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Piazza e via De Nava

Pubblicato in Strade e Piazze Domenica, 24 Gennaio 2016 20:36

Reggio Calabria 24/01/2016 - di Giuseppe Cantarella. Riprendiamo la nostra rubrica. Questa volta ci occupiamo, in un unico approfondimento, di Piazza De Nava e di Via De Nava, dal momento che entrambe sono intitolate al medesimo personaggio, la quale circostanza riveste certamente carattere di eccezionalita' che si spiega solamente con l’importanza del soggetto considerato. Giuseppe De Nava (23 settembre 1858 – 27 febbraio 1924) fu certamente l’esponente reggino

di maggiore importanza nel quadro della politica nazionale: risulta essere l’unico, infatti, ad avere ricevuto il prestigioso incarico della formazione del Governo (luglio 1922).
La biografia di De Nava è racchiusa nel fondamentale volume di Italo Falcomatà (Giuseppe De Nava, Un conservatore riformista meridionale, Città del Sole Edizioni, Reggio Calabria, 2009) : qui basti ricordare gli incarichi di Governo quali risultano dalla navicella della Camera dei deputati, della quale Egli fece parte ininterrottamente dall’aprile del 1897 al gennaio del 1924: Sottosegretario Min. Interno (8.2.1906 – 29.5.1906); Ministro Industria, Commercio, Lavoro (18.6.1916 – 29.10.1917); Ministro Trasporti Marittimi e Ferroviari (18.1.1919 – 23.6.1919); Ministro Trasporti Marittimi e Ferroviari (14.3.1920 – 20.3.1920); Ministro dei Lavori Pubblici (14.3.1920 – 21.5.1920); Ministro delle Finanze (21.5.1920 – 15.6.1920); Ministro Industria e Commercio (3.6.1920 – 15.6.1920); Ministro del Tesoro (4.7.1921 – 26.2.1922).
Piazza De Nava è un po’ uno snodo urbanistico della planimetria di Reggio Calabria quale risulta dal Piano Regolatore del 1911: da qui si diparte, infatti, il Corso Garibaldi; qui le linee di riferimento dell’impianto stradale subiscono una sorta di piegatura, lungo l’asse verticale rappresentato dalla via Domenico Romeo, che lambisce la piazza dal lato settentrionale. Domenico Romeo (1796 – 1847) è quel patriota risorgimentale di Santo Stefano d’Aspromonte passato alla storia per la rivolta antiborbonica del 2 settembre del 1847 (per la quale è anche ricordato nella lapide sul basamento del monumento all’Italia, in piazza Vittorio Emanuele, opera del Larussa). Dall’altro lato, invece, Piazza De Nava è chiusa dalla via Saverio Vollaro (27.3.1827 – 14.8.1904), che è quella traversa in salita che da piazza Indipendenza porta in su, sfiorando sulla sinistra l’edificio del Museo, che domina la piazza stessa. Vollaro è troppo genericamente ricordato come patriota: fu deputato al Parlamento da novembre 1865 a settembre 1892; fu consigliere comunale dal 1863 al 1889. Tanto interessante ci appare, invece, quanto poco conosciuto, il periodo egiziano di Vollaro, databile a partire dagli anni immediatamente successivi alla rivolta antiborbonica del 1847, e certamente attestata al momento dell’impresa di Garibaldi (1860), durante il quale egli si stabilì ad Alessandria d’Egitto intraprendendo profittevoli attività commerciali ed importanti relazioni.
Il monumento a Giuseppe De Nava, opera dello scultore Francesco Jerace (1853 – 1937) venne inaugurato nel 1936, ed è composto di una statua che raffigura il personaggio e del basamento su cui è possibile ammirare un apprezzabile bassorilievo in cui sono raffigurate scene relative alla ricostruzione della città di Reggio Calabria dopo il terremoto del 1908, per la cui attività il De Nava spese molte delle proprie energie.
Verso Est, Piazza De Nava è chiusa dall’isolato 158, ove sorge l’edificio che fu la Casa del Fascio, per come recita l’iscrizione in alto sul cornicione: “Istic aedes artium hic domus et familia a fascibus renovatae”.
La Via De Nava, che nel Piano Regolatore del 1911 risulta denominata “Via Romana”, parte da qui e si dirige rettilinea verso Nord, fino a raggiungere quell’ampio piazzale che oggi, da poco, ospita la rotonda su cui è stato collocato il busto di Mino Reitano (7.12.1944 – 27.1.2009). E’ una strada di grande importanza, per quanto riguarda il traffico automobilistico, dove purtroppo si registrano comportamenti parecchio incivili ed irrispettosi da parte di molti che parcheggiano in maniera scorretta, in doppia od in tripla fila, soprattutto all’inizio della medesima via ed in particolare all’altezza dell’isolato 93 che ospita gli uffici dell’Automobil Club. Proprio qui, gli isolati 93, 105 e 113 sono tra i più antichi realizzati dall’Ente edilizio, come testimoniano ancora le targhe in marmo apposte sulle facciate, che riportano l’anno di costruzione (1917 e 1918). E qui sorgeva l’autorimessa del tram che all’inizio del ‘900, negli anni immediatamente successivi al terremoto del 1908, consentiva il collegamento fino al Convento dei PP. Riformati, al rione Sbarre, dove oggi sorge la chiesa di S. Francesco di Assisi.
Nel suo percorso, la via De Nava interseca alcune traverse intitolate a personaggi illustri: quella che ricorda il pittore Giuseppe Benassai (20 luglio 1835 – 5 dicembre 1878) è un attimo prima della chiesa di S. Lucia e finisce sotto la parte retrostante Piazza del Popolo; quella che ricorda Antonio Brancati (31.7.1907 – 28.8.1937), Medaglia d’Oro al V.M., invece, porta dal Rione Mussolini fino al Viale Amendola, con una bella alberatura.

Prof. Giuseppe Cantarella

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