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La salita dietro la Chiesa della Candelora è oggi via Gilda Trisolini

Pubblicato in Strade e Piazze Mercoledì, 19 Settembre 2018 16:40

E' stata ufficialmente intitolata a Gilda Trisolini la via alle spalle della Chiesa della Candelora. Una proposta giunta alla Commissione Toponomastica del Comune direttamente dal Circolo culturale Rhegium Julii

GIlda trisolini, Poetessa nata nel 1924 e scomparsa nel 1996, nonché docente del liceo Classico. Animatrice dei cenacoli e delle serate del Circolo "Rhegium Julii", ha scritto numerosi volumi di poesia tra cui: Le mura cadono, I luoghi della memoria, Ho perduto la mia Città, La nostra eternità, Pensieri di una giornata, il disagio della parola, Un provvisorio confine, Imitazione di gioia, Donna nel tempo, Un altro amore. Queste le parole del presidente del Rhegium Julii:

Oggi 19 settembre, alle 15.30, la Città di Reggio Calabria, su proposta del Circolo culturale Rhegium Julii, ricorda una sua figlia straordinaria, la poetessa Gilda Trisolini, ed intitola alla stessa la rampa che percorreva ogni giorno per andare ad incontrare i suoi ragazzi.

La rammento ancora intenta a scalare la sua cima impossibile - dice Pino Bova - col fardello grave e consapevole dell'essere una donna senza tempo.

Ci aveva compagni di scandaglio per tratti a lungo condivisi con amore assieme ai tanti alunni della scuola che l'ha vista "maestra".

Ma il suo pensiero era alto e cos' la sua parola divenne un fiume della terra, tenera con il figlio, fertile con i giovani, appassionata per la Città, per l'uomo, per la poesia.

Come Quasimodo amava definirsi un "operaio di sogni" e come Pavese sosteneva che "poetare è una ferita sempre aperta".

Non fu attratta solo dal cielo più alto, dall'odore dell'anima che da queste parti assume una fragranza più intensa, ma dall'umana condizione che, a volte è misera per la caducità dell'esistenza, altre caritatevole per la sofferenza che ci circonda o ancora sublime per l'altezza irraggiungibile della creatività che ci sorprende sempre con espressioni di straordinario spessore.

Volle chiamarsi GILDA, come la madre che non conobbe e verso cui fu presa da un anelito di attrazione, di ricerca, di catarsi interiore così elevati da consegnare quasi ad una beatificazione quell'immagine e quella donna consumata fino all'estremo sacrificio.

Con Gilda stabilirono rapporti epistolari e di amicizia Carlo Betocchi, Giuseppe Berto, Domenico Zappone e tanti altri che le riconobbero, con numerose onorificenze e premi, l'altissimo valore della sua poetica e della cusua cultura.

Su Gilda bisognerà aprire ora una ricerca attenta per far conoscere fino in fondo la sua opera e il suo valore.

Ma nel tempo che sublima i sentimenti il seme sparso può solo germogliare nuovi frutti.

Il Circolo Rhegium Julii ha pubblicato, come tutti sanno, le sue ultime composizione riportate nel libro "il tempo rallentato", un testo che ha sottolineato il lungo e doloroso percorso della sua drammatica malattia.

Ora è solo il vento che sbatte sulle imposte a ricordarci un nome un'opera, una giusta e grande vita di valore. E penseremo ancora a lungo come rispondere al suo estremo chiedersi e domandarci "La verità, vi prego, sull'amore"

Pino Bova

Rc 19 settembre 218

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