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Dal 5 luglio al 15 settembre 2019 nuove aree pedonali e zone a traffico limitato in città

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La piccola e bella Piazza Camagna

Pubblicato in Strade e Piazze Sabato, 27 Febbraio 2016 14:08

Reggio Calabria 27/02/2016 – di Giuseppe Cantarella. Restiamo sul Corso Garibaldi e continuiamo la nostra passeggiata. Dopo avere ammirato la facciata di palazzo Nesci, gia’ palazzo Melissari, che costituisce uno dei pochissimi esempi di edifici sopravvissuti al terremoto del 1908, arriviamo a piazza Camagna. Certo, oggi che sulla strada principale della nostra bella ed amata citta' insistono i lavori di riqualificazione e ripristino

della pavimentazione, piazza Camagna è stata adattata a deposito a servizio del cantiere, per cui mostra un aspetto disordinato, ma si tratta di uno slargo tra i più graziosi del centro.
Nelle indicazioni toponomastiche del Piano Regolatore del 1911 era indicata come piazza Prato. Stando, invece, alla relazione tecnica che accompagna il progetto di riqualificazione della piazza in Maggio 2005, dovrebbe essere stata chiamata più correttamente piazza Prati (con la “i” finale) dal nome del palazzo Prati che sorgeva a lato, risalente al ‘600: è probabile, quindi, che sulla planimetria del P.R. sia stato commesso un errore di trascrizione. In seguito, negli anni Venti, cambiò denominazione e venne intitolata a Camagna.
Biagio Camagna (31 gennaio 1858 – 30 luglio 1922) rappresenta una figura che ha attraversato la vita politica reggina a cavallo dei due secoli, fra l’800 ed il ‘900. Egli fu più volte eletto, infatti, alla Camera dei deputati, di cui ha fatto parte, ininterrottamente, dalla XVIII Legislatura insediatasi il 23.11.1892 alla XXIV Legislatura, terminata il 29.9.1919. Sul piano politico, Camagna si era schierato fra i liberali, vale a dire che il suo elettorato era rappresentato dal ceto popolare; ed a Reggio egli si contrappose a Demetrio Tripepi, che, al contrario, era l’espressione dei conservatori.
Ma Biagio Camagna era anche, e soprattutto, un avvocato di alto livello, del quale si mettevano in evidenza le eccezionali capacità oratorie, che ne facevano un vero protagonista in occasione delle sue arringhe.
Alla morte del Camagna, quindi, venne deciso di intitolare la piazza al suo nome, e venne anche collocata, pressappoco al centro dello slargo, una statua in bronzo, che ritrae l’avvocato in una classica posa oratoria, delimitata da una ringhierina in ferro battuto in forma vagamente circolare,. E così appare piazza Camagna nelle vecchie cartoline e nelle vecchie fotografie dell’epoca. Nel 1967 l’Amministrazione comunale decise di spostare la statua di Camagna in un’area ai piedi del Castello, in posizione fronteggiante il palazzo del Tribunale, dove accanto c’era anche una fontanina realizzata con uno dei delfini in bronzo (a proposito: che fine ha fatto?) provenienti dall’antica Fontana della Pescheria (gli altri sono stati collocati alle Tre fontane, sulla via Reggio Campi: ci torneremo). E per tanti anni rimase lì, fino a quando una petizione popolare, organizzata sul finire degli anni ’90, non chiese di ricollocare il monumento nella originaria posizione. Cosa che avvenne qualche anno dopo, precisamente nel luglio del 2008.
Piazza Camagna può e deve diventare, alla fine dei lavori riguardanti il Corso, un salottino elegante della nostra città. E’ delimitata da palazzi interessanti: palazzo Sarlo, sul lato Nord, all’isolato 285, ancorché costruito in epoca moderna, presenta un’estetica gradevole, ed ospita un importante attività commerciale – oggi Coin, negli anni ’70 lo storico gruppo UPIM (Unico Prezzo Italiano Milano). Tutto il nostro rammarico, invece, per la recente chiusura, al piano terra di Palazzo Manganaro, una meravigliosa realizzazione dei primi anni ‘20 dell’ingegnere Pietro De Nava, dell’attività di quello che per anni è stato un ritrovo molto frequentato, sotto la denominazione di “Bar Morabito” ultimamente chiamato “Caffè Camagna” , che anche se aveva realizzato un gazebo fin troppo invasivo, comunque costituiva un apprezzato bar – pasticceria – tavola calda. Ci auguriamo che presto il locale ricominci a funzionare.
Sul Corso, di fronte a piazza Camagna, all’isolato 286, sorge palazzo Rognetta, realizzato nel 1924 dagli ingegneri Laviny e De Simone, sulla cui facciata una lapide in marmo sopravvissuta al terremoto del 1908 ricorda la figura del pittore reggino Giuseppe Benassai. Al piano terra di palazzo Rognetta, la storica gioielleria Versace, che rappresenta una pietra miliare nella storia della sana imprenditoria reggina, il cui titolare, Agostino, ha costituito un’ importante figura in seno alla Camera di commercio della nostra città, anche nella veste di Presidente fra il 1992 ed il 1998. Accanto, palazzo Gullì, del 1915. Un po’ più avanti, sempre sul Corso, palazzo Vitrioli, recentemente ben ristrutturato, che porta anch’esso una lapide sulla facciata, che ricorda la vita dell’illustre poeta latinista reggino. Alle spalle di piazza Camagna, invece, sulla soprastante via Tommaso Campanella, collegata allo slargo da una graziosa scalinata semiellittica, palazzo Crispo si mostra in tutta la sua eleganza con le belle decorazioni della sua facciata e dei suoi balconi.

 

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