazionale. E proprio di fronte continua a funzionare, e ci auguriamo che lo faccia ancora per lungo tempo, quello che è da considerarsi il negozio più bello del Corso Garibaldi, e ci riferiamo alla profumeria “Pastore” del signor Chiovaro, con quell’arredamento in legno anni ’20 che ci riporta indietro nel tempo, a quella Reggio bella e gentile che usciva dalla tragedia del terremoto del 1908 e voleva ripartire con un respiro positivo. E visto che stiamo parlando di antiche attività commerciali, vorremmo concludere queste nostre note con il riferimento al palazzo ad angolo con via Giudecca, là dove c’era il negozio di abbigliamento di Tramontana (che, ricordiamolo, aveva dato un grande aiuto al Poeta Balia all’inizio della sua attività, mettendogli a disposizione un ripostiglio per tenere i libri, prima che costruisse la baracchetta): sulla facciata di questo palazzo vi sono quattro bassorilievi che vale la pena di osservare da vicino e di ammirare. Un buon motivo per interrompere la nostra quotidiana passeggiata serale sul Corso Garibaldi.

Prof. Giuseppe Cantarella

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